DYLAN DOG N.352 “LA CALLIGRAFIA DEL DOLORE” – Recensione

FUMETTI

DYLAN DOG N.352 : LA CALLIGRAFIA DEL DOLORE

dylan dog La calligrafia del doloreNegli ultimi tempi il nostro Sheerva si è occupato di leggere i Dylan Dog nella loro nuova vita, e nel leggere le sue precise recensioni ho sospettato all’inizio che ci fosse una sorte di nostalgia che impediva al nostro amico di mettersi in linea con la rinnovata vita editoriale dell’Indagatore dell’incubo.

Come risposta al mio quesito, Sheerva mi ha proposto di prendere in mano l’ultimo numero di Dylan Dog, il 352 per l’esattezza, e di recensire per voi La calligrafia del dolore.

Iniziamo col dire che sono anni che non sfoglio un albo con Dylan protagonista, ma fino al numero 100, quindi pur non essendo completamente a digiuno del personaggio ho comunque un bel po’ di arretrati che mi sono perso; rimane ad ogni modo la familiarità col personaggio, una sorta di rapporto di amicizia maturato in anni che dovrebbe aver mantenuto una certa costanza nelle storie e nella caratterizzazione di Dylan e comprimari.

IL RITORNO SULLE PAGINE DI DYLAN DOG CON QUESTO NUMERO 352 È A DIR POCO TRAMAUTICO!

In “La calligrafia del dolore” vediamo Dylan invitato ad una festa elegante per l’inaugurazione di una villa appena acquistata da una sua vecchia fiamma, Diane, dove la donna vive con il marito; motivo dell’invito non è solo il festeggiamento, ma anche una consulenza privata riguardo alla sensazione della donna che teme la dimora sia infestata da oscure presenze.

Pur restio ad accettare visti i trascorsi sentimentali con la donna, Dylan rimane per la notte; scelta di cui avrà a pentirsi, visto che proprio quella sera Mark, il marito di Diane, decide di uscire di testa, trucidando la famiglia e riducendo apparentemente l’eroe di Craven Road in fin di vita; dopo questa esperienza, inizia un’indagine che vedrà Dylan interessarsi di un misterioso notaio coinvolto in trattative che portano sempre degli strascichi sanguinosi.

dylan dog La calligrafia del dolore
dylan dog La calligrafia del dolore

Per farvi capire come la storia sia imbarazzante, vi dirò che l’ho riletta tre volte per capire se mi fossi perso dei passaggi, dei sottintesi nascosti nelle vignette o se Cavalletto abbia clamorosamente toppato.

Premesso che non so se questa Diane sia comparsa durante la mia assenza dalle pagine di Dylan Dog, mi chiedo come si possa pensare che Dylan abbandoni la propria ritrosia agli eventi mondani solo per una vecchia fiamma di poca importanza; se questa donna è stata così importante per il nostro amico, come mai non viene approfondito nulla del loro rapporto?

Ma questo non è la sola falla nella trama; durante l’aggressione notturna, Dylan viene ferito da Mark con un coltello da cucina alla gola, ma miracolosamente scampa alla tragedia risvegliandosi in ospedale con Bloch (davvero non è più in polizia il mitico ispettore??) che gli svela che per pura fortuna non gli hanno reciso corde vocali e giugulare.

Ora Dylan è l’unico sopravvissuto di una strage tremenda e sanguinosa, e nessun ispettore di polizia pensa di interrogarlo? Testimone prezioso e comunque potenziale assassino, ma libero di vagare come meglio crede? Sorvoliamo e concediamo spazio alla storia, sicuramente ci verrà tutto spiegato!

Stacco su una nuova donzella, Annie, intenzionata ad assumere Dylan, per indagare sulle inquietanti sensazioni che paiono infestare l’officina di cui è socia; casualmente non trova Dylan in casa e viene importunata dal solito Groucho. Già vedere Groucho usare come un geek l’assistente vocale del telefono è stato un tonfo al cuore, ma scoprire che non è nemmeno più in grado di fare battute divertenti rasenti l’eresia! Comunque sia, ovviamente la ragazza aveva ragione e come Dylan arriva alla sua officina scoppia un incendio, in cui perdono la vita i suoi soci (uno in un modo così assurdo da esser comicamente pietoso!).

Per rimanere in tema, Diane si salva a Dylan, e apparentemente della morte dei suoi soci non gliene cale minimamente; tutto ormai è una vorticosa ricerca della fonte di questa moria, risolta praticamente da Groucho con il fondamentale aiuto del suo smartphone!

Senza togliervi il gusto di leggere questo scempio, vi dirò solo che alla fine avrete ancora da capire da cosa sia realmente scaturito il potere che ha rovinato la vita di così tante persone: è l’oggetto o il possessore dell’oggetto? Ognuno dia la sua risposta, tanto gli sceneggiatori non lo dicono!!!

Pensare che basta inserire ogni tanto qualche delirio mostruoso, spostare continuamente l’attenzione da uno scenario all’altro senza continuare e pretendere che il lettore accetti tutto solo perchè sulla copertina c’è scritto Dylan Dog è offensivo; per ovviare a questo problema ho provato a rileggere La calligrafia del dolore immaginando che al posto di Dylan ci fosse un qualsiasi investigatore privato. Sarebbe stata una storia delirante, senza filo di continuità, irreale e piena di buchi di trama da far venire da ridere!

Pensare che un simile caposaldo della letteratura a fumetti italiano sia caduto così in basso è la riprova del cattivo stato in cui versano le cose a casa Bonelli; serie che chiudono (Adam Wild e Lukas sono le prossime), la chiusura del progetto sulle miniserie e anche la deriva presa da altre storiche testate (Nathan Never mostra deboli segni di ripresa) sono le spie di un momento nero per i fumetti tricolore.

Anche nei disegni questo albo non esce con una buona valutazione; il cast chiamato a dare vita a questo numero è fin troppo numeroso per un albo (Piccatto, Massaglia, Riccio e Santaniello), e il lavoro da loro svolto si aggira sulla sufficienza, ma mostra comunque delle preplessità, specie nei ritratti delle espressioni dei personaggi, che a volte anziché mostrare la voluta e necessaria intensità paiono delle caricature.

Solo l’ottima copertina di Stano offre al lettore un motivo per non cestinare questo albo, visto l’intensità e l’emotività che trasmette!!

La calligrafia del male è stato un brutto ritorno sulle pagine di Dylan Dog, e certo non mi invoglia tornare il mese prossimo per Il generale inquisitore. La cosa peggiore è che mi tocca dare ragione a Sheerva, il fascino di Dylan Dog ha seguito Bloch, andandosene in pensione!

SCHEDA FUMETTO


  • USCITA: 28.12.2015
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Andrea Cavaletto
  • DISEGNI: Luigi Piccatto, Giulia Massaglia, Renato Riccio, Matteo Santaniello
  • COPERTINA: Angelo Stano
  • CASA EDITRICE: Sergio Bonelli editore
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dylan dog numero 351 in fondo al male

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4.5

Insufficente

Inviato Speciale e Nerd di alto lignaggio, le sue prime parole sono state “spazio, ultima frontiera”; ha indagato nei misteri della galassia con R. Daneel Oliwav e cavalcato vermi delle sabbie su Dune, salvo poi venire arruolato nella Flotta Stellare e arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. Esperto di Warhammer 40k, Star Trek e Star Wars,appassionato di rpg, rts e fps, vi mostrerà cose che voi nerd non potreste immaginare.

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