INTERVISTA A LUIGI RAGONI PRESIDENTE DI GAMING ARENA – Intervista

INTERVISTE

LUIGI RAGONI : PRESIDENTE DI GAMING ARENA

Torniamo a parlare di E-sports e lo facciamo in grande stile oggi, abbiamo infatti l’onore e il piacere di intervistare Luigi Ragoni, presidente di Gaming Arena, associazione che si occupa di organizzare eventi legati al gaming, prevalentemente eSports su tutto il territorio nazionale, battendosi ogni giorno per portare maggiormente a conoscenza il mondo degli e-sports e sensibilizzare i giovani e i media sull’argomento.

Benvenuto su Nerdgate.it Luigi e grazie per averci accordato di rispondere alle nostre domande.
L- Grazie a voi per l’intervista, è un piacere per me.

Sappiamo che ha visto i nostri due articoli uno che riguardava la Sardegna, e uno che parlava dei pochi eventi e-sportivi che ci sono in giro per l’Italia. Lei cosa pensa di questi due articoli?
L- Ritengo più appropriato l’articolo che parla degli E-Sports e della carente copertura di eventi in Italia in confronto a quello riguardante la regione Sardegna. Mi spiego meglio, è evidente che il nostro paese abbia per anni sottovalutato la crescita e il rendimento di questo settore, nell’ultimo periodo molte persone e associazioni stanno lavorando per far nascere un movimento E-sport in Italia, la cosa è molto complessa e complicata, dobbiamo accettare che il percorso sia lento ma produttivo senza farci prendere dallo sconforto confrontando il nostro attuale sistema a quello di altre nazioni nel mondo. La sardegna è una regione che amo particolarmente, mio padre abita li e io ho spesso l’occasione di visitarla. Parliamo di un’isola tra le più grandi d’Europa che ha un mare meraviglioso ed un entroterra ricca di storia, presenta però a differenza di altre regioni italiane una popolazione molto bassa, circa 1 milione e 600 mila abitanti. Credo fortemente che la Sardegna debba essere ritenuta una risorsa da non abbandonare a se stessa, ritengo però anche che essendo un’isola abbia una minore raggiungibilità e offra anche un numero di giocatori inferiore ad altre zone d’Italia. Ecco perché è piuttosto logico che allo stato attuale le realtà che vogliono promuovere l’e-sport si stiano muovendo su terreni ritenuti più fertili.

Come pensa possano cambiare le cose in regioni come la Sardegna o con le stesse similitudini?
L- Credo che sia giusto intervenire sul territorio formando dei piccoli gruppi di gioco che possano iniziare a condividere tra di loro le proprie esperienze. Formare dei tornei o delle leghe regionali che motivino i giocatori a muoversi lungo tutta l’isola per confrontarsi. Grazie all’on line dovremo cercare di accorciare le distanze. Non nego che in futuro sarebbe molto interessate vedere la Sardegna come regione ospitante di un grande evento.

Abbiamo visto che avete creato “Hearthstone Club Network” che ha come missione portare Hearthstone in tutta italia, sappiamo di una collaborazione con Marco D’angelo team manager del Team Renegades, squadra competitiva di E-sports direttamente sponsorizzato dal nostro sito, questo potrebbe aiutare a portarlo anche in Sardegna e in altre regioni italiane?
L- Assolutamente si. Il network vuole proprio favorire la crescita e l’inserimento di tutti i nuovi giocatori, delle nuove realtà e dei locali italiani che possano ospitare nuovi eventi. Come detto sopra vorrei vedere la Sardegna, come altre regioni che al momento hanno meno opportunità, entrare a far parte stabilmente del sistema E-Sport in Italia. Ripeto che però bisogna essere coscienti che in un momento di nascita e di lenta crescita come stiamo avendo nel nostro paese non si può pretendere tutto e subito. Dobbiamo diventare più bravi a valorizzare quello che si ha, a dare nuove idee e a cogliere le migliori occasioni. Dobbiamo soppesare sempre meglio le nostre critiche e i confronti con realtà che magari inizialmente offrono qualcosa di migliore.

