LA TRILOGIA DEL SITO #1 WOOL – Recensione

LIBRI

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012 -- GENERE: FANTASCIENZA -- PAGINE: 552 -- AUTORE: HUGH HOWEY

LA TRILOGIA DEL SITO: WOOL

L’ambientazione post apocalittica è da sempre una delle più gettonate della fantascienza. A partire dai tempi del dopo guerra, sono usciti decine di libri, racconti e anche film che hanno affrontato il tema del dopobomba; sicuramente il clima da Guerra Fredda influenzava massicciamente gli scrittori, ma anche anni dopo questa parentesi storica il mondo post apocalittico ha ancora il suo fascino.

Se pensiamo al dopobomba sicuramente in mente ci vengono opere come il Mad Max di Miller, gli Stati Uniti nuclearizzati in cui abbiamo vagato per anni con la serie di videogiochi di Fallout; finalmente arriva grazie a Hugh Howey un nuovo, devastato mondo ad arricchire il format.

La Trilogia del Sito, iniziata nel 2011 con Wool, ci porta un futuro cupo e disperato, in cui l’umanità pare essere sopravvissuta a stento all’ennesimo conflitto, rifugiandosi in un immenso silo, con la speranza di poter un giorno tornare a vivere sulla devastata superficie, per ora silenziosa zona di morte.

Per i videogiocatori il classico scenario del dopobomba resta sempre Fallout

libro wool

LA TRILOGIA DEL SITO DI HOWEY CI PORTA IN UN FUTURO IN CUI LA TERRA E’ UN DESERTO DI MORTE CHE COSTRINGE I POCHI SOPRAVVISSUTI A VIVERE SOTTOTERRA


Wool ha avuto il compito, non facile, di introdurre il lettore all’universo immaginato da Howey.

In questo volume scopriamo che l’umanità ha dovuto affrontare un misterioso evento catastrofico che ha costretto i sopravvissuti a rifugiarsi in un immenso silo (da cui il nome della trilogia); all’interno della struttura la società viene rimodellata in un sistema di caste, rappresentate dai colori delle divise indossate (avete presente l’equipaggio di Spazio 1999? Stesso sistema). Come in ogni società che si rispetti si svilupperanno dei pregiudizi, originati in questo caso dalla diversa appartenenza ai settori, o meglio livelli, in cui è suddiviso il silo; il ruolo più misterioso e al contempo inquietante è quello del livello 34, dove risiede l’IT, il complesso informatico che dovrebbe salvaguardare la conoscenza del passato. Proprio questa conoscenza è per gli abitanti del silo una maledizione e una molla per l’esistenza; grazie a questa sua posizione di custodi, i residenti del livello 34 riescono a dominare nell’ombra l’intero silo, condizionando anche le scelte del Sindaco, nominalmente l’uomo, o la donna, più importante dell’intero rifugio.


VIVERE NEL SILO NON CAMBIA LA NATURA UMANA, MA ANZI SEMBRA INASPRIRE I LATI PEGGIORI DEI SOPRAVVISSUTI


L'immagine di un'immensa scala a chiocciola sarà una costante compagna nella nostra lettura

libro wool

Partendo da questo presupposto, Howley ci accompagna nel silo mentre l’attuale sceriffo, Holston, sembra deciso a intraprendere la scelta di diventare un Pulitore, un individuo intenzionato a uscire dal silo per pulire le lenti delle telecamere esterne, ma destinato a morire in brevissimo tempo. La situazione sorprende sia il suo vice che il sindaco, entrambi convinti che la scelta sia maturata in seguito alla morte della moglie, avvenuta pochi anni prima e sempre tramite una volontaria Pulizia; nelle poche pagine in cui affianchiamo Holston assistiamo ai tormenti di un uomo che cerca un senso nella vita del silo, convinto che la scelta della moglie fosse dovuta a certe sue ricerche, che avrebbero chiarito in modo inequivocabile i segreti del silo.

La morte di Holston viene descritta quasi come una liberazione, toccante e con un velo romantico nel momento in cui l’ex sindaco del sito si accascia accanto al cadavere della moglie, un abbraccio che sembra legare nuovamente i loro sentimenti per l’eternità.


COSA PORTA LO SCERIFFO DEL SILO A PREFERIRE LA PULIZIA ALL’ESTERNO RISPETTO ALLA VITA NEL RIFUGIO?

Dopo la dipartita di Holston, il sindaco Yahns e il vicesceriffo intraprendono un viaggio nei meandri del sito, nella sezione ingegneria, per scegliere il nuovo sceriffo, una giovane donna di nome Juliette, considerata da molti uno spirito ribelle. All’inizio reticente, la donna infine accetta l’incarico e inizia la sua salita verso la cima del silo, per prendere possesso del proprio ufficio; la prima indagine che le si presenterà sarà sull’omicidio del sindaco, morta durante la sua risalita e assassinata tramite il veleno. Lo spirito curioso e reticente ai segreti, la sua testardaggine e il suo coraggio saranno le caratteristiche che porteranno Juliette a indagare fino a scoprire che qualcosa si annida nel silo, al livello 34, e che forse non tutto ciò che le è stato insegnato corrisponda al vero…

La scelta più azzeccata di Howley è di non dare un preciso riferimento temporale alla sua storia; in nessun momento verrà raccontato al lettore in che anno siamo, o da quanto tempo i sopravvissuti siano rifugiati nel silo. Nemmeno la causa del cataclisma che ha richiesto questa estrema misura ci verrà raccontato, lasciando che ogni personaggio abbia una propria idea, anche se il discuterne pubblicamente non è una pratica permessa dal Patto.

