Mask’d – The divine children: il fumetto italiano dalle tinte orientali (recensione)

Mask’d - The divine children: il fumetto italiano dalle tinte orientali.

Nicola Gargiulo 1 Ott 2020

Mask’d – The divine children è un fumetto leggero e senza pretese: L’opera non è di certo un’introspezione del mondo antico, non è un approfondimento sull’uso delle maschere nei tempi degli Dei, non ha didascalie alla “Alan Moore”, è di certo non vuole percorrere questa strada. Le carte in gioco si scoprono fin da subito ed il risultato e tutt’altro che negativo.

Scritto da Fiore Manni – romanziera della serie Jack Bennet – con lo sceneggiatore romano Michele Monteleone, e disegnato dalla straordinaria mano di Ilaria Catalani, il fumetto rispolvera e rielabora gli antichi miti fondendoli alla turbolenta vita adolescenziale di tre ragazzi dalle esistenze non proprie tranquille e “normali”.

Di cosa parla il fumetto?

Nei tempi antichi, gli Dei usavano delle maschere per comunicare con gli uomini, queste racchiudevano parte del loro potere divino. Quando la violenza entrò a far parte prepotentemente dell’animo umano, gli Dei decisero di confinarsi in una dimensione che non fosse quella attuale: dopo la loro partenza infatti, le maschere rimasero sulla Terra.


In una sera come le altre, passata a lavorare nel minimarket del padre, la noiosa quotidianità di Tian Chen viene sconvolta da una rissa tra sconosciuti, che distruggono il negozio in cui il ragazzo lavora, con spade e attacchi fuori dal normale, fuori concezione per uno come Chen. Cercando di sedare la lite, Tian tocca inavvertitamente una strana maschera di scimmia, che inspiegabilmente finisce col fondersi con il suo stesso volto, rendendo il nostro personaggio un “prescelto”.


Per secoli, questi potentissimi artefatti, sono stati custoditi da cinque famiglie che ne hanno sfruttato il potere. Alla ricerca della maschera del Dio Scimmia Sun Wukong, rubata al clan dei Volkov, ci sono gli spietati Tecnocrati: un gruppo di cospiratori pericolossissimi, che daranno del filo da torcere ai nostri protagonisti. Tian, ovviamente, di certo non sarà solo nella sua battaglia, visto e considerato che può contare sul supporto dei compagni di scuola Nikola – un ragazzo russo protagonista della battaglia al minimarket – e Melody – un’amica d’infanzia inglese di quest’ultimo.

I due giovani – eredi di potenti clan – decidono di accantonare gli antichi rancori e unire le forze per proteggere il malcapitato Tian, insegnandogli al contempo come liberare e controllare gli arcani poteri della maschera di Sun Wukong.

Mask’d - The divine children: il fumetto italiano dalle tinte orientali
La copertina di Mask’d – The Divine Children

Struttura narrativa, personaggi e disegni

Mask’d – The divine children, come già abbiamo accennato ad inizio recensione non si fa carico di approfondire, o di creare un qualcosa di incredibile per quanto riguarda il comparto narrativo, anzi tutto è semplice nella storia compresi dialoghi, vicende e caratterizzazione dei personaggi. Non per questo il risultato è meno godibile, oppure questa impostazione deve essere evidenziata come difetto: la semplicità, se è fatta come si deve ha sempre avuto il suo fascino, su questo sicuramente non ci piove.

Da come potete leggere dal titolo il comparto grafico e lo stile di storia e personaggi, ha un chiaro è forte richiamo orientale, quindi ai manga per quanto riguarda alcune caratteristiche come lo sviluppo dei poteri, o del semplice ragazzino dalla vita noiosa che improvvisamente si ritrova a sviluppare una capacità divina, ovviamente più grande di lui (qui si strizza l’occhio anche alle storie supereroistiche, ma giusto un pizzico).

Quello che prevale nei magnifici disegni di Ilaria Catalani è il ricercato tratto dei mangaka; la struttura inserita nei dialoghi da Fiore Manni e Michele Monteleone si fonde alla perfezione con le tavole della famigerata illustratrice, che sia nelle splash page, nei momenti statici in cui le parole la fanno da padrone, nelle espressioni e sopratutto nelle scene di lotta, riesce a non confondere il lettore rendendo sempre tutto chiaro, semplice ed eccitante per gli occhi di chi si approccia alla storia in questione.

Un piccolo cenno e una bella ricerca secondo noi, è stata sostenuta anche nel campo adottato nei disegni e nelle gabbie della Marvel, visto e considerato che spesso ci troviamo di fronte ad alcune soluzione che abbiamo avuto modo di vedere nelle storie della casa delle idee, ma questo non dispiace e dato che la Catalani ha il suo tratto ed il suo stile, in questo caso abbiamo solamente cercato un pelo nell’uovo che offre diversi punti di vista a chi legge questa recensione e si appresta successivamente a comprare la graphic novel.

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Mask’d - The divine children: il fumetto italiano dalle tinte orientali
Le maschere che avremo modo di ammirare durante la lettura

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CONCLUSIONI: Mask’d - The divine children è un'opera leggera e senza pretese, con una base scritturale davvero interessante che non viene approfondita come si deve, ma la storia viaggia su altri binari e quindi va bene così. Il forte richiamo al manga è davvero ricercatissimo, e la bravissima Ilaria Catalani riesce a rendere il tutto semplice, leggero ed efficace grazie alle sue matite ed a i suoi colori meravigliosi, che riescono a fondersi con il lavoro al soggetto ed alla sceneggiatura di Manni e Monteleone; una sorpresa davvero gradita.

VOTO FINALE: 7.5

SCHEDA FUMETTO

  • DATA RILASCIO: Settembre 2020
  • SOGGETTO: Fiore Manni
  • SCENEGGIATURA: Michele Monteleone
  • DISEGNI: Ilaria Catalani
  • COLORI: Ilaria Catalani
  • CASA EDITRICE: Edizioni Star Comics
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