Lei cosa pensa degli E-Sports? e quanto pensa possano essere importanti per i giovani?
L- L’E-Sports è un qualcosa di aggregante, permette di confrontarci sempre più spesso con un sistema competitivo e ha spesso bisogno di una grande capacità di tenuta mentale quanto fisica. Praticare uno sport convenzionale o praticarne uno elettronico è qualcosa di molto simile, sicuramente più simile di quello che la maggior parte della gente pensi. I giovani possono trarre grandi benefici dall’essere stimolati nel raggiungimento di nuovi traguardi, nello scoprire le meccaniche di gruppo, nell’imparare a seguire delle regole dettate al miglioramento di noi stessi. Ritengo anche che molti giochi permettano lo sviluppo costante delle nostre abilità di ragionamento, di concentrazione e possano stimolare al meglio i nostri riflessi. Bisogna anche però ricordarci che nella vita ci sono molte cose importanti e tutto va dosato con la giusta misura, io stesso ho passato moltissime ore davanti ad un pc o ad una console, ma consiglio a tutti i giovani di non privarsi di una bella serata fuori, di un partita a calcetto o a basket, di una bella domenica con il proprio partner o un bel film con la famiglia. Tutto è importante nelle giuste dosi.

Quali città fino ad ora avete toccato con L’Hearthstone Club Network? e che risultati siete riusciti a tirar fuori?
L- All’interno del Network sono già presenti decine di città, stiamo coprendo gran parte dello “stivale” italiano. I risultati iniziano a farsi vedere, molti locali distanti anche chilometri stanno aumentando la loro collaborazione tramite lo scambio di idee e la reciproca pubblicità, molti player italiani si stanno affezionando agli eventi proposti da GamingArena e quindi iniziano a seguire i nostri tornei anche in città diverse da quelle che frequentavano abitualmente. Tutto questo permette una crescita del movimento e un incremento del numero di eventi proposti.

Lei come presidente di GamingArena cosa consiglierebbe ai ragazzi che ancora non conoscono Blizzard e i suoi giochi?
L- Blizzard è un’azienda e come tale ha nella riuscita dei propri prodotti lo scopo principale. Lavorando però in un ambito legato fortemente al pubblico sono attentissimi alle richieste della comunità e cercano in modo sempre più presente di dare il meglio ai loro giocatori. Io stesso ora sto collaborando con loro per lo sviluppo della comunicazione tra Blizzard stessa e la community. Vi assicuro che le cose viste stando seduti comodamente sul nostro divano sono molto diverse da quelle viste stando gomito a gomito con gli sviluppatori di Hearthstone. Spesso noi giocatori sbagliamo a dire cose quali: “non ci ascolteranno mai” oppure “che gli importa a loro di quello che piacerebbe a noi?”, vi assicuro che la Blizzard come altre case di livello mondiale avrebbe piacere a scambiare due parole con ogni utente, potete però capire che non sia semplice raggiungere tutti. Sono sicuro che nell’immediato futuro vedremo grandi miglioramenti in questo senso e tutti i giocatori si sentiranno ancora più parte importante dell’universo Blizzard.

Lei sicuramente conosce bene il mondo degli E-Sports, pensa che qui in italia cresceranno e diventeranno sempre di più gli eventi che si andranno a creare? Oppure pensa che ancora siamo lontani da questo?
L- Statisticamente il numero di eventi in Italia è in continuo sviluppo, è anche vero che non sono sempre i numeri a fare la differenza, spesso è la qualità e la motivazione a permettere la futuribilità di un sistema. Sicuramente l’interesse dei grandi brand sta crescendo anche nel nostro paese, basta da uno sguardo ai risultati ottenuti in altri paesi del mondo per capire che l’Italia può solo migliorare in questo campo. Dobbiamo però riconoscere che il nostro paese deve fare passi avanti in tanti settori per permettere una sana crescita all’E-sports, pensiamo alle infrastrutture, alla burocrazia legata a tornei ed eventi, tutte queste cose vanno oleate e rese più scorrevoli permettendo a tutto il sistema di crescere più florido. Non so dirti quanto siamo lontani dalla meta, ne quando saremo capaci di dire “siamo quasi arrivati!”, posso dirti che tanto si sta muovendo e questo è un grossissimo passo avanti per tutta l’Italia. Speriamo bene e continuiamo tutti ad impegnarci al meglio.

Lo Staff di GamingArena sappiamo benissimo quanto è organizzato e quanto è vicino ai locali e ai Player, cosa vi ha spinto a creare tutto questo? C’è solo la passione oppure no?
L- Il tutto è nato un pò per gioco, ovviamente. GamingArena ha compiuto da pochi giorni 5 anni, nel corso dei quali ci sono stai molti cambiamenti, tanti membri dello staff sono arrivati, alcuni sono andati per altre strade, abbiamo subito due cambi di nome fino ad arrivare a quello attuale, abbiamo, come altre realtà, faticato tanto passando da momenti di grande gioia a quelli di scoraggiamento o rabbia. In realtà quello che serve è sempre un gruppo unito, unità di intenti, chiarezza negli obbiettivi e l’impegno di tutti, senza dimenticare mai l’entusiasmo e la passione. I risultati che oggi GamingArena ha ottenuto sono merito di tutti, da chi gestisce a chi ha fatto parte solo di alcuni progetti, da chi opera e da chi fornisce sempre nuove idee. GamingArena esiste grazie all’aiuto continuo del suo pubblico e di tutti i membri dello staff. Colgo l’occasione per dire pubblicamente grazie a tutti i ragazzi che ogni giorno si impegnano per quello che stiamo facendo.

