Manfont: Le cronache di Gorlond: Sex and the Thrones – Recensione

FUMETTI

LE CRONACHE DI GORLOND: LA CARICA DEI GOBLIN AL FUMETTO UMORISTICO

Le cronache di Gorlond: Sex and the Thrones coverCari Gaters, un caloroso benvenuto sulle pagine di Nerdgate. Oggi vogliamo parlarvi di un fumetto che ha destato da subito la nostra curiosità, visto anche la tipologia che trattava, ovvero quello del fumetto umoristico, un genere che amiamo molto e che non perdiamo occasione di leggere. Se siete anche voi quindi amanti del genere, leggete dunque cosa pensiamo di “Le cronache di Gorlond: Sex and the Thrones” edito da Manfont.

Il compito di far ridere la gente, l’essere comici insomma, non è per nulla facile, più che una formazione vera e propria, dietro a questo stupendo talento, vi è proprio un dono innato che nel tempo se coltivato, può diventare addirittura una professione vera e propria!

Marco Ventura, l’ideatore di questo fumetto, ha provato proprio con Le cronache di Gorlond a usare questo suo talento in un lavoro professionale vero e proprio, un opera che grazie a Manfont, ha avuto l’opportunità di farsi conoscere a tutti gli amanti del genere, un pubblico ampio che abbraccia sia i lettori di fumetti, sia gli amanti del comico ed anche quelli che adorano il fantasy!

Le cronache di Gorlond, è una raccolta di Strips che ci catapulta nel affascinante e misterioso regno di Gorlond, un continente dai classici richiami fantasy, popolato da Umani, Troll, Elfi e i cattivissimi (e altrettanto sfigatissimi) Goblin, di cui faremo la conoscenza approfondita! A guidarci in questa intensa e profonda esplorazione della razza, abbiamo il goblin “Prot” e i sui perfidi (e disgustosi per molti versi) amici, il suo miglior amico “Conato“, “Gonzor” il classico spacca ossa senza cervello e la bella guaritrice “Sifilide” , che è anche il suo grande amore.

Le cronache di Gorlond: Sex and the Thrones tavolaIl racconto si divide prevalentemente in due parti; nella prima parte assisteremo alle varie vicende che i nostri sfigatissimi eroi, dovranno affrontare e per lo più subire, durante il loro periodo di addestramento alla Accademia della Guerra, sotto la supervisione del sergente “Grrrkhn” personaggio dai forti richiami cinematografici, tra cui citiamo Full Metal JacketStarship Troopers. L’Accademia della guerra, assomiglia al nostro vecchio servizio di leva, ma presenta al tempo stesso alcune differenze sostanziali; la prima è sicuramente l’alto numero di decessi per morte violenta, mentre la seconda è il prestigio che ricopre nella vita dei goblin, infatti essendo un popolo votato alla guerra, questa è la porta per una vita eroica e ricca di successi… sempre se ci si sopravvive…

Nella prima parte dunque conosceremo meglio i nostri amici verdognoli, le loro usanze, i loro costumi e molto altro, il tutto condito da forti richiami cinematografici (come detto in precedenza) ma anche televisivi o di uso e costumi tipicamente italiani, “La ruota della tortura” è uno di questi per esempio.


Il regno di Gorlond ci farà conoscere davvero un sacco di personaggi mitici e spassosi, il goblin Excalibur è tutto un programma!


La seconda parte invece si sposterà su un comodo divano dagli odori alquanto sgradevoli, infatti la vita dei goblin, non è solo guerra, squartamenti e massacri; anche loro hanno dei ritagli di tempo in cui possono rilassarsi, magari seguendo il serial più visto negli ultimi anni, e indovinate qual’è? Già proprio “Sex and the Thrones“, un serial non solo seguito da noi umani (nella sua versione più seriosa), ma anche da tutte le altre razze. La versione dei goblin come tutta la loro esistenza, è alquanto comica, qui servirà al lettore, una buona conoscenza del serial prodotto dalla HBO per gustarne a pieno l’humor, i personaggi e le vicissitudini infatti di cui si leggeranno le gesta, sempre nel formato strips, sono per lo più gli stessi della serie TV.

Le cronache di Gorlond: Sex and the Thrones tavolaOra che abbiamo sintetizzato il tutto è venuto quindi il momento di dire cosa ne pensiamo di “Le cronache di Gorlond: Sex and the Thrones“!

