Harbinger: Renegades / Generation Zero – Recensione

FUMETTI

HARBINGER: RENEGADES / GENERATION ZERO – PERCHE’ LEGGERLI E PERCHE’ FARLO ORA!

Di nuovo eccoci con un’altra nuovissima recensione a tema Fumetti! Ma sta volta con una particolarità non del tutto trascurabile. Essendo questo una periodo dove Valiant Entertainment si ripropone in Italia coi suoi nuovissimi rilanci, e ricevendo in redazione sia lo starting point degli Harbinger: Renegades sia il primo brossurato della freschissima testata Generation Zero, sono lieto di portarvi qui sul sito una recensione riguardante non uno, ma ben due fumetti dell’ormai noto universo che concorre alle ormai note major della nona arte. Già perché, su gentile concessione di Star Comics che anno dopo anno s’impegna con dedizione nel portare in Italia le opere Valiant, ci troviamo di fronte a due testate che possono sì esser lette in singolo, ma che trovano il giusto riscontro se assorbite in coppia. Di seguito, oltre a una più tradizionale critica dei due brossurati, vi svelerò quali i motivi più importanti dell’accoppiata e perché, per i vostri occhi ma soprattutto per il vostro immaginario, è assolutamente importante recuperare le due testate insieme e alla svelta!

Anzitutto è bene nuovamente specificare come dal punto di vista drammaturgico entrambe le opere possano essere lette e godute. Ma andando più nello specifico sarebbe meglio leggerle insieme, se non altro per una questione di continuità e soprattutto se si è seguito tutto il cammino degli Harbinger fin dall’inizio.
Harbinger: Renegades riprende infatti da dove avevamo lasciato. Peter Stanchek è nello spazio, meditante e bloccato dal carico di responsabilità che lo scontro con Toyo Harada, suo acerrimo rivale, ha portato nella sua mente. Tutti i decessi, i sensi di colpa e la scarsa fiducia in se stesso impediscono a Peter di tornare sulla terra, dove però sarà costretto a recarsi. La sua amica nonché primo amore Kris Hathaway richiamerà Peter con lo scopo di unire le forze un’ultima volta per fronteggiare la minaccia di Alexander Solomon, uno psiota che intende rivoluzionare le regole della razza umana con un approccio che definire violento è un eufemismo. Allo stesso tempo, Generation Zero comincia a sviluppare tutte quelle interessantissime sottotrame disseminate con la prima testata Harbinger. Seguiamo infatti le gesta della Generazione Zero, un gruppo di psioti giovanissimi che, ribellatosi ad Harada negli eventi del primo ciclo degli Harbinger, fondano un gruppo di super-adolescenti dal carattere anarchico e violento. Unico obiettivo: aiutare tutti quei ragazzi della loro stessa età che, in un mondo troppo impegnato ad autodistruggersi, non riescono a far sentire la propria voce.

Con Harbinger: Renegades, l’evoluzione narrativa non lascia spazio a troppe sorprese. Questo non per dire che l’itinerario scritturale messo in tavola dal buon Rafer Roberts non sia soddisfacente, anzi, ma è certamente condizionato da un primo passo del nuovo starting point fortemente strutturale. In parole povere e senza prosopopee: è un primo brossurato che non osa più di tanto e che si muove su di una trama messa lì per far ripartire gli eventi. Ma già dal finale del primo brossurato vi accorgerete come Solomon sia molto più che un semplice villain. Insomma, ne vedremo delle belle!
E poi arriva la volta di Generation Zero. Se prima abbiamo preso in considerazione il rilancio, qui si parla di un nuovo e, lasciatemelo dire, potentissimo vero inizio. La trama parte dal bisogno di una ragazza emarginata a scuola e senza poteri di nome Keisha Sherman che vuole scoprire di più sulle misteriose circostanze riguardanti il decesso del suo fidanzato. Per questo Keisha contatterà la Generazione Zero che verrà in sui aiuto nelle indagini e, perché no, anche per spaccare qualche bel faccino. In un crescendo di detection e uso smodato di superpoteri, Fred Van Lente stupisce con un teen drama deliziosamente moderno, che scava nei pensieri di una adolescente qualunque e regala allo spettatore la sorpresa di alcuni colpi di scena non stratosferisci, ma sicuramente molto intriganti.


Venendo alla parte grafica, Harbinger: Renegade si espone con soddisfazione. I disegni di Darick Robertson (The Boys, Transmetropolitan) sono per la maggior parte buoni e ben costruiti, nonostante soffrano di una certa staticità in alcune tavole. La nota estremamente positiva è che nelle splash pages, Robertson dà il meglio di sé, mostrando delle vere e proprie opere d’arte che agli occhi non posso regalare altro se non una gioia infinita.

Generation Zero si sostiene invece su di un comparti grafico al 100% esaltante, senza nulla togliere alla testata degli Harbinger già descritta. Già, perché il tratto preciso e curato di Francis Portela si sposa alla perfezione con il tono che la sceneggiatura riesce a far trapelare. Menzione d’onore va al capitolo dedicato al personaggio di Adele Poole che viene in parte realizzato attraverso un meraviglioso stile cartoon proveniente dalla matita di Derek Charm.

Star Comics ci offre quindi la possibilità di gioire di fronte a due fumetti che possono esser letti sia singolarmente, sia in coppia. Non soltanto perché sono effettivamente delle ottime opere, ma perché ad un prezzo del genere (9,90 ciascuno) sarebbe davvero un peccato non potersi gustare al meglio un viaggio di questo genere. Nell’unione di due valide storie e disegni strabilianti, il mio consiglio è quello di recuperare sia Harbinger: Renegades che Generation Zero, e di farlo alla svelta.

SCHEDA FUMETTO

  • USCITA DI ENTRAMBI I VOLUMI: 17/10/18 – 10/10/2018
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Rafer Roberts ; Fred Van Lente
  • DISEGNI: Francis Portela, Darick Robertson
  • CASA EDITRICE: Valiant Enterteinment / Edizioni Star Comics
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8.5

Ottimo

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