Secondo tutto lo staff di GamingArena cosa ci aspetta per il futuro parlando di Hearthstone e E-Sports in generale?
L- Ci aspetta tanta voglia di divertirsi nella speranza che un giorno l’E-sports sia un meccanismo funzionante nel sistema economico italiano. Hearthstone è il gioco che abbiamo trattato maggiormente e quello che ci aspettiamo è qualcosa di sempre più competitivo che possa valorizzare il player maggiormente e stupirci sempre di più nella composizione dei mazzi. Ci tengo però anche a sottolineare come attorno al movimento E-Sports non dobbiamo dimenticare il pubblico o gli utenti considerati “casual player”, loro sono parte fondamentale di tutto. Senza spettacolo l’E-Sports non può raggiungere i numeri di cui abbiamo bisogno e senza pubblico non ci sarebbe spettacolo.

Parlando sempre di Hearthstone, alcuni utenti della community italiana dicono che c’è troppo fattore RNG secondo voi quanto conta questo fattore e cosa cambiereste di Heartstone?
L- Sicuramente la possibilità di sviluppare un gioco di carte su PC o altri device ha permesso la presenza a situazioni difficilmente attuabili in tcg dal vivo quali Magic o WoW tcg. Queste nuove possibilità sono ovviamente una continua scoperta, l’RNG credo sia stato un fattore derivante da questo. Innegabilmente la casualità è stata troppo presente in alcuni periodi, la nuova espansione però sembra andare ancora più a fondo nella rimozione di questo frustrante fattore. A livello competitivo la casualità non dovrebbe esistere, forse si possono trovare alcune rare eccezioni ma in generale meno è presente meglio è.

Secondo voi verrà mai implementata una modalità Torneo?
L- Negli ultimi summit avuti con Blizzard riguardo allo sviluppo di Hearthstone si è parlato molto di come migliorare il prodotto e di quali sono le più importanti richieste da parte dell’utenza, una di queste è sicuramente la modalità torneo. Ad oggi vi posso dire che è sicuramente un’idea che Blizzard tiene in considerazione ma non so dire se mai la vedremo arrivare e in quale forma. Come ben sapete una casa di sviluppo come la Blizzard ha la regola di far uscire qualcosa solo quando li soddisfa a pieno.

Lo staff della Blizzard secondo voi, potrebbe cambiare qualcosa o implementare nuove cose nel corso degli anni su Hearthstone che magari non riguarda solo Espansioni, e Buste?
L- Assolutamente si, ci sono talmente tante idee che ruotano attorno ad Hearthstone che nel futuro potremo solo aspettarci nuove stupefacenti iniziative. Pensate a quello che è successo nell’ultimo periodo con l’arrivo della modalità standard, della rissa e ora della rissa eroica.

Secondo voi la Rissa Eroica è stata prolungata per tutta la settimana in modo da fare intendere un futuro cambiamento?
L- Credo che sia stata inserita con modifiche perché vogliono dare a tutti la possibilità di provare al meglio i loro prodotti e ricevere il maggior numero di feedback possibili anche in visione di future possibilità.

Nel 2014 sono stati fatti alcuni articoli interessanti da alcuni siti e giornali, ne riportiamo alcuni; da Eurogamer.it: “Il CONI riconosce i videogiocatori come sportivi.”, “Aperti i tesseramenti per i Giochi Elettronici Competitivi.”.
Dal Quotidiano.it “Coni, arriva l’ok: i videogiochi sono uno sport.”.
La Gazzetta dello Sport “L’Asi crea il GEC: i videogiocatori saranno come sportivi.”.
L’ente, riconosciuto dal Coni ha dato vita al GEC (Giochi elettronici competitivi) che permetterà ai giocatori di videogiochi di essere sullo stesso livello degli altri sportivi Come mai ad oggi nessuno ne parla oltre?
L- Come ho detto dal inizio di questa intervista ci sono moltissime persone che lavorano per dare la nascita ad un movimento E-Sports in italia, non dobbiamo soffermarci solamente a chi gioca e vorrebbe essere riconosciuto come professionista o a chi segue le trasmissioni su Twitch. Proviamo a pensare quanto sia complesso creare tutto questo, molte delle persone che lavorano non pubblicano i piccoli passi che si stanno facendo, teniamo ancora un po’ duro e cerchiamo di remare tutti nella stessa direzione. Io posso solo assicurarvi che ogni giorno viene fatto qualcosa in più perché l’Italia raggiunga questo grande risultato.

