No Straight Roads – Recensione: Una sinfonia rivedibile

L'avventura voluta dallo studio malesiano Metronomik promette di fondere musica e azione, ma sarà davvero capace di unire questi due elementi?

Majkol Robuschi 29 Ago 2020

Difficile rimanere impassibili di fronte al materiale promozionale di No Straight Roads, l’avventura tridimensionale di esordio dello studio malesiano Metronomik: il videogioco voluto da Wan Hazmer e Daim Dziauddin (artisti che hanno rispettivamente lavorato a Final Fantasy XV e Street Fighter V) sfoggia infatti un comparto artistico davvero molto ispirato e un cast di protagonisti eccentrici e memorabili, al punto di ricordare lo storytelling punk e scanzonato di alcune pellicole cinematografiche di Edgar Wright (avete presente Scott Pilgrim VS The World?). Il problema maggiore che si pone col gioco in questione, ora disponibile per PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch dopo mesi passati a cavallo tra rimandi e ripensamenti da parte del publisher, è squisitamente ludico: meno di otto ore di gioco, assenza di una qualsivoglia componente online e un gameplay tutto sommato piuttosto semplicistico possono fare felice il giocatore odierno? È tutta questione di gusti, è vero, ma vediamo in soldoni che cosa definisce l’esperienza di questa nuova, interessante proprietà intellettuale asiatica.

Il progetto personale del lead game designer di Final Fantasy XV, infatti, è intrecciato indissolubilmente al mondo della musica, tanto da far ipotizzare che in fondo al cuore pulsante di un gioco d’azione si celi un’ibridazione rhythm game. E infatti fin dai primi minuti No Straight Roads avverte il giocatore – o i giocatori, nel caso si procedesse in coop locale – che i nemici del suo universo si muovono a tempo di musica, quasi a voler dire “tu, giocatore, dovrai tenerne conto”. E invece più che un prodotto capace di scatenare l’invidia di Tetsuya Mizuguchi (il creatore di REZ, certamente non un tipo qualunque), l’impressione che ho avuto joypad alla mano è stata quella di trovarmi di fronte ad una dimostrazione di stile incapace di andare oltre alla superficialità di meccaniche di gioco fin troppo semplificate e ripetitive.

No Straight Roads invita i giocatori a far la conoscenza di Mayday e Zuke, un duo di musicisti indie pronti a tutto pur di riportare in auge il genere della musica Rock in una città come Vynil City, una società al cui vertice troviamo gli esponenti del showbiz del genere musicale EDM; ritratto come un contesto distopico, al punto di poter essere paragonabile ad un governo dittatoriale, il mondo del titolo malesiano si suddivide in aree di gioco esplorabili suddivise in un HUB cittadino centrale. Qui è possibile dedicarsi alla ricerca di collezionabili o di quest secondarie opzionali per aumentare il numero dei propri fan e accedere quindi a potenziamenti tramite un classico skill tree. La funzione più importante dell’hub metropolitano, in ogni caso, è quella di collegare il giocatore a mediocri introduzioni platform che lo guidano verso i più convincenti scontri con i boss, croce e delizia di No Straight Roads, tanto da essere rigiocabili a difficoltà crescenti.

In tal senso è chiaro che No Straight Roads inviti i propri giocatori a dare il meglio di sé proprio durante le boss fight per raggiungere il giudizio finale migliore, magari a un livello di sfida più alto del precedente per mettere alla prova il proprio tempismo. Ed è in questi frangenti, specie a livelli di difficoltà più alti, che si intravede una certa idea di gameplay prendere forma, specialmente attorno alle parry eseguibili dal protagonista maschile.

Al di là di un modello esplorativo tutto sommato funzionale e capace di convincere chi ha il joypad in mano di star progredendo nella liberazione di una cittadina messa in ginocchio, sono gli scontri con i boss i punti più interessanti dell’esperienza, sia per motivi squisitamente estetici, sia per il fatto che è in queste occasioni – strutturate in più spettacolari fasi – che l’intreccio narrativo e i suoi protagonisti hanno modo di brillare in splendide cinematiche in-game o attraverso box testuali corredati da illustrazioni a cui viene donata vita attraverso l’interpretazione del nutrito cast di doppiatori.

