OUTCAST ST 1 Finale di Stagione

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OUTCAST: LA GUERRA COI DEMONI ENTRA NEL VIVO!

In questa stagione televisiva abbiamo avuto modo di gustare una doppia presenza di Robert Kirkman e delle sue idee sui nostri schermi. Dopo aver trascorso gli ultimi sei anni a seguire le avventure dei sopravvissuti di The Walking dead, abbiamo conosciuto Kyle Barnes e la sua battaglia contro i demoni, protagonisti della storia di Outcast.

Già parlando dei primi episodi di questa storia, abbiamo rimarcato come la base sia presa in modo non esattamente preciso dai fumetti , lasciando una certa libertà soprattutto nella gestione dei personaggi e nelle loro vicissitudini.

KYLE E ANDERSON AFFRONTANO LE FORZE DEMONIACHE, MA DEVONO ANCHE FARE FRONTE A TUTTI I DILEMMI CHE AFFLIGGONO LE LORO ANIME

Perchè affrontare i demoni non è certo una passeggiata, ci si scontra con la difficoltà di combattere una guerra sporca e ingiusta, in cui il vero nemico è l’ignoranza della gente che non comprende la missione di Kyle e del reverendo Anderson. Nella città di Rome ci sono tutti i piccoli segreti che si ritrovano in ogni centro di piccole dimensioni, compreso il pettegolezzo che sembra essere una delle armi principali usati dalle forze del male per mettere il bastone fra le ruote ai due esorcisti; questo aspetto è ben curato, la dinamica sociale del paesino è ben sfruttata, viene utilizzata in modo pulito e al contempo sordido, come una sussurro malizioso che si insinua nella storia. A farne le spese è principalmente Anderson, che sembra il più duro dei due, intransigente e spesso animato da un fervore che fa perdere al reverendo la misure delle proprie azioni e anche il ruolo che riveste nella comunità. La capacità di Sidney, il misterioso emissario del male, di rivoltare la popolazione contro il pastore, il sapersi intrufolare nelle vite di così tante persone e rovinarle e soggiogarle al proprio volere è tremendamente affascinante, spinge lo spettatore a seguire con ansia le vicende per capire fin dove un semplice cittadino sia pronto a spingersi nel cadere verso il lato oscuro.

Outcast non si concentra sull’atto dell’esorcismo in se, preferisce puntare alla battaglia interiore dei protagonisti, che vivono la loro missione in modo differente.

OUTCAST ST 1 Finale di stagione

Kyle ha già sofferto abbastanza, vorrebbe smettere di scontrarsi con un mondo di ombre che sembra cercarlo e seguirlo con bramosia, assediandolo nella vita privata, colpendolo negli affetti, prima la madre e poi la moglie. L’anima di Kyle è in costante bilico, prossima al punto di rottura , tenuta insieme da una volontà altalenante che in più di un’occasione sembra cedere, arrivando al punto di allontanarsi dal suo dono e tentare di vivere un’esistenza normale, tappa fondamentale per recuperare la propria famiglia. Ma il richiamo del destino è troppo forte, e Barnes non può resistere, anche se tutti coloro che sono a lui vicino spingono perchè rinunci a questa follia.

OUTCAST ST 1 Finale di stagione

Ma Anderson non vuole recedere dal suo intento, nemmeno quando Kyle lo abbandona. Tra i due si crea una frattura, frutto dell’arrendevolezza di Kyle e dell’invidia del reverendo per il dono di Barnes, un potere che Anderson vorrebbe ma che non gli è stato concesso. È emozionante vedere come Anderson perda il proprio spirito, diventi quasi l’ombra di se stesso, un cambiamento palpabile, anche nel suo aspetto che diventa trasandato, specchio della sua anima tormentata.

Non sono solo i difensori del bene a patire, anche i posseduti devono affrontare la durezza della loro condizione, primo fra tutti Sidney, l’apparente leader di questo esercito dell’ombra. Il personaggio interpretato da un Brent Spiner particolarmente ispirato vive la sua condizione in modo apparentemente serafico, ma in realtà nei flashback sul suo passato vediamo come la sua anima nera sia quasi un ostacolo, preda di tentazioni che mettono in pericolo il suo delicato compito.

OUTCAST ST 1 Finale di stagione

La particolarità di Outcast risiede in questo accanirsi con i personaggi, metterli in condizioni estreme partendo da elementi del quotidiano, anche se quasi sempre nati da una situazione dura; il ruolo di Reietto di Kyle è forse l’aspetto più ferreo della serie, intorno a cui ruota tutto, specialmente le difficoltà che vivono le persone che gli stanno accanto, condannate a diventare pedine di un gioco di cui non comprendono ma che devono vivere ugualmente. La seconda parte di questa prima stagione è un crescendo di ansia, un continuo sentore di imminente tragedia che puntualmente si abbatte sui protagonisti, in modo particolare su Kyle che scoprirà in modo tragica di non essere il solo dotato per combattere i demoni, ma anche sua figlia sembra aver la stessa capacità; Anderson sul finire della stagione deciderà di affrontare in modo drastico la questione Sidney, da lui visto come il cancro che appesta Rome, ma una valutazione sbagliata lo costringerà ad affrontare un profondo dilemma morale.

OUTCAST ST 1 Finale di stagione

Come ritmo, Outcast sembra esser afflitta dallo stesso problema di The Walking Dead, un crescendo a volte fin troppo lento che esplode sul finale per lasciare lo spettatore duramente colpito, ma comunque in trepidante attesa per la successiva puntata. Le avventure di Kyle riescono però a mitigare questa sensazione di squilibrio, complice anche una costruzione psicologica ed empatica maggiore rispetto al serial di Rick Grimes; la recitazione degli attori aiuta a mantenere questa sensazione latente di angoscia e disastro imminente, anche se Richard Fugit è aiutato in questo suo ruolo dall’animo tormentato e fragile del suo Kyle, che ben si adatta alla sua recitazione. Più impegnato Philip Glenister, costretto a mostrare un maggior cambiamento interiore del reverendo Anderson, forse il personaggio più complesso e provato in questa prima stagione.

Il finale inquietante e apertissimo ci lascia presagire che la seconda stagione non sarà una passeggiata per Kyle e Amber Byrnes, e sono curioso di vedere come Anderson riuscirà a dominare i sensi di colpa per la sua azione scriteriata. Outcast è già stato confermato per una seconda stagione, quindi non ci resta che pazientare e tornare a Rome quanto prima!

Pur avendo parte dei difetti dell'altra serie di Kirkman, The Walking Dead, Outcast riesce a patire meno di queste pecche, grazie a una maggior costruzione psicologica e un'atmosfera sempre tesa e angosciante, che si adatta ottimamente al tema. Kyle, Anderson e i loro antagonisti sono ben delineati, credibili e Rome sembra il tipico centro cittadino con tutti i suoi segreti e le sue voci serpeggianti. INTENSO

SCHEDA TELEFILM

  • GENERE: Horror
  • CREATORE: Robert Kirkman
  • NETWORK: FOX
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8.5

Ottimo

Inviato Speciale e Nerd di alto lignaggio, le sue prime parole sono state “spazio, ultima frontiera”; ha indagato nei misteri della galassia con R. Daneel Oliwav e cavalcato vermi delle sabbie su Dune, salvo poi venire arruolato nella Flotta Stellare e arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. Esperto di Warhammer 40k, Star Trek e Star Wars,appassionato di rpg, rts e fps, vi mostrerà cose che voi nerd non potreste immaginare.
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