INTERVISTA AGLI SVILUPPATORI DI THE TOWN OF LIGHT – Intervista

INTERVISTE

Tutti i videogiocatori stanno aspettando l’arrivo delle periferiche per la realtà virtuale sul mercato ma, nello specifico, gli amanti degli horror si stanno già sfregando le mani: il connubio Horror – Realtà Virtuale promette di amplificare notevolmente l’esperienza di gioco, soprattutto per quanto riguarda i prodotti che fanno delle sensazioni e dell’atmosfera i principali punti di forza.

Un titolo che punta forte su questa importante innovazione è The Town of Light, progetto indie italiano pensato proprio in ottica supporto Oculus Rift. Puntualizziamo come la definizione “horror” vada decisamente stretta al titolo in questione, visto che si ispira a fatti realmente accaduti e non si avvale di espedienti spiccioli (e inflazionati) come jump scares o simili per terrorizzare il giocatore.

Ad inquietare e creare ansia, in questo caso, sarà lo stato d’animo generato dall’atmosfera di un luogo un tempo teatro di atrocità, che vedrà l’esplorazione non solo di un edificio in disuso ma anche della psiche di Renèe, il personaggio fulcro di The Town of Light.

Questo titolo ci immergerà nell’atmosfera tetra dell’edificio abbandonato, dove saremo accompagnati uno spessore narravito decisamente fuori dal comune e da un comparto grafico di altissimo livello. Un gioco che in certe fasi sembra avvicinarsi molto ad una sorta di documentario interattivo, terrorizzando in maniera totalmente diversa, e molto più profonda, rispetto alla maggiorparte di titoli che puntano a terrorizzare l’utente.

Con queste premesse, Nerdgate ha incontrato il team responsabile del progetto, ovvero LKA, e abbiamo potuto fare qualche domanda nello specifico a Luca Dalcò, ideatore e game director di The Town of Light.

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Come è nata l’idea di creare questo gioco e come mai avete scelto questo nome?

Il gioco nasce da un interesse personale sulla storia dell’istituzione manicomiale e dalla constatazione di come questo contesto venga spesso usato per ambientare giochi che nulla hanno a che vedere con la malattia mentale e con quello che i “manicomi” realmente erano.

La cosa curiosa è che la storia reale di questa istituzione svela spesso orrori di gran lunga peggiori di quelli raccontati dai tanti giochi horror che la usano come ambientazione!

Il titolo del gioco trae spunto dalla storia di una paziente psichiatrica che soffriva di allucinazioni caratterizzate da una forte luce, la ragazza era convinta che tutte le persone che soffrivano del suo stesso disturbo avessero questo genere di allucinazioni “luminose”e chiamava il manicomio “il paese della luce”


Quali sono le caratteristiche principali di The Town of Light?

E’ un avventura caratterizzata da un gameplay semplice basato sull’esplorazione, sull’esperienza visiva e sulla profondità e la complessità narrativa.

Nel gioco ripercorriamo la storia di una ragazza alla ricerca dei suoi ricordi, della sua stessa vita.

The Town of Light punta a sviluppare una forte empatia tra il giocatore e la protagonista e attraverso questa empatia spingere il giocatore a voler scavare nella mente della ragazza sempre più a fondo.


Qual’è la più grande difficoltà che avete incontrato durante lo sviluppo?

Probabilmente riuscire a comunicare correttamente quello che stiamo cercando di fare. Siamo stati spesso fraintesi e riuscire a far capire il tipo di prodotto che stiamo sviluppando è stato a volte molto difficile.

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Nel trailer che avete presentato al gamescon compaiono riferimenti a luoghi e date precise, quanta ricerca avete fatto per dare un senso di realismo?

Ti ringrazio per questa domanda! La fase di documentazione è stata per noi importantissima e lunghissima, The Town of Light è un videogioco con una bibliografia (qui ne puoi trovare una versione parziale).

La storia è inventata, ma abbiamo cercato di renderla il più possibile credibile e verosimile per aumentare al massimo il livello di immersione.

Per ottenere questo abbiamo costruito la storia di Renèe (la protagonista del gioco) nei minimi dettagli, se pure il gioco ne rivelerà solo una piccola parte questo ci ha permesso di dare voce a Renèe avendo la sensazione di conoscerla realmente, di poterla comprendere profondamente.


Town of Light ha passato con successo la fase di Greenlight. Avete già ricevuto altri riconoscimenti per il lavoro sinora svolto?

Abbiamo ottenuto il Game Connection Development Awards e il Game Connection European Game Booster per “excellence in story e storytelling”.

Famitsu ci ha inoltre dato il riconoscimento di  “Games of the week” alcuni mesi fa.

Quale pensi sia chiave di successo per un horror? (sia videogioco che film)

Innanzitutto approfitto della tua domanda per precisare che The Town of Light non è un tipico prodotto horror, non ci sono jump scares, non ci sono mostri, non c’è nulla di sovrannaturale e non si spara a nessuno!

In The Town of Light l’orrore è la realtà.

La terribile sofferenza che comporta il disagio psichico, l’istituzione manicomiale che fino alla sua destituzione confinava questo disagio lontano dallo sguardo della società “per bene” offrendo come soluzione terapie oggi considerate torture.

Credo che la chiave del successo di un horror che parla di realtà sia la capacità di immergere lo spettatore/giocatore quanto più profondamente possibile per poi riuscire a “colpirlo” più profondamente e lasciare il segno di un esperienza forte.

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Oculus Rift e più genericamente realtà virtuale: secondo te come e quanto cambieranno il mondo dei videogiochi?

Aspetto una periferica simile da una vita, da quando si iniziò a parlare di VR e tutto poi cadde nel silenzio per un tempo che è sembrato interminabile.

Credo che ci vorrà tempo per capire e sfruttare le potenzialità di questo tipo di visualizzazione. Andrà sviluppato un nuovo sistema di interazione sia a livello hardware che software per poterne godere appieno.

Inizialmente si sfrutterà principalmente la grandiosa immersione visiva che offrono i visori VR.

Nel nostro caso questo è un granmde valore aggiunto dal momento che, come detto poco fa, il nostro principale obiettivo è immergere il giocatore il più possibile fino a farlo “perdere” nel gioco.

Cosa pensi che possa riservare il futuro per l’industria videoludica italiana?

Non sono un esperto di mercato, ma credo comunque che fare previsioni sia molto difficile  in un settore che ha la capacità di cambiare così velocemente.

Certamente qualcosa si sta muovendo, ma senza una risposta istituzionale veloce ed adeguata agli sforzi produttivi vedremo molti team promettenti abbandonare il nostro paese.

Non ci resta che chiederti… quando uscirà The Town of Light?

Il 26 febbraio 2016!

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Ringraziamo Luca Dalcò per il tempo che ci ha concesso e vi ricordiamo che, per ulteriori informazioni riguardo The Town of Light, potete visitare il sito ufficiale a esso dedicato link: http://www.thetownoflight.com/.

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