Love, Death and Robots: la svolta delle serie animate

Recensione della serie animata Love, Death and Robots

Dal 15 Marzo è disponibile su Netflix la nuova serie animata Love, Death and Robots, diretta da Tim Miller (Deadpool) e prodotta dal visionario David Fincher (Mindhunter). Un prodotto, l’ennesimo, che riconferma un potenziale creativo inesauribile in casa Netflix. Sono ormai passati quasi quattro anni da quando il servizio è arrivato in Italia, rivoluzionando il modo di vedere – e fare – film e serie TV.

Dall’essere uno tra i primi servizi streaming al mondo, al presentare stagioni intere di serie TV con un format breve e precostituito, Netflix ha deciso ora di rivoluzionare anche la nostra visione di serie animata. Non è la prima volta che Netflix ci prova, basti pensare alla dramedy BoJack Horseman o alla più irriverente Big Mouth. Prodotti che hanno confermato come un prodotto animato non debba essere necessariamente indirizzato ad un target per giovanissimi. Love, Death and Robots si spinge oltre, stravolgendo il concetto di serie animata e serialità.

Scene tratte da vari episodi di Love, Death and Robots.

Un nuovo modo di fare serie

Innanzitutto, la struttura stessa della stagione. La stragrande maggioranza delle serie TV dei nostri tempi prediligono una trama orizzontale, accantonando le puntate autoconclusive, con un format fisso di puntate a stagione, e una durata prestabilita. In Love, Death and Robots, oltre al ritorno delle puntate autoconclusive, abbiamo 18 episodi – abbastanza inusuale rispetto a qualsiasi altro format a cui siamo abituati – e una durata variabile dai 5 ai 15 minuti. Poi, il concetto stesso di serie animata. Miller e Fincher hanno reclutato diversi artisti da ogni parte del mondo per regalarci puntate visivamente uniche, sia rispetto ad altre serie che tra gli stessi episodi della stagione. L’idea di base è quella di affiancare grafiche a cui eravamo praticamente abituati solo nei giochi da console a puntate drammatiche ed emotivamente cariche, per passare poi a una estetica recentemente apprezzata con il Premio Oscar Into The Spiderverse, fino a puntate leggere e comiche, con un’animazione meno impegnativa. La sfida per lo spettatore sarà quella di riabituarsi, nell’arco di pochi minuti, a un’esperienza sempre diversa. Che tipo di animazione verrà usata nell’episodio successivo? Chi sarà il protagonista della puntata, a cui dovrò allinearmi per poi “accantonarlo” subito dopo? 

Love, Death and Robots promette di essere un prodotto da maratona imperdibile e assolutamente coinvolgente; in pochi giorni è già diventato un punto di riferimento per i lavori futuri. Nell’attesa del prossimo colpo di scena.

Classe 1996 e fan di Star Wars dal lontano 2005, cresce con una spada laser in una mano e un Game Boy Classic in un'altra.

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