GIUDICE DREDD – N-Files

FUMETTI

GIUDICE DREDD: LA LEGGE SONO IO!

I latini dicevano “dura lex, sed lex”, ovvero “anche se severa, una legge è sempre una legge”.

Questo motto, nel mondo dei comics, ha la sua incarnazione nel granitico Giudice Joseph Dredd, meglio noto come Judge Dredd, protagonista dell’omonima serie.

In questo nostro speciale andremo a conoscere più da vicino questo futuristico tutore della legge, iniziando come da manuale, dalla sua nascita (editoriale!).

Nel 1975 nel Regno Unito la IPC Publishing (in seguito rinominata Fleetway) assume Pat Millis, con il ruolo di redattore e autore per la creazione di una rivista a fumetti settimanale, improntando il tutto in un’ottica fantascientifica. La prima idea di Millis è un personaggio di nome Judge Dread, un detective dell’occulto che avrebbe dovuto svolgere indagini su crimini di natura sovrannaturale; la base del soggetto pare promettente, ma non si sposa bene con l’idea di fantascienza che vorrebbe la casa editrice, e il personaggio viene momentaneamente accantonato. A prendere in mano la situazione è lo scrittore John Wagner che, partendo dall’idea di Millis, trasforma il detective in un giustiziere col distintivo che si muove in un futuro distopico, battezzandolo Judge Dredd. Per i disegni viene chiamato il disegnatore spagnolo Carlos Ezquerra, e il personaggio viene uficialmente lanciato sulle pagine della neonata rivista della IPC Publishing, la gloriosa ed ancora operante AD 2000, presentando ogni settimana una storia autoconclusiva di sei pagine.

Agli inizi il mondo futuro in cui si muove Dredd non è che un piccolo abbozzo, un palcoscenico poco illuminato in cui le vicende del giudice si presentano in maniera quasi piatta e ripetitiva, senza offrire approfondimenti sul personaggio o sulla storia della società in cui gli autori ci hanno portati.

Lo stesso Dredd viene disegnato come un tipo mingherlino, quasi soffocato dalla pesante divisa di giudice che indossa; ad un primo impatto ha più un’aria ridicola che autoritaria, e la sua fama di tutore dell’ordine viene legittimata più che altro per le vittime che miete tra i criminali.

Bisogna aspettare l’arrivo di un autore leggendario del mondo dei comics per dare spessore a Dredd: Alan Grant. Quando Grant prende in mano i testi di Dredd il fumetto inizia a prendere la forma che ancora oggi lo contraddistingue; iniziamo a vedere i giudici comportarsi in maniera più violenta, nella trama si nota una critica allo stato autoritario e si intravede un po’ di humour, necessario per presentare un personaggio come Dredd, all’inizio inteso come una parodia dei poliziotti violenti. Tutto questo viene presentato ad un pubblico in età adolescenziale, e quindi questo personaggio così violento e dallo spirito critico verso la società contemporanea rappresenta una vera rivoluzione, una novità che spinge la casa editrice a presentare altri titoli del genere (Rogue trooper e Strontium Dog per citarne due su tutti). Ad arricchire il mito Dredd hanno poi contribuito anche numerosi autori e disegnatori che hanno lavorato alle sue storie, dando sempre più spessore alla figura del Giudice; pensate che alcune sue avventure portano le fime di Garth Ennis, Mark Millar e Steve Dillon!


DOPO UN TRAVAGLIATO INIZIO, SU AD2000 COMPARE IL GIUDICE PIU’ SPIETATO E VIOLENTO DELLA STORIA: INIZIA LA SAGA DI JUDGE DREDD!


La prima pagina della prima storia di Dredd!

Nell’immaginare la futuristica Mega-city One, sorta sulle ceneri di New York, il duo Wagner-Ezquierra decise di impostarla come un agglomerato urbano di blocchi di immensi grattacieli, in cui i cittadini vivono stipati all’inverosimile, passando intere vite nel loro blocco, visto che ogni cityblock deve poter offrire al cittadino tutti servizi, tranne uno: la sicurezza. Per questo, visto il tasso di criminalità esorbitante, viene istituito il corpo dei Giudici, una polizia che racchiude in se il ruolo di poliziotto, giudice e carnefice. L’origine di questa impostazione è una critica all’urbanistica post-bellica britannica, in cui venivano costruiti massicci blocchi di palazzi di cemento , creando zone di sovraffollmento che negli anni 70-80 divennero il rifugio delle frange più povere della popolazione, creando una seria minaccia all’ordine pubblico.