Questo Patto è un accordo preso le varie parti della società che vive nel silo, che scopriremo man mano che avanzeremo nella lettura; limita le libertà delle persone, consente a chi ha il potere di tenerlo stretto nelle loro mani e impedire ad altri di contestare la propria autorità. In Wool il detentore di questo potere è Bernard, il capo del settore IT, un personaggio che inizialmente appare come il classico cattivo da manuale, illudendoci di aver trovato un nemico su cui concentrare la nostra rabbia; andando avanti con il libro, però, scopriremo come in realtà anche Bernard sia solo un ingranaggio in una macchina più grande, schiavo anche lui di decisioni prese apparentemente da altri. Ma a quel punto, se il potere non è nelle mani del capo dell’IT, chi è che comanda nel silo?

A contrapporsi al dominio di Bernard si erge Juliette, una figura dotata di un carisma e di una forza d’animo davvero impressionante. Apparentemente sembra un personaggio maledetto, costretta sempre a dover affrontare situazioni da cui non riesce a uscire vincitrice, ma tenacemente non si arrende; anche quando il suo stesso lavoro di investigatrice viene rivolto contro di lei, Juliette non si arrende, ma anzi testardamente continua a cercare la verità, aiutata anche da alcuni amici fedeli. L’impatto emotivo che questa donna ha sul lettore è davvero forte, ci porta a parteggiare per lei, a condividerne le sofferenze e a sperare che il futuro possa darle finalmente una chance per cambiare la sua vita.

Nella struttura narrativa della Trilogia del Sito Juliette rappresenta la ribelle, l’elemento destabilizzante che, spinta da principi e valori innegabilmente positivi, cerca di cambiare il mondo in cui vive, anche se non tutti sembrano capire e apprezzare i suoi sforzi, ormai rassegnati a vivere in uno status quo che rappresenta l’unica forma di società che conoscono. Anche se parteggiamo pr lei, non potremo non chiederci ad un certo punto se la decisione di Juliette non sia in realtà un errore, una scelta fatta in buona fede ma che possa generare più problemi di quante soluzioni possa offrire. Eppure il nocciolo dell’intera trilogia è proprio racchiuso nel contrasto tra la voglia di verità di Juliette e la tendenza di Bernard a mantenere il resto del silo all’oscuro della verità, prigioniero delle sue decisioni, prese in ottemperanza al Patto e per il bene collettivo.

La vera domanda che viene posta a Juliette è una: è pronta ad affrontare la verità? Perchè nella sua ricerca dovrà esser pronta ad affrontare rivelazioni che sconvolgeranno ciò in cui ha sempre creduto, al punto che tutto ciò che ha vissuto e che ha dato sostanza alla sua esistenza verrà rimesso in discusssione. Il suo viaggio all’esterno del sito rappresenta la sfida all’ignota, novella Ulisse che spinge oltre le colonne d’Ercole, alla ricerca di una conoscenza che mira a cambiare non solo la sua vita, ma anche quella dei suoi compagni sopravvissuti, in una battaglia che non è fisica ma culturale, nata dalle diverse spinte sociali in moto nel silo; non a caso, una delle paure più ricorrenti degli abitanti è la rivolta, già scoppiata nel passato del silo e che ha spesso portato a cambi di leadership drastici e sanguinosi.

Il fascino del libro è però nella scrittura di Howey, sempre piena di pathos e con delle descrizioni davvero precise; nel raccontare le vicende del sito l’autore ha saputo creare un nuovo vocabolario di modi di dire tipici di questa nuova cultura, ricorrendo sempre a metafore che lasciano nel lettore una vena di tristezza e di sfiducia nel futuro, una sorta di rassegnata accettazione della situazione. Eppure lo stile è dinamico, specie nelle scene più mirate all’azione, riesce a coinvolgerci nel momento e portarci nel mondo di Juliet e compagni. Fermo restando che siamo di fronte ad una traduzione, e quindi non possiamo giudicare quanto il merito sia anche del traduttore, bisogna riconoscere ad Howey il merito di aver raccontato una storia fantastica con una scrittura appassionante e coinvolgente.

E naturalmente, siamo solo al principio, Shift e Dust porteranno le risposte che ora stiamo aspettando anche noi.

Wool rappresenta l'inizio di un viaggio incredibile, in un mondo che sembra destinato ad estinguersi, in cui si muovono personaggi che disperatamente si ribellano a un destino già scritto. Se l'esterno del silo è morto, l'interno è pieno di vita, reale e dura, impersonata da Juliette e Bernard, nel loro scontro ideologico, ma anche da Holston, seppure brevemente, dando origine a un immenso organismo vivente che vuole far sentire ancora la propria vitalità. MAGNIFICO

8

Ottimo

Inviato Speciale e Nerd di alto lignaggio, le sue prime parole sono state “spazio, ultima frontiera”; ha indagato nei misteri della galassia con R. Daneel Oliwav e cavalcato vermi delle sabbie su Dune, salvo poi venire arruolato nella Flotta Stellare e arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. Esperto di Warhammer 40k, Star Trek e Star Wars,appassionato di rpg, rts e fps, vi mostrerà cose che voi nerd non potreste immaginare.

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