Partiamo subito dal fatto che il genere in cui rientra questo fumetto, si va a scontrare con alcuni giganti della tipologia, il primo che mi viene in mente è indubbiamente “Ratman” di Leo Ortolani, questo porterà il lettore quindi spesso a paragonare le due opere, un paragone che però e forviante, in quanto le due cose presentano sostanziali differenze, la principale è sicuramente il formato di impaginazione in cui vengono proposti: quelli di Ratman infatti, sono volumi con una storia lineare tipica del fumetto, mentre qui abbiamo una raccolta di strips, che seguono anche queste un filo temporale narrativo.

I personaggi del regno di Gorlond, sono indubbiamente carismatici e riescono a catturare la simpatia del lettore che ne rimane piacevolmente coinvolto, pagina dopo pagina. Anche le ambientazioni e i richiami vari che Marco Ventura ci propone, sono degni di nota e strappano più di un sorriso, se vogliamo però fare un appunto a tutto il lavoro, a volte il voler far ridere sembra troppo forzato in alcune vignette e il risultato non è scontato.

La strada intrapresa però è indubbiamente quella giusta, ci aspettiamo grandi cose quindi da questa scanzonata banda di goblin creati dalla fantasia irriverente di Marco!

Parlando invece dei disegni creati da Alessandro Alessi Anghini, non possiamo non menzionare il buon lavoro fatto dall’artista, le tavole sono semplici, sia nei disegni che comunque risultano di ottima qualità, sia nei vivacissimi colori; tutto questo si fonde perfettamente con l’impianto narrativo delle strips, rendendole semplici e complete allo stesso tempo per gli occhi del lettore.

Le cronache di Gorlond: Sex and the Thrones tavolaIn conclusione cosa possiamo sentirci di dire a voi lettori? Che indubbiamente per chi ama il genere del fumetto comico, questo volume è consigliato, a patto che siate appassionati fans della serie TV “Il Trono di Spade“, se così non fosse infatti non riuscireste a godere a pieno della seconda parte del volume; facciamo quindi i complimenti a Marco e ad Alessandro, la strada che hanno intrapreso è indubbiamente difficile, soprattutto per i grandi fumetti del genere che li hanno preceduti, ma le idee sono buone e siamo pronti a scommettere che anche loro saranno in grado di ritagliarsi un degno spazio in questa fetta di mercato!

Leggere "Le cronache di Gorlond: Sex and the Thrones", ci è piaciuto molto, il fumetto scorre bene e veloce e strappa al lettore più di una risata, i richiami cinematografici e in generale al mondo dello spettacolo, sono molti e si fondono bene nel universo narrativo creato da Marco Ventura, alle volte purtroppo però, alcune strips risultano banali e sembrano quasi voler forzare la risata al lettore, per fortuna questo accade raramente. La seconda parte dell'albo poi, ci porta a vedere una visione comica di quello che è il "Trono di spade" così come lo seguono i nostri amici goblin, un ulteriore spunto d'acquisto per chi fosse amante della serie prodotta da HBO, in generale comunque se amate il genere di fumetto umoristico e il fantasy, Le cronache di Gorlond: Sex and the Thrones è sicuramente una buona lettura che potreste fare!

SCHEDA FUMETTO

  • USCITA: 2014
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Marco Ventura
  • DISEGNI: Alessandro Alessi Anghini
  • COLORI: Alessandro Alessi Anghini
  • COPERTINA: Alessandro Alessi Anghini
  • CASA EDITRICE: Manfont
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Good

  • Fumetto umoristico
  • Personaggi simpatici
  • Idea di base buona

Bad

  • Ancora acerbo sotto alcuni punti di vista
  • Il titolo e forviante
  • Non ancora all'altezza di fumetti del suo genere
6

Discreto

Videogiocatore già dalla tenera età di 5 anni (ricorda ancora quando accompagnava suo nonno a giocare a carte al bar nel pomeriggio e si spendeva le 1000 lire che gli regalava al videogioco di turno.) dopo anni di sacrifici e sogni infranti riuscì ad avere la sua prima macchina da gioco casalinga, aveva 11 anni ed era un bellissimo Commodore 128. Amante del fantasy in tutte le sue sfumature, tanto da sognare di vivere un giorno nella terra di mezzo oppure di studiare a Hogwarts, terribilmente malato di MMORPG, una piaga che lo colpì quando iniziò a giocare a Dark Age of Camelot nelle fantastiche foreste di Hibernia.
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