MONSTER HUNTER – Retrolove

MONSTER HUNTER: CHE LA CACCIA ABBIA INIZIO!

Nonostante la mia lunga carriera di videogiocatore, devo dire che poche serie mi sono rimaste davvero nel cuore, riuscendo ad appassionarmi in maniera tale da farmi definire fanatico. Una di queste è proprio la serie Monster Hunter. E oggi, cari Retro Gaters, per il primo retrolove del 2017, voglio proprio parlarvi del primo, omonimo capitolo di questa gloriosa saga!

Monster Hunter è un action rpg, uscito su Playstation 2 nel 2004 in Giappone e America e nel 2005 da noi in Europa. Sviluppato e distribuito da Capcom, il gioco era il capostipite di un nuovo sottogenere di videogiochi, gli hunting games. Come è facile intuire, in Monster Hunter interpreteremo il ruolo di un cacciatore di mostri in un’ambientazione fantasy. Nulla di nuovo, in buona sostanza. Verissimo. Solo che, questa volta, qualcosa è cambiato.


IL CAPOSTIPITE DI TUTTI GLI HUNTING GAMES


Per prima cosa, nel mondo di gioco, non vi è traccia di magia, maghi o stregoni. E neppure di Nani, Elfi o altre razze “canoniche”. L’ ambientazione è una sorta di medioevo selvaggio, dove gli umani e le altre razze (come i felyne, una sorta di gatti antropomorfi) devono contendere lo spazio vitale con tutta una serie di creature, alcune delle quali pericolosissime. Anche queste creature, non hanno nulla di magico. Sono semplici animali, alcuni dotati di poteri devastanti (sputare fuoco o emettere scosse elettriche), ma comunque derivanti da una loro precisa evoluzione. Il fuoco, ad esempio, è un gas infiammabile altamente instabile, prodotto da speciali ghiandole. Tutto è visto in un’ottica, se non realistica, quantomeno verosimile. Ogni creatura che andremo a cacciare, ha un suo preciso posto nella catena alimentare, un suo habitat preferito e le sue peculiari abitudini. Caratteristiche che vanno attentamente studiate e, se possibile, sfruttate durante le battute. Capiterà dunque di dover affrontare un mostro più volte prima di abbatterlo, solo per capire al meglio la giusta strategia. E le creature da affrontare, sono davvero tante e molto variegate!

Altro particolare che si discosta dal solito standard degli rpg è la crescita del personaggio. In Monster Hunter non esistono punti esperienza o caratteristiche personali. Abilità, bonus e malus vengono date dagli equipaggiamenti, sia che si tratti di armi (presenti in una vasta gamma di tipologie), sia che si parli di armature. Indossando un set completo, ad esempio, si ottengono variazioni particolari del proprio status, come resistenza a fuoco o veleno, aumento degli hp e via di seguito. Ma attenzione, gli effetti migliori si ottengono combinando vari pezzi, in modo da crearsi un equipaggiamento ideale per dare la caccia a quel determinato mostro. Non esistono equipaggiamenti assoluti. Tutto va pianificato a seconda del momento. Ma, vi chiederete, come ottengo gli equipaggiamenti? Con il crafting! Si, perché ogni mostro abbattuto, può essere “sezionato” per ottenere materiali indispensabili alla forgia di armi o di armature. Inoltre, i materiali, possono essere trovati in giro per gli ambienti. Non livelli, proprio ambienti. Che non mutano durante il gioco. Le zone di caccia sono sempre le stesse. Le colline, le montagne, il deserto… Così che un cacciatore possa prendere familiarità e conoscerle bene, come suoi territori di caccia. Sapere dove una bestia può nascondersi e dove può tendergli una trappola.

Cacciare da soli è appagante, ma farlo in una squadra affiatata è anche meglio! Monster Hunter possiede (possedeva, visto che purtroppo i server sono stati disattivati) un grandioso multiplayer, dove fino a quattro cacciatori prendevano parte alla battuta. E li, signori miei, si dava il meglio! Anche perché le prede delle missioni multiplayer erano molto più ostiche e smaliziate. L’affiatamento tra il team è fondamentale. Qui non esistono classi, non ci sono tank (caricare a testa bassa un Rathalos incazzato è sempre una PESSIMA idea), non ci sono healer… Ci sono solo cacciatori e prede. Punto. E per fare la pelle al nemico, bisogna lavorare di intelligenza, studiare l’obbiettivo e la strategia.

Tutto (per modo di dire) qui. Si va a caccia di mostri, per ottenere equipaggiamenti in grado di dare la caccia ad altri mostri e via così. Detto così, sembra noioso ma, fidatevi, non lo è per nulla! Monster Hunter è difficile, a volte quasi frustrante. Ma quando tiri giù un bestione enorme che hai sfiancato con una serie di trappole e un estenuante combattimento dopo averlo attirato in una zona a lui sfavorevole… Sono soddisfazioni!!

Monster Hunter, è stato solo il primo passo. La serie ha tuttora un successo strepitoso e gode di una community vivacissima. Esiste anche un’interessantissima Wiki dedicata, piena di info sulle creature e gli equipaggiamenti di tutti i giochi del brand. Ma il primo, per quanto rozzo, in confronto agli ultimi, mantiene ancora il fascino particolare della prima Rathian abbattuta.

Buona caccia e, come al solito, #StayTuned!

SCHEDA GIOCO

  • RILASCIATO: 2004(Giappone e Nord America), 2005 (Europa)
  • GENERE: Action RPG
  • SVILUPPATORE: Capcom
  • PUBLISHER: Capcom
  • PIATTAFORMA: Playstation 2
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Classe 1979. Scrivo di videogiochi, fumetti e lifestyle. Ma anche di gdr, telefilm, film e cose. Soprattutto cose!

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