NATHAN NEVER: UN’AMICIZIA LUNGA 25 ANNI

Manuel Enrico 6 Giu 2016

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NATHAN NEVER: UN’AMICIZIA LUNGA 25 ANNI

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Immaginate un ragazzino di tredici anni, e se ci riuscite pensate che la sua conoscenza dei fumetti si limiti a qualche Dylan Dog letto nella sala d’attesa del suo dentista. Perchè il nostro amico ha in testa solamente una cosa: il basket. E se la cava anche bene, gioca da parecchio tempo ormai, e si sente dire che è una promessa, che se si allena potrà fare una bella carriera!

Poi una domenica in partita, la promessa del basket si spacca malamente ginocchio e caviglia, avete presente quel caso di infortunio da uno su un milione? Lui ha preso in pieno il biglietto vincente, e si ricorderà sempre marzo 1994 perchè è il mese in cui la sua passione e il suo sogno si fermano, e lui si ritrova sul letto di ospedale a piangere di dolore e frustrazione.

Ma il marzo 1994 è anche il momento in cui incontra un amico, e lo incontra proprio in ospedale. O meglio, lo incontra sul carrello delle riviste che passa per le camere. Perchè il suo nuovo amico è fatto di carta, è un fumetto della Bonelli che lo attira per un semplice motivo: parla di fantascienza, la lingua di Blade Runner, Star Trek e Star Wars!

Marzo 1994 è quando avevo un ginocchio demolito, ma anche il momento in cui ho conosciuto Nathan Never e Legs Weaver, mentre viaggiavano su dei colossali truck in Buffalo Express!

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25 ANNI DI NATHAN NEVER, 25 ANNI DI AMICIZIA TRA IL NOSTRO ASTARTES E L’AGENTE SPECIALE ALFA

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Quest’anno sono 25 anni di vita editoriale per Nathan Never, ma a me sembra che sia sempre stato un amico presente. Quell’estate del 1994 mentre gli amici andavano felici a nuotare al mare, io ero seduto al baretto della spiaggia e dallo zaino tiravo fuori un numero dietro l’altro del mio primo fumetto; mio padre lavorava ancora a Milano e aveva scoperto che un’edicola nella Stazione Centrale conservava ancora decine di numeri arretrati di Nathan Never! Ogni settimana puntualmente il venerdì sera entrava in casa un nuovo numero: prima arrivò Inferno, poi fu la volta de Il monolito Nero. Man mano che arrivavano la mia lista di arretrati si riduceva, eppure il più difficile, come da copione, rimaneva sempre il primo, Agente Speciale Alfa.

Ma alla fine arrivò anche quello, e nel frattempo la serie regolare aveva già sfornato numeri come Tragica Ossessione, L’orrore sopra di noi; appassionarsi a Nathan Never fu facile, tanto che mio padre mi fece compagnia in questa passione, e per lui Nathan divenne un fedele compagno di viaggio nei suoi viaggi settimanali mentre tornava a casa.

E da allora Nathan mi ha sempre accompagnato, potrei citare ogni numero letto in un determinato periodo della mia vita, perchè certe storie sembravano fatte apposta per accompagnarmi in certe scelte, o messe lì per darti la carica quando serviva! A volte andavo a ricercarmi vecchie storie proprio per il loro messaggio, per la loro natura, perchè avevo bisogno della visione del mondo di Nathan mentre scappava con Sonny lo Zoppo, o perchè la sua inossidabile morale sbandierata in faccia a Reiser in quel momento era una bel sostegno!

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Spesso la gente svilisce il fumetto ad una semplice passione per ragazzini, una cosa da poco. Eppure chi conosce il mondo dei comic, che sia disegnatore o sceneggiatore, appassionato o semplice lettore casuale, sa che un fumetto ha un potere narrativo intenso. Per me Nathan Never è stato un amico per 25 anni, ne abbiamo viste insieme! Ricordo con piacere le sfide nel cercare il CC di Claudio Castellini sulle copertine, nell’attendere il finale di una storia doppia o nel sapere che un mese avrei letto ben due volte Nathan Never in caso di speciali o altro.

Per cui vorrei unirmi al coro di auguri a Nathan, ma vorrei soprattutto dire grazie al Trio dei Sardi, ringraziare Castellini, de Angelis e Giardo per le loro copertine. Fare un inchino a Toffanetti, Mari, Bastianoni e tutti i loro colleghi per le splendide avventure che hanno disegnato, e tutti gli sceneggiatori che hanno reso Nathan un personaggio splendido.

25 anni son un bel traguardo, è il loro traguardo, ma lo è anche per noi lettori. E adesso dritti alla prossima meta!

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