Fu proprio questa base sociale comune agli autori Wagner e Grant a diventare il caposaldo del mito di Dredd. Bisogna precisare, però, che Wagner creò il personaggio, limitandosi a curare i testi di una sola storyline (Robots), la prima della storia di Dredd a fare della critica sociale ai sistemi autoritari.

Una della scelte più curiose e coraggiose del team creativo della serie è stata quella di decidere che ogni anno di storie corrisponde ad un anno di vita del personaggio,quindi Dredd approssimativamente dovrebbe avere una settantina di anni! Questa decisione serve per dare una linea di continuity alle storie e permettere agli autori di dare sempre più spessore al personaggio, portandolo anche a confrontarsi con le proprie scelte, anche anni dopo gli eventi più drammatici della storia di Dredd. L’esempio classico è la storyline di Apocalypse Now, in cui Mega-city One si scontra con la sua avversaria sovietica Est-Meg One in una guerra nucleare; al culmine della storia, Dredd rispedisce al mittente russo una bomba nucleare lanciata contro la sua città, causando la morte di mezzo miliardo di persone. Il giudice non ha alcun rimorso, sicuro della propria scelta in virtù del proprio credo nazionalista, ma dovrà affrontare negli a seguire le conseguenze delle propria decisione sul piano pratico, come accade nell’arco narrativo di Day of Chaos del 2012.

Sarà però la gestione Grant degli anni ’80 a togliere a Judge Dredd ogni freno; inizia una deriva di estrema violenza e di latente fascismo, in cui viene presentata una società ferrea e piena di eccessi legali contro aspetti decisamente normali in uno stato libero (viene considerato illegale anche lo zucchero, ogni droga è bandita, compresa la caffeina, e i fumetti sono considerati anti-sociali). Emblema di questa rigidità è la saga di America, in cui una giovane migrante arrivata a Mega-city One e che, spaventata da questa società repressiva, si avvicina a un gruppo di attivisti pro-democrazia. L’intera storia viene raccontata dal suo punto di vista, mostrandoci i Giudici e Dredd in prima linea impegnati a mantenere la popolazione sotto il gioco della Legge; sarà in questo ciclo che vedremo una delle scene simbolo dell’intera saga di Dredd, quando questi giustizia la giovane ai piedi della Statua della Libertà, ribadendo in modo deciso quale sia la Legge e chi la amministra in città.


DREDD E’ DURO, SPIETATO, AUTORITARIO, UN PERSONAGGIO NATO E CRESCIUTO IN UNA SOCIETA’ PRIVA DI OGNI LIBERTA’ E DOMINATA DA UN SOLO PRINCIPIO: LA LEGGE


Dredd è pronto a inseguire il prossimo trasgressore

Ma come si è arrivati a questa società?

Come da canone in quegli anni, ovviamente è occorso un conflitto nucleare, le Guerre Atomice (lo spettro della Guerra Fredda aleggiava sempre più reale) e il nostro pianeta è stato (o sarà?) ridotto a un cumulo di macerie e deserti radioattivi, tranne che in alcune enclavi di sopravvissuti. Dalle cenerei del mondo pre-apocalisse nasce un nuovo bisogno di controllo e giustizia, severa e inflessibile, creata per impedire che si ripresenti lo stesso scenario; questa esigenza porta alla creazione, sul suolo americano, del Corpo dei Giudici, che si ergono protettori e detentori della Legge, al punto di decidere addirittura di deporre lo stesso Presidente (nella narrazione della saga viene accennato che fu questa una delle prime missioni di Dredd).