I Genitori al giorno d’oggi pensano che i figli debbano studiare e giocare poco, pensano che Hearthstone e altri giochi possono esser solo stupidi giochi d’intrattenimento che portano i ragazzi a distrarsi da altro secondo voi è una cosa giusta?
L- La nostra generazione è stata sconvolta dal esponenziale utilizzo che l’uomo fa oggi della tecnologia, i nostri genitori ancora di più. E’ comprensibile che chi oggi ha un figlio adolescente veda con un altro occhio i giochi elettronici e i mezzi per utilizzarli, dobbiamo essere molto bravi ad introdurre al gaming anche chi ha qualche anno in più e meno esperienza in questo settore, perché oggi è più facile per i giovani riuscire a comprendere l’evoluzione tecnologica più degli adulti. Ritengo che molti giochi oggi possano aiutare i ragazzi nelle meccaniche di ragionamento, tenere i loro riflessi allenati e permettergli di ampliare l’integrazione sociale. Non dimentichiamo però che tutto deve avere una giusta durata, consiglio ai genitori di non lasciare che i giovani giochino tutto il giorno rischiando di alienarsi difronte ad uno schermo, ma neppure di vietare loro quelle ore giornaliere che possono essere sia di svago che di studio. Oramai in tutte le scuole anche quelle per i più piccoli si possono trovare dei computer o degli i-pad, la tecnologia come l’inglese è una lingua che servirà ai nostri figli per muoversi in un mondo che sta diventando sempre più piccolo. Lasciamo i giovani giocare e divertirsi sia fuori che dentro casa, il tutto con la giusta misura e moderazione.

Ultima domanda: secondo il nostro parere dovrebbero parlare molto di più le televisioni, i giornali, e i media internazionali e nazionali di E-Sports, spiegare di cosa si tratta e dargli maggiore risalto, cosa che però non avviene e l’informazione in merito è veramente molto debole, infatti siamo prevalentemente noi ad occuparci di questo, noi parlo di player, ASD e organizzatori, personalmente parlando con alcuni giornalisti mi sono sentito rispondere che si informeranno su cosa siano gli E-Sports, sono rimasto abbastanza basito. Secondo voi cosa bisognerebbe fare per aumentare l’informazione degli E-sports e far si che se ne parli di più?
L- Si deve solo continuare a credere in questo settore, alimentare la nostra passione e coinvolgere sempre più gente permetterà di acquisire più visibilità. Arriverà anche da noi il momento in cui le televisioni e i giornali saranno presenti ai grandi eventi E-sport. Diamoci il tempo di cambiare quelli che sono dei rallentamenti culturali, l’Italia non è un paese che ha contribuito in prima fila ad aumentare l’evoluzione della tecnologia, non possiamo pretendere di essere oggi al pari di Asia o America, possiamo però far sentire la nostra voce continuando a creare sempre più un movimento ricco di persone interessate.

Grazie da parte mia e di Nerdgate per esser stati con noi e avere risposto alle nostre domande, vi auguriamo un in bocca al lupo per il nuovo anno e per il vostro importantissimo lavoro.
L- Grazie a voi, ricambiamo l’augurio e lo rincariamo di uno splendido 2017 sempre più importante per la vostra realtà e per il movimento E-sports in italia. Un abbraccio,
Luigi Ragoni e il team GamingArena

Videogiocatore già dalla tenera età di 5 anni (ricorda ancora quando accompagnava suo nonno a giocare a carte al bar nel pomeriggio e si spendeva le 1000 lire che gli regalava al videogioco di turno.) dopo anni di sacrifici e sogni infranti riuscì ad avere la sua prima macchina da gioco casalinga, aveva 11 anni ed era un bellissimo Commodore 128. Amante del fantasy in tutte le sue sfumature, tanto da sognare di vivere un giorno nella terra di mezzo oppure di studiare a Hogwarts, terribilmente malato di MMORPG, una piaga che lo colpì quando iniziò a giocare a Dark Age of Camelot nelle fantastiche foreste di Hibernia.

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