Come detto in precedenza, il sistema di combattimento di No Straight Roads è estremamente semplice ed è comparabile al più basico dei titoli hack’ n slash. I due protagonisti possono essere alternati o i loro movimenti assegnati a due distinti joypad. La chitarrista del gruppo è capace di infliggere danni piuttosto ingenti, mentre il batterista è presentato dal tutorial iniziale come “il maestro delle combo”, ma si rivela più che altro maggiormente agile e capace di contrattaccare ad alcune tecniche nemiche (quelle evidenziate dal colore viola) con parry a tempo di musica. Benché si suppone che quest’ultime siano vitali nell’economia degli scontri, essendo le più difficili da inanellare con un certo tempismo, No Straight Roads non si fa troppi problemi a ricordare al giocatore che può sempre evitare gli attacchi con un’agile capriola invece di tentare di seguire il pattern dei nemici e il ritmo della musica, in quella che si rivela – a tutti gli effetti – una cosciente scelta di design che banalizza in un colpo solo l’intero scheletro ludico.

Il passo falso – probabilmente fatto perché non troppo certi di poter essere abbastanza accessibili al grande pubblico – fa sì che il gioco possa essere completato tranquillamente senza badare troppo alla trascinante colonna sonora, ma seguendo le indicazioni visive che rendono leggibile ogni scontro senza che il tema “musicale” sia effettivamente parte integrante del game design.

Non sarebbe un problema poi così terribile se il sistema di scontri e i nemici fossero sufficientemente interessanti e variegati, ma è evidente che la mise estetica voluta dagli artisti di Metronomik è stata reputata talmente importante dagli addetti ai lavori al punto di sacrificare sul suo altare qualsiasi idea che potesse rendere il gioco più divertente e complesso nella sua durata: un esempio, fra tanti, è quello della telecamera, spesso controllata dalla regia vituale del gioco e non focalizzata sull’azione, perché impegnata a zoomare drammaticamente su dettagli estetici o a seguire animazioni curatissime che avvengono nel ben mezzo degli scontri.

Il gioco ovviamente propone qualche occasione per variare quanto ipotizzato in prima istanza, con mosse aggiuntive e nuove abilità sbloccabili, ma alla fine dei conti quanto visto nel tutorial iniziale non è poi così dissimile da quanto ci si trova tra le mani durante il telefonatissimo scontro finale o nelle mediocri sessioni platform d’introduzione all’ennesimo scontro con qualche musicista famoso. E in più situazioni l’importante non è tanto attaccare, ma posizionarsi in determinate parti dello schermo memorizzando il pattern d’attacco dell’avversario, il tutto scandito dal ritmo di musica per poi dedicarsi a contrattaccare a distanza con attacchi teleguidati dal gioco stesso, che richiedono solamente la pressione di uno dei tasti dorsali del joypad senza nemmeno scomodare un modello di mira. Va inoltre detto che alcune sessioni di gioco, specie nelle parti finali dell’avventura, si rivelano poco ispirate e spesso sembrano inserite più per allungare artificialmente la durata dell’esperienza che per aggiungere effettivamente qualcosa di nuovo alla formula.

Infine una doverosa lode di eccezione al comparto artistico: curato, visionario e originale, verrebbe quasi da avvicinarlo, in quanto a cura generale a una vera e propria serie animata televisiva, tanto che giocando a No Straight Roads è praticamente impossibile non pensare a quanto potrebbe solamente beneficiare da una compotente traduzione in show televisivo. Un’esperienza passiva potrebbe dare modo a chiunque di bearsi della sua – a tratti – geniale direzione artistica senza infliggere l’onere di dover accompagnare i due ragazzacci protagonisti per mano fino ai titoli di coda. Sul fronte della colonna sonora, invece, c’è poco da dire: nata dal frutto della sinergia creatasi fra musicisti provenienti da diverse parti del mondo, sarebbe capace da sola di reggere l’intera esperienza senza scomodare l’eccellente comparto visivo. Fortunatamente è disponibile online gratuitamente, quindi vi potete fare un’idea semplicemente cliccando su questo collegamento.

CONCLUSIONI: No Straight Roads promette un'avventura capace di fondere musica e gameplay hack'n'slash, ma riesce solamente a convincere sul piano prettamente artistico. La rivincita del genere Rock di Mayday e del fido compagno non riesce in alcun modo ad avvicinarsi ad ibridazioni passate ben più meritevoli di avvicinarsi ad un concept ludico sinestetico, ma lo spettacolo messo insieme dal team di sviluppo indipendente è comunque sufficientemente ricco da poter far sperare in un ipotetico futuro sequel rivisto a puntino.

VOTO FINALE: 6

  • Prezzo di lancio contenuto.
  • Direzione artistica solidissima.
  • Spirito arcade…
  • … ma manca il brivido di una sufficiente stratificazione ludica.
  • Gameplay sommariamente deludente.
SCHEDA GIOCO

  • DATA RILASCIO: 27/08/2020
  • GENERE: Azione 3D
  • SVILUPPATORE: Metronomik
  • PUBLISHER: Sold Out
  • PIATTAFORME: PS4, PC, Nintendo Switch, Xbox One
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