Oltre alla citata Mega-city One vengono presentate anche altre città-stato, presenti in tutti i continenti e con propri giudici, come nel caso dei Pan-Africans Judges che amministrano la Legge nelle mega-cities africane. Parlando di fantascienza non può mancare una città nello spazio, e il ruolo viene affidato a Luna-1, l’avamposto umano in cui la Legge viene amministrata a rotazione da Giudici inviati dalle tre principali mega-cities americane.

La vita esiste anche fuori dalle ciclopiche mura delle città, anche se fatica a non svanire: le Terre Maledette (in originale, Cursed Earth) sono l’immenso deserto radioattivo e intriso di veleni che accoglie chi non vive al riparo della Legge (si possiamo definirlo riparo!), ma ospita anche tribù di mutanti e di cannibali.

Dredd e la sua Mega-City One

È in questo universo cupo e violento che si forma il nostro Joseph Dredd, primo al suo corso in accademia, esperto giurista, ottimo pilota, tiratore scelto e eccellente lottatore corpo a corpo. Il suo percorso di vita è solitario, la sua unica e duratura compagna è la Legge, cui consacra tutto se stesso, al punto di giudicare e punire anche il suo unico fratello, nato come lui in provetta in un progetto per creare il giudice perfetto (storia ripresa anche nel primo film al cinema); la giornata tipo di Dredd è fatta di sparatorie , inseguimenti con la sua moto e giudizi emessi, e mai con diritto di appello. L’intento degli autori è quello di dipingere Dredd come il simbolo di una società autoritaria, ma spesso lo vediamo affrontare delle scelte che, anche se paiono eccessive e senza alcuna remora morale, hanno una loro valenza all’interno del credo personale di Dredd e alla sua formazione. Non crediate però che tutto sia facile per il nostro Giudice, perchè spesso dovrà affrontare dei nemici degni di lui; basti pensare ai Giudici Oscuri (Dark Judges), un corpo di Giudici di una Terra parallela, in cui la Legge ha deciso che l’unico modo per non commettere più crimini è sterminare la popolazione umana. Gli scontri fra Dredd e la sua controparte, il Giudice Morte, metteranno a dura prova il difensore di Mega-City One, al punto che spesso avremo l’impressione che non ne uscirà vincitore.

I quattro Giudici Oscuri pronti a giudicare Mega-City One!

Non mancheranno nemmeno nemici con poteri particolari, visto l’ambientazione. Dredd si scontrerà spesso con persone dotate di poteri psichici, che lo costringeranno a richiedere aiuto alla Sezione PSI, il ramo del corpo dei Giudici che si occupa dei casi che coinvolgono persone dotate di poteri psichici. All’interno di questa sezione operano dei Giudici dotati di poteri mentali, come il Giudice Anderson, forse la sola vera amica che possa vantare Dredd (e che ha goduto di una propria serie spin off).

Al fianco di Dredd, però, non manca mai il suo strumento di lavoro, il Legislatore; arma di ordinanza di ogni Giudice, tarato per funzionare solo previo riconoscimento del DNA, è una pistola polivalente, in grado di sparare munizioni di vario tipo e apparentemente con caricatori pressochè infinti. Non è solo il Legislatore ad accompagnare Dredd in strada, ma c’è anche la sua moto, ovvero la Holomaster, un mezzo capace di impressionanti velocità e armato pesantamente, uno dei simboli dei Giudici per le strade di Mega-city One.

Legislatore e Holomaster, i fedeli compagni di un Giudice!


DREDD NON E’ NE’ UN PERSONAGGIO POSITIVO, NE’ UN ANTI-EROE CLASSICO, HA SCELTO DI VIVERE SECONDO UN SUO CREDO E LA SUA FEDE NELLA LEGGE 


Essere un Giudice non è sempre facile!

Nel corso della sua vita editoriale, il Giudice è anche stato protagonista di diversi team up con altri protagonisti del mondo dei comics, ovviamente tutti con relativa scazzottata. Tra i tati ricordiamo Predator, Lobo e Alien, ma il principale co-protagonista di queste escursioni è stato nientemeno che il Cavaliere Oscuro in persona! Se ci pensate era inevitabile, non si poteva perdere l’occasione di mettere a confronto due giustizieri dall’animo e dall’approccio alla giustizia così diverso; in quasi ogni loro incontro, Dredd e Batman sono su posizioni opposte, costretti a collaborare per necessità, ma sempre pronti a ricorrere alle maniere forti per valere la propria posizione. È apprezzabile l’impegno profuso dagli autori nel far si che anche queste storie collettive siano parte integrante della continuity di Dredd e che le scelte del Giudice, anche se fatte su un’altra Terra, abbiano ripercussioni nel suo mondo quotidiano.

