After Life: il dolore dell’esistenza e la difficoltà di andare avanti

After Life: il dolore dell'esistenza e la difficoltà di andare avanti

Nicola Gargiulo 15 Ott 2020

After Life: il dolore dell’esistenza e la difficoltà di andare avanti

After Life è una serie scritta e diretta, nel 2019, da quel geniaccio di Ricky Gervais, famoso per la sua comicità irriverente e politicamente scorretta che lo ha reso uno dei personaggi più incisivi ed influenti del territorio americano e non solo, visto e considerato che nel corso degli anni oltre ai vari spettacoli e ai vari film, il famigerato attore e comico ha sceneggiato e creato insieme a Stephen Merchant The Office, una delle sue opere più famose che ha ottenuto anche un remake in versione americana (visto che l’originale è inglese) con protagonista Steve Carell, dal 2005 al 2013. L’originale invece, è stato prodotto dal 2001 al 2003.

Dopo questa piccola infarinatura sull’autore della serie di cui andremo a parlare oggi, possiamo passare finalmente alla vera essenza di After Life, parlando di come quest’ultima ci metta di fronte al duro dramma dell’esistenza, del dolore che esso trasmette e delle tante difficoltà nell’ andare avanti per l’essere umano, visto che spesso è davvero difficile e complicato superare o assimilare le vicende che ci colpiscono così forte al cuore tanto da frantumarlo; e a volte, quasi sempre, non hanno mai un vero significato ma dobbiamo solamente interpretarlo.

Prima di procedere vi lascio il pezzo ufficiale di After Life, che potete ascoltare mentre leggete le prossime righe:

Di cosa parla After Life?

Tony (Ricky Gervais) dopo la morte di sua moglie Lisa, causata da un cancro , cade in una profonda depressione, dalla quale difficlmente potrà uscirne. Dopo questo avvenimento che ha sconvolto la sua vita, decide totalmente di cambiare atteggiamento e comportamento verso il mondo e le persone che lo abitano, facendo e dicendo tutto quello che vuole senza preoccuparsi delle conseguenze, visto e considerato che quando sarà arrivato all’orlo si suiciderà. Tutto questo, compreso il suicidio, Tony lo vede come un superpotere che difficilmente può essere debellato, ma le situazioni che si presenteranno e le persone che gli vogliono bene verranno coinvolte, Tony troverà quindi, alcuni intoppi nel suo piano per affrontare l’esistenza che col passare del tempo gli farà comprendere alcune cose che non aveva chiare inizialmente.

In sostanza la trama di After Life è questa (ovviamente è tutto rigorosamente senza spoiler) e la vera forza di questa serie sta nel raccontare un evento così drammatico e distruttivo con una leggerezza comunque struggente, ma allo stesso tempo divertente e spassosa, riuscendo comunque a regalarci sorrisi veri, sorrisi smagliati e sorrisi dolorosi, visto e considerato che il buon Gervais non ci mette nulla dal farci ridere per una delle sue battute e poi successivamente prenderci il cuore e farlo in mille pezzi. Ma noi lo amiamo anche per questo no? After Life è semplicemente questo: affrontare un dolore immenso, un dramma esistenziale ed una depressione che probabilmente non avrà mai fine, ma diventerà semplicemente una parte di te, con umanità, semplicità e magari col tempo anche col sorriso e con la voglia di aiutare gli altri e magari non farli cadere nel vortice dove sei finito tu, senza poterne più uscire.

“Se guardi questo video, è perché non ci sono più. E non posso dirtelo di persona, troppo imbarazzante. Per te, non per me, ovviamente”.

(Lisa)

Ricky Gervais in una scena di “After Life”

L’essenza, il messaggio, la scrittura e la resa visiva di After Life

Prima di cominciare con questo paragrafo immagino che il pezzo di prima sia finito, quindi nelle prossime righe mettete questo in sottofondo (fa parte della colonna sonora della serie):

Bisogna dedicare qualche parola al lato tecnico della serie che non delude assolutamente, ma anzi ci troviamo di fronte a delle prove attoriali ed a un cast non indifferente che riesce a realizzare quello che è stato scritto nella sceneggiatura, amalgamando il forte messaggio sincero e drammatico grazie anche ad una regia (sempre di Gervais) ed una fotografia che raccoglie una fascio di palette sempre riuscito, è sempre concerne al tema trattato, alle battute irriverenti e ai momenti drammatici. Regia e fotografia quindi, sempre sul pezzo e sempre ben realizzate.

