DON’T STARVE

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DON’T STARVE: COME SE FOSSE FACILE!

Che i survival siano una moda, soprattutto per quanto riguarda le produzioni indie, penso sia un fatto oggettivo. Siamo abituati a titoli di questo genere, spesso FPS, dove l’azione è un elemento preponderante, con orde di zombie (o chi per loro) che ci assalgono da ognidove, con i riflessi che assumono un’importanza fondamentale per scaricargli una marea freddo metallo in quelle terrificanti teste marce (chi ha nominato Left4Dead?).

Don’t Starve (tradotto suonerebbe più o meno come “non morire di fame”) è diverso. Creato da Klei nel 2013 per PC e arrivato l’anno successivo anche su PlayStation 4 e PS Vita, è un survivor/roguelike che riesce a creare inaspettatamente un notevole stato di tensione nel giocatore. Recentemente, è nata anche una versione del titolo con comparto multiplayer, Don’t Starve Together, che consente di giocare con altri cinque compagni di sventura; inoltre, la versione multiplayer standalone include già l’espansione Reign of Giants. Tale espansione (acquistabile a parte nella versione base del gioco) apporta numerose aggiunte al gioco come livelli sotterranei, biomi e mob che vanno ad incrementare sia la giocabilità che le nostre imprecazioni.

Dopo un esperimento che non da alcun esito, il giovane scienziato Wilson si abbandona avvilito su una poltrona del laboratorio, quando viene contattato tramite una vecchia radio dal demone Maxwell. L’oscuro personaggio propone al ragazzo di donargli una grande conoscenza perduta se, in cambio, egli costruirà per lui uno strano macchinario. Lo scienziato, naturalmente accetta. Quando avrà terminato il compito e metterà in moto il macchinario,Wilson verrà prontamente “ricompensato” da Maxwell che lo teletrasporterà in un mondo selvaggio e misterioso, dove Wilson dovrà cercare di sopravvivere in tutti i modi.

Un Wilson in versione barbuta cerca, con scarso successo, di fare amicizia con dei simpaticissimi uomini maiale.

don't starve gameplay screen

Spendiamo due doverose parole per la grafica, chiaramente ispirata ai lavori di Tim Burton. Cartoonesca, semplice eppure gotica, cupa e oscura, riesce nell’ardua impresa di enfatizzare il tono opprimente e angosciante del gioco pur rientrando nello stile più classico del 2D. L’audio risulta basilare ma essenziale per prevedere i pericoli (come quando i latrati ci preannunciano l’arrivo dei segugi!) mentre il parlato è reso volutamente incomprensibile, altro piccolo tocco di classe che si incastona alla perfezione nel contesto bizzarro creato grazie a grafica e ambientazione.

Avviando la partita entriamo a tutti gli effetti in possesso dello scienziato, personaggio del quale dovremo gestire tre parametri fondamentali: stomaco, sanità mentale e salute fisica. La gestione e l’instabile equilibrio tra questi punteggi sarà una delle tante sfide che dovrete affrontare in Don’t Starve: non tutti i cibi o gli oggetti ingeribili saranno totalmente benefici o dannosi, portandovi spesso a dover fare delle scelte. Alcuni funghi allucinogeni, per esempio, potrebbero avere un effetto positivo sulla sanità mentale, danneggiandovi però fisicamente.

DOVRETE IMPARARE PRESTO COSA CONVIENE MANGIARE E IN QUALE OCCASIONE

Appena giunti su questa gigantesca isola, dovremo cercare di accumulare il maggior numero di oggetti e materiali per cercare di sopravvivere il più possibile. Durante il giorno potremo gironzolare liberamente per i vari biomi, ognuno caratterizzato da materiali, mob e insidie diverse, mentre la notte dovremo stare vicino ad una fonte di luce (dotandoci di torcia o bivaccando).

Appena raccolti i primi materiali, dovremo girovagare alla ricerca di un luogo propenso al nostro insediamento. Una volta trovato il punto più adatto, cominceremo a costruire (materiali permettendo!) una vera e propria base operativa che crescerà esponenzialmente con aggeggi di varia natura, craftabili grazie alla macchina della scienza e alla macchina dell’alchimia. Potremo così costruire dei campi coltivabili, essiccatoi per la carne, trappole, frigoriferi oltre ad armi e tantissimi altri oggetti che aumenteranno sensibilmente le nostre aspettative di sopravvivenza.

Che siano api assassini o bufali incavolati, c'è sempre qualcuno che se la prende con il povero Wilson!

don't starve gameplay screen

Naturalmente prima di avviare la costruzione di un campo base in grande stile è utile fare scorta di materie prime indispensabili come legno, legnetti, erba, pietra e oro. Bene, adesso vi siete sistemati, pensate di poter procrastinare e… No! Don’t Starve è un gioco che non consente mai di rilassarsi o di sedersi sugli allori! Ciclicamente saremo attaccati da bande di segugi che, soprattutto per i neofiti, saranno simpatici come la peste. In questo caso, come spesso accadrà giocando a questo titolo, il giocatore deve ingegnarsi per trovare soluzioni che vadano oltre alla semplice violenza. Morirete, schiatterete, ci lascerete le penne… un discreto numero di volte prima di avere certe intuizioni che vi consentiranno di risolvere un certo problema. Per sopravvivere ci vuole ingegno e coraggio, non basta la forza bruta!

