Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte)

Si conclude la prima fase del progetto supereroistico creato da Jeff Lemire

Vincenzo Fata 29 Feb 2020

Ciclicamente e con piacere, qui su Nerdgate, ci ritroviamo a parlare di Jeff Lemire e delle sue produzioni. Solitamente tendiamo a non inserire nell’articolo spoiler dei volumi oggetto di recensione, limitandoci ad una mera sinossi, ma per questa occasione faremo un’eccezione. È infatti il momento di un confronto completo sul finale di questa prima fase di Black Hammer. Per rendere ciò possibile sarà necessaria una sezione spoiler all’interno di questo articolo, ma non vi preoccupate, suddetta sezione sarà prontamente segnalata. Parliamo quindi di Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte), edito in Italia da BAO Publishing, sceneggiato da Jeff Lemire, disegnato da Dean Ormston e Rich Tommaso.


Leggi la recensione di Black Hammer Vol.3


Partiamo da una necessaria premessa di carattere editoriale ed informativo: come per Black Hammer Vol.3: l’Era del Terrore (1ª parte), volume precedentemente pubblicato da BAO, anche il contenuto di questo quarto tomo prevede la serie Black Hammer: Age of Doom, follow-up dell’originale Black Hammer, quest’ultimo raccolto nei primi due cartonati proposti da BAO. Tale distinzione si riversa anche nella narrazione presentata dall’autore canadese. 

Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte) 1

Se la prima serie ci dondolava in atmosfere familiari e tanto care allo sceneggiatore, con uno background sì supereroistico, ma impacchettato come un dramma familiare a sfondo rurale, la seconda serie volge il proprio focus sugli eventi, piuttosto che sui personaggi. Chiariamoci, Jeff Lemire non dimentica mai qual è la forza dell’intero universo di Black Hammer, ovvero i suoi protagonisti, ma in Age of Doom le vicende sballottano i nostri eroi verso la loro conclusione.

Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte) dedica i suoi primi due capitoli al Colonnello Weird, ripartendo esattamente dalla chiusa del terzo cartonato. Seppur questi due capitoli rivelano un interessante angolo dell’universo di Black Hammer, sconosciuto al lettore e con forti tinte alla Grant Morrison, è indubbio che questa parentesi legata a Weird spezzi il flusso narrativo tra il terzo ed il quarto volume, addossando al lettore un’ulteriore attesa dall’incombente conclusione delle trame sino a quel momento trattate. Oltretutto, questi due episodi non presentano una regolare connessione con quanto portato avanti nei precedenti tre volumi, ma sarebbe stato magari più idoneo dedicarci una delle già collaudate miniserie spin-off.

Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte) 2

DA ADESSO SPOILER!

I restanti capitoli del volume si occupano delle conseguenze del big reveal che ha chiuso il precedente l’Era del Terrore (1ª parte): Gail, Barbalien, Abraham e Lucy vengono a conoscenza della macchinazione adoperata da Weird e Madame Dragonfly per salvare l’universo. La fattoria non era altro che un espediente per salvare l’universo dall’Anti-Dio, entità controparte dei nostri protagonisti, la cui assenza può essere determinata solo se coadiuvata da quella degli eroi che in principio l’hanno affrontato. Una volta usciti dalla parazona, dimensione in cui viaggiava la nave di Weird e di conseguenza i nostri protagonisti, ci ritroviamo davanti ad un meccanismo editoriale con cui il mondo a fumetti supereroistico ha non poca familiarità: un reboot… temporaneo, però. 

Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte) 3

Spiral City è infatti una città grigia e tremendamente normale, lontana dal suo originale splendore. Tutto ciò è determinato dall’assenza, in questa iterazione dell’universo narrativo, del personaggio di Black Hammer, a.k.a. Joseph Weber, che intrinsecamente assume un ruolo molto simile a quello di Superman nella nostra realtà, ovvero quella di essere il braciere che ha dato vita al fumetto supereroistico americano. Senza Black Hammer nessun altro eroe si è quindi palesato a Spiral City. Ben presto, però, Lucy Weber e Talkie-Walkie ritrovano il manufatto simbolo della creazione di Lemire: il martello di Black Hammer. Grazie all’arma magica, Lucy riesce a far rinsavire il resto dei suoi compagni portandoci alla risoluzione finale. 

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Questo susseguirsi di eventi in maniera così rapida rendono pressoché superfluo l’espediente del reboot che, una volta inserito all’interno della trama, avrebbe giovato di un maggior respiro per non risultare vano. Anche il ruolo del fantomatico martello non viene collocato all’interno dell’universo narrativo ed è un peccato. Certo, la natura ongoing del progetto di Lemire permette di poter risolvere la questione in seguito ma, visto ciò che accade nel corso del volume, persino un spiegazione fumosa non avrebbe guastato. D’altronde Black Hammer non è mai stata una serie con una narrazione criptica e Lemire è un abile sceneggiatore, quindi è un peccato osservare questi passaggi poco curati.

Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte) 5

Come detto in precedenza, Lemire non dimentica qual è il piatto forte di Black Hammer, ovvero i suoi personaggi. L’autore, conscio del fatto che ormai i protagonisti sono entrati nel cuore dei lettori, sfrutta sia quest’affezione, sia l’espediente reboot, per farci sobbalzare il cuore. È impossibile rimanere indifferenti dinanzi all’anziana Gail, alla storia d’amore di Barbalien e al sacrificio di Dragonfly per salvare il mondo dall’Anti-Dio. 

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Coerente con quanto costruito precedentemente da Lemire è l’idea di non mostrarci un possibile scontro finale tra gli eroi ed il supercattivo. Se ci pensate e sfogliate i volumi precedenti, noterete che l’autore canadese non mostra mai veri e propri combattimenti. Certo, vediamo il ricorrente flashback del primo scontro tra i protagonisti e l’Anti-Dio, ma solo pochi panel, quanto basta ai fini della narrazione. È quindi sensato che la conclusione contenuta in Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte) consista in un sacrificio morale, piuttosto che carnale. Una soluzione più vantaggiosa, se così si può definire, rispetto ad una possibile morte, ma non per questo immeritata, visto lo straziante limbo vissuto dai protagonisti dopo il primo scontro con l’Anti-Dio. Quindi, tutto finisce da dove avevamo cominciato: dalla Fattoria.

Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte) 7

FINE SEZIONE SPOILER!

Mi sembra superfluo aggiungere qualcosa sulla prova artistica di Dean Ormston e Dave Stewart, già perfettamente collaudata ed ampiamente commentata nelle precedenti recensioni che trovate sul sito. Rich Tommaso è invece una splendida sorpresa, con uno tratto che ricorda quello di Chris Ware, anche per via di una colorazione molto pop.

CONCLUSIONI: Black Hammer Vol.4: L’Era del Terrore (2ª Parte) segna la conclusione della prima fase di Black Hammer. Un finale magari troppo sbrigativo su alcuni fronti, meno ritmato per via di un incipit che toglie tempo alla narrazione principale, ma che comunque segna il lettore che si è innamorato dei protagonisti della serie. Ad introdurci a questo volume troviamo le splendide matite pop di Tommaso, ma a prenderci per mano verso la conclusione vi sono i rinomati e nostalgici disegni di Dean Ormston, accompagnati dai colori del versatile Dave Stewart,

VOTO FINALE: 7.3

SCHEDA FUMETTO

  • DATA RILASCIO: 27/02/2020
  • SOGGETTO: Jeff Lemire
  • SCENEGGIATURA: Jeff Lemire
  • DISEGNI: Dean Ormston, Rich Tommaso
  • COLORI: Dave Stewart
  • CASA EDITRICE: Dark Horse/BAO Publishing
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