Le emozioni, i personaggi, le espressioni, i sorrisi e tutto quello che serve per empatizzare il pubblico, ogni attore lo possiede, compreso Ricky Gervais, che qui si supera dando il meglio di se stesso, compiendo una fatica immonda dipingendo un quadro diretto, nero, struggente e drammatico, di quella che è la vita ne riesce a trasmette l’essenza nuda e cruda, difficile, a volte insensata e fortemente invalicabile ed oppressiva attraverso momenti che spezzano il cuore, dialoghi cinici e sarcastici, verso le persone che hanno una visione diversa della vita ovviamente, un pochino, ma forse anche di più come succede a tutti noi. Quindi questo crediamo vi basti per capire che After Life ha una scrittura solida per quanto riguarda dialoghi e personaggi, sia sulla stesura dello scritto che sulla resa visiva, che come esplicato prima tra attori, fotografia e regia ci troviamo di fronte davvero, un piccolo ma grande capolavoro.

Qui una piccola prova della qualità dei dialoghi e degli attori

Un altro dei punti di forza di questa serie, è la realtà dei fatti. Durante gli episodi non veniamo messi di fronte a favolette a lieto fine (come possono essere la maggior parte delle produzioni che parlano dell’essenza e della vita) ma tutto ci viene sbattuto letteralmente in faccia così come dovrebbe essere, così come dovrebbe andare. Il susseguirsi delle vicende nella vita di Tony sono quanto di più realistico possiamo trovare attualmente: i modi, le parole e le azioni del protagonista non sono romanzate ma anzi le sue reazioni sono quanto più naturali possibili se consideriamo un uomo di mezza età nelle sue condizioni.

Questa impostazione è davvero pregievole e sembra scontata come cosa ma chi macina prodotti del genere sa che una caratterizzazione del genere non è facile trovala, ma è facile che cada nello scontato e nel banale ed ovviamente non è il nostro caso.

Alcuni dei protagonisti di After Life

Per concludere ovviamente parliamo del messaggio che vuole mandare la serie agli spettatori, analizziamo l’essenza e tutto quello che Ricky Gervais ha voluto farci entrare con simpatia e dolore nel cuore, senza filtri, tutto così come accade nella vita reale.

Come non si trova nulla di romanzato nella scrittura e nei personaggi (o comunque solo in una piccolissima parte), ovviamente non lo troviamo neanche nel messaggio che è contenuto in After Life. Per quanto l’aria che si respira durante tutta la serie è “nonostante tutto ritrova il sorriso” di certo non è questa la strada, specialmente se parli ad una persona come Tony (che potrebbe essere tranquillamente uno di noi) che ha subito un trauma talmente forte, completamente distruttivo che non può essere riparato più da nulla o da nessuno, specie se si tratta di persone che non torneranno più. In alcun modo ci si può riuscire e questo la vita lo ricorda spesso a tutti noi: siamo impotenti davanti a tantissime cose nel corso della nostra esistenza, ma sempre e comunque dobbiamo fare il possibile per andare avanti, trovare un modo o un nuovo obiettivo che dia un senso a tutto.

Questo dobbiamo farlo anche se siamo a pezzi, anche se abbiamo una ferita profonda e se abbiamo il cuore spezzato, per quanto ci si provi una volta che spezzati, distrutti, non saremo più come prima ma con i mezzi che abbiamo dobbiamo dare il massimo e se cadiamo dobbiamo porci una semplice domanda: “Ho dato il massimo con quello che avevo?” se la risposta è sì, allora va bene così.

Questo è After Life, questa è la storia dell’esistenza, il dolore e la difficoltà di viverla.

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