PRIMA REGOLA PER SOPRAVVIVERE: MAI SEDERSI SUGLI ALLORI!

Esiste sempre qualche problema da affrontare. Usciti indenni dai primi traumatici giorni, sopravvissuti con qualche colpo di genio ai segugi affamati… arriverà l’inverno!

L’inverno, sarà probabilmente l’inevitabile fine delle vostre prime partite. Le risorse come erba, legnetti, bacche e frutta degli orti, smetteranno di crescere. Nuovi mob spunteranno dal nulla, proponendoci nuove fonti di cibo ma anche ponendoci davanti a nuovi terribili pericoli. Il freddo poi, ci danneggierà a livello di salute fisica e dovremo cercare di combattere le intemperie improvvisandoci sarti, utilizzando una pietra termica e allontanandoci dal fuoco solo per necessità impellenti (no, non intendevo quello!) o per cacciare conigli.

Finisce l’inverno? Viva la primavera direte voi… e invece no! Arrivano le pioggie che, aumentano si la produzione degli orti ma fanno collassare temporaneamente le tane dei conigli e, se non riparate a dovere, rischiano a lungo andare di danneggiarci fisicamente, oltre al fatto che potremmo essere colpiti da fulmini… poi arriva l’estate e come potete immaginare porterà con se altre opportunità, ma soprattutto altri pericoli e altre imprecazioni per una morte probabilmente immeritata.

E quando il peggio sembra essere passato... ecco sua maestà l'inverno! In questo periodo dell'anno conviene avere già pronto un campo base all'altezza e tante scorte da parte.

don't starve gameplay screen

Il tutto, come già detto, con diversi parametri da tenere sotto controllo. Il cibo sarà da cucinare per riempire maggiormente il nostro stomaco, mentre la salute fisica sarà recuperata con alcune tipologie di cibo, alcuni oggetti droppati da qualche mostro o craftato. La sanità mentale poi, è una vera e propria spina nel nostro fianco, che a dirla tutta, giocando a Don’t Starve sarà ridotto peggio di un puntaspilli; cala di notte e per ripristinarla dovremo raccogliere fiori, mangiare funghi allucinogeni o costruire nuovi oggetti. Fate attenzione! Se cala troppo, il nostro personaggio comincerà ad avere strani comportamenti e sarà soggetto a strane visioni che, quando il punteggio di sanità mentale sarà sotto una certa soglia, prenderanno forma materiale e, tanto per cambiare, cercheranno di farci la pelle!

SE INIZIATE A VEDERE STRANE PRESENZE, OMBRE E FANTASMI COMINCIATE A PREOCCUPARVI: SIETE AD UN PASSO DALLA FOLLIA…

Questa è la forza di Don’t Starve: farvi esclamare a voce alta “Si, va bene! Basta! Ma è impossibile…” per poi farvi ricominciare una partita più agguerriti e un pizzico più esperti di prima. Personalmente, penso che senza modificare le impostazioni ad inizio partita, solo un hardcore gamer possa riuscire a fare un anno completo di gioco (ovvero un ciclo di tutte e quattro le stagioni) senza morire. La difficoltà a tratti è snervante, ma il crafting semplice e ben congegnato abbinato alla generazione casuale di mappe vi invoglierà perennemente a cominciare una nuova partita, illudendovi che sia la volta giusta… Le nostre morti non saranno comunque fini a se stesse: più giorni sopravviveremo, più accumuleremo punti esperienza e più personaggi potremo sbloccare (ciò è valido per il gioco mentre per Don’t Starve Together avremo subito a disposizione tutti i personaggi). Proprio la versione multiplayer è divertente da giocare ma allo stesso tempo beffarda: è vero che l’unione fa la forza, ma è anche vero che bisognerà dividere il cibo e quindi, a volte giocare in coop potrebbe anche rivelarsi controproducente.

Ansiogeno, avvincente e coinvolgente: Don't Starve è un roguelike spietato che metterà a dura prova i vostri nervi; un titolo che va provato per le piccole grandi soddisfazioni che vi regalerà seppur con estrema parsimonia. I sentimenti di odio e amore del giocatore rispetto a questo gioco, si alterneranno rapidamente come le bestemmie o le esultanze per aver costruito un nuovo oggetto o essere sopravvissuti ad un evento catastrofico. Se amate i Survival, questo gioco DEVE essere vostro!

SCHEDA GIOCO


  • RILASCIATO: Anno 2013
  • GENERE: Survival
  • SVILUPPATORE: Klei Entertainment
  • PUBLISHER: Klei Entertainment
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GALLERIA IMMAGINI GIOCO

TOP 10 VIDEOGAMES

Good

  • Da assuefazione
  • Atmosfera particolarmente riuscita
  • Sistema crafting semplice ma pratico

Bad

  • Da assuefazione
  • A tratti frustrante e punitivo oltre ai demeriti del giocatore
7.5

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