Anche Batman ha voluto omaggiare Dredd con un bel cazzotto!

La figura di Dredd, con tutte le sue ombre e le sue poche luci, non poteva non tentare anche il mondo del cinema.

Nel 1995 Dredd approda per la prima volta al cinema con Dredd La Legge sono io, in una mega produzione che affida il ruolo del protagonista a Stallone; l’attore è giusto per il personaggio, vista la comune tendenza a limitare al minimo le espressioni facciali. Se però è azzeccato l’attore protagonista, è il resto del film a non incarnare lo spirito del fumetto, che, eccezione fatta per le divise dei Giudici e il loro messo preferito, non viene minimamente raccolto. Il regista Danny Cannon riesce a prendere la storia delle origini di Dredd e rovinarla, creando un film tutto effetti speciali e in un’ambientazione colorata e vitale che mal rispecchia l’anima cupa e degradata della società di Mega-City.

Il Dredd di Stallone pronto a giudicare!

Al secondo tentativo nel 2012 viene dato un titolo semplice, Dredd, come semplice vuole essere l’approccio del regista Pete Travis, che taglia ogni legame col film precedente. Nonostante non abbia riscosso molto successo nel mercato di sala, il film è diventato un campione nel mercato home video. Il lavoro di Travis ci presenta Mega-City come la conosciamo ne fumetto, tutto il film si svolge all’interno di un cityblock in cui rimangono intrappolati Dredd (interpretato alla perfezione da Karl Urban, il nuovo McCoy) e una recluta, Anderson, dotata di poteri Psi; è un film violento, in cui Dredd non si risparmia e dove l’animo duro e granitico del giudice riesce ad emergere, anche con qualche piccola concessione all’ironia in alcune scene, che però riescono a non spezzare il ritmo della pellicola. Ai fan l’interpretazione di Urban è piaciuta molto più di quella di Stallone, al punto che on line sono state aperte varie petizioni affinchè l’attore torni presto a indossare il distintivo ancora una volta.

Karl Urban è un Dredd davvero azzeccato!

Se non avete mai avuto occasione di leggere delle storie di Dredd o lo conoscete solo per via delle pellicole, ascoltate il mio consiglio e recuperate quanto prima almeno gli archi narrativi principali; difficilmente troverete qualcosa in italiano, a meno che non ricorriate alle antologie note Casellari del Crimine, in cui vengono raccolte alcune delle storie del Giudice. Se invece avete una certa familiarità con l’inglese, l’ideale sarebbe fare un salto su siti di e-commerce e controllare la disponibilità degli originali cartacei (sempre i migliori!) o limitarsi a prendere la versione digitale.

Quale che sia la vostra scelta, fareste comunque un ottimo acquisto, e nel leggerli, mi raccomando, attenti a come vi comportate, perchè la Legge non fa eccezioni!

Leggere le storie di Dredd è come affrontare un viaggio in un futuro cupo ma non così irreale. La componente di critica sociale è un valore aggiunto che però, spesso, rischia di finire in secondo piano, travolta da storie ben costruite e disegni evocativi; i team up hanno dato a Dredd una bella visibilità, togliendolo da un pericoloso anonimato anche prima dei film, consacrandolo come un mito del fumetto internazionale. LEGGE(NDARIO)

Inviato Speciale e Nerd di alto lignaggio, le sue prime parole sono state “spazio, ultima frontiera”; ha indagato nei misteri della galassia con R. Daneel Oliwav e cavalcato vermi delle sabbie su Dune, salvo poi venire arruolato nella Flotta Stellare e arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. Esperto di Warhammer 40k, Star Trek e Star Wars,appassionato di rpg, rts e fps, vi mostrerà cose che voi nerd non potreste immaginare.

Lost Password

Sign Up