INUYASHA – Recensione

SEI UN PATETICO MEZZO-DEMONE NATO DALL'IGNORANZA, CHE VIVE NELL'IGNORANZA... ED ORA NELL'IGNORANZA MORIRAI!!

Davide Fia 17 Ott 2016

Demoni e magia sono le cose che hanno sempre attirato di più. Infatti, che si parlasse di cartoni animati o anime sulle reti Mediaset o Rai, che fossero totalmente di importazione su canali secondari come Jtv, Mtv o 7Gold, le storie più “succose” erano quelle dedicate agli spiriti della demonologia orientale. Il web 2.0 non era neanche all’orizzonte e i negozi di manga erano sporadici, le manga scan non esistevano quindi era più facile vedere prima gli anime, per poi andarsi ad informare sul manga.
Il mio approccio ad Inuyasha parte proprio così. Una puntata, la prima della serie, vista nei favolosi martedì sera di Mtv. La rotazione degli anime era qualcosa di fantastico, uno più bello dell’altro, storie diversissime tra loro, alcune violente, altre più comiche, tutte immerse in quei mondi magici colmi di segreti che esaltavano la mente.

Il prologo della trama di Inuyasha ci porta in Giappone, al tempo dell’epoca Sengoku (il medioevo). Inuyasha è un han’yō, ovvero un incrocio tra un essere umano e un demone che ruba la Sfera dei Quattro Spiriti, un arcano e potente manufatto che ha il potere di far crescere la forza spirituale di un essere, umano o demone che sia. Inuyasha non riesce a scappare però dalla giovane sacerdotessa del villaggio Kikyo, che lo trafigge scagliando una sacra freccia che, non solo colpisce il corpo di Inuyasha, ma lo “inchioda al Goshinboku, un “dio” albero nella foresta adiacente. Grazie al potere della freccia sacra, il mezzo-demone rimane come congelato in un luogo onirico che non conosoce tempo. Ferita a morte, probabilmente nella battaglia con Inuyasha, Kikyo affida a Kaede sua sorella la distruzione della sfera che dovrà bruciare assieme al suo corpo. La narrazione della storia ricomincia dal Giappone, nel presente (1996), nella cittadina di Shibuya. Kagome Higurashi è una studentessa delle medie che vive nell’antico tempio shintoista dela sua famiglia. Nel giorno in cui avrebbe festeggiato il suo quindicesimo compleanno, sorprende il suo fratellino Sota nel santuario del tempio che cerca Buyo: il suo gatto. All’improvviso Kagome viene “risucchiata” nell’antico pozzo del santuario da un essere che sembra a tutti gli effetti un demone e si ritrova anche lei nell’epoca Sengoku.

Kagome si ritrova nel villaggio, dove molti anni prima era stato sigillato Inuyasha, gli abitanti la catturano e la conducono dalla sacerdotessa che ora è Kaede. Ella intuisce immediatamente che Kagome è la reincarnazione di sua sorella Kikyo, morta nello scontro col mezzo-demone e la mette al corrente di tutto ciò che accadde 50 anni prima, quando un altro han-yo, Naraku, desideroso di impossessarsi della Sfera dei Quattro Spiriti, aveva indotto Inuyasha e Kikyo a odiarsi e quindi a combattere fino alla morte.

Nel frattempo il demone che ha portato Kagome nel pozzo attacca il villaggio. Non vi è altra scelta, bisogna liberare Inuyasha, affinché possa affrontare il demone. Sconfitto quest’ultimo Inuyasha attacca Kagome per impadronirsi della Sfera dei Quattro Spiriti. Kaede, però, mette al povero Inuyasha un rosario magico. Questo lo riduce ad obbedire comando di Kagome “A cuccia!” e quindi a restare temporaneamente immobile a terra come un cagnolino. Affrontando un altro demone, che si era impadronito della Sfera, Kagome la rompe e tutti i suoi frammenti si sparpagliano per l’intero Giappone. La strana coppia, si dovrà mettere in cammino per recuperarne tutti i pezzi e ricomporre la Sfera, non passerà molto tempo che riusciranno ad incontrare potenti alleati che li accompagneranno in questo viaggio. Altrettanto potenti nemici sbarreranno il loro cammino, sottoponendo Inuyasha e tutti i suoi compagni a sfide sempre più impegnative e dolorose scelte.


“KAGURA, SEI DIVENTATA VENTO? HAI RICONQUISTATO LA TUA LIBERTÀ! IO INVECE… IO INVECE… IO INVECE, IO INVECE NON HO NULLAAAAAAA!!”


I 558 capitoli che compongono il manga Inuyasha, sono un must per gli appassionati del genere. La mangaka Rumiko Takahashi, che aveva già brillato per le sue opere tra cui ricordiamo: Lamù “shogo” che parla della bellissima aliena col suo spezzato tigrato e i suoi fulmini che ha ammaliato un’intera generazione, come dimenticare Ranma 1/2 “shonen” di successo andato in onda per anni sulle reti italiane, a questi due si accostano titoli più maturi come Maison Ikkoku “seinen” dai toni romantici e delicati o One Pound Gospel altro “seinen” tra il comico e il sentimentale, ovviamente tra le sue opere ricordiamo anche Rinne, “shonen” attualmente ancora in corso. Perchè tutta questa filippica sulle sue opere? Bè il modo migliore per far capire, che profondità e potenza narrativa possa avere Inuyasha era doveroso far vedere la grandissima esperienza di Rumiko. L’autrice infatti, in Inuyasha, ha unito l’esperienza fatta negli anni precedenti, sintetizzando in uno shonen, l’esperienza derivante dai manga precedenti di target ben diversi. Il tratto morbido e dolce, risalta le fattezze umane anche dei demoni più spietati, Sesshomaru pur essendo un demone completo, ha lineamenti molto morbidi che creano contrasto con la sua natura malvagia. Il sangue anche nei momenti più drammatici, non è mai l’esagerazione fine a se stessa, serve solo a dare patos alla scena, ad aprire un mondo sulla psicologia di un determinato personaggio.

In quanto shonen rispetta, nella parte centrale, i canoni del target. Il personaggio fa un percorso che lo porterà ad una crescita di potere, che gli permetterà di affrontare nemici sempre più forti. Non mancano alcuni power up sul percorso, i “boss” da battere e quegli effetti in battaglia che ti fanno dire “WOW!”. Ma Rumiko porta anche il suo bagaglio seinen, quindi i drammi personali, i dubbi esistenziali che creano stasi nei personaggi, saranno il perfetto contorno a questa narrazione. Assolutamente impossibile, diventa dire: <<Naraku è il Cattivo!>> e liquidare tutto così, un amore distorto e perverso è il motore che lo muove verso, questa cattiveria ed è un sentimento così “umano” che è impossibile non provarne empatia. Il sentimento di inferiorità, quella sensazione di sconfitta che si porta nel cuore è ciò che lo fa essere aggressivo con i deboli, ed è così umano che è impossibile non provare pena per lui.


“IL PULITO SPORCO È GIÀ E LO SPORCO SI PULIRÀ, TROPPO BENE IL MALE È ED IL MALE HA IL BENE IN SÉ, VIVERE E MORIRE FA E MORIR LA VITA DÀ.”

CONCLUSIONI: L'opera di Rumiko: Inuyasha è qualcosa che non può cadere nel dimenticatoio, ha sicuramente qualche pecca dovuta soprattutto alla targetizzazione che lo rende a pieno titolo uno shonen, leggero senza eccessive pretese. Vero è che nello stesso periodo molti sono stati i manga del genere e molti anche simili, ma Inuyasha ci regala comunque un'esperienza molto diversa, andando ad analizzare e risaltare una ampissima gamma di emozioni e sentimenti umani, reso tutto verosimile da un'intensità enorme. Buoni e cattivi nessuno è esente da questo turbine di sentimenti, tutti sono mossi in una direzione verso un obbiettivo (giusto o sbagliato che sia) da emozioni tremendamente umane.

VOTO FINALE: 8

SCHEDA FUMETTO

  • DATA RILASCIO: dal 13 novembre 1996 al 18 giugno 2008
  • SOGGETTO: Rumiko Takahashi
  • SCENEGGIATURA: Rumiko Takahashi
  • DISEGNI: Rumiko Takahashi
  • COLORI:
  • CASA EDITRICE: Star Comics
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