SATELLITE REIGN

PC VIDEOGAMES

RILASCIATO: 11.12.2014 -- GENERE: GDR/ACTION-- SVILUPPATORE: 5LIVES STUDIOS-- PUBLISHER: 5LIVES STUDIOS

PROVATO SU: i5 4440, GTX660ti, RAM 4gb, Windows 7

SATELLITE REIGN: SYNDICATE O NON SYNDICATE?

L’amletico dilemma è d’obblico. Sebbene sia un titolo a sè stante, non si puo’ parlare di Satellite Reign senza menzionare Syndicate (1993) e Syndicate Wars (1996), titoli forse di nicchia, ma decisamente “speciali”, di quelli che ti rimangono dentro, anche dopo oltre vent’anni.
E non parlo solo di me, ma anche dei 15029 backers, che convinti da 5lives, sviluppatori di Satellite Reign, al suono attraente dello slogan “dai creatori di Syndicate e Syndicate Wars” e “il successore spirituale di Syndicate” hanno donato 461,333 sterline in pochi mesi su kickstarter, e hanno reso possibile la nascita di questo presunto “successore spirituale” .
MA….(anche in questa storia c’e’ un grande MA) purtroppo i diritti di Syndicate e del seguito li detiene Electronic Arts, che tra l’altro li ha sfruttati (malamente) nel recente 2012 pubblicando un reboot di Syndicate in formato FPS. Quindi, scordatevi del persuadertron, niente eurocorp, niente syndicate insomma. Vabbè…ma la sostanza almeno sarà rimasta invariata, giusto?

NO! Ma vediamolo assieme…


SIAMO ALLA PROVA DECISIVA, 5LIVES HA DAVVERO CREATO L’EREDE DI SYNDICATE?


Satellite Reign si propone come un RTS, ma essendo il panorama degli strategici in tempo reale molto variegato, restringiamo il campo e diciamo chiaramente: ambientato in un contesto cyberpunk, nella classica metropoli del futuro, avrete al vostro comando quattro agenti, ognuno facente parte di una determinata “classe” e con specifiche abilità, dovrete usare le coperture come va tanto di moda in questi tempi,e uccidere ogni minaccia ostile vi si pari davanti, sottoforma di soldati e robot il tutto con lo scopo generico e banale di acquisire potere denaro ecc…
Se questa descrizione vi sembra semplicista, sappiate che il gameplay lo è di piu’, ma di quello parleremo dopo…

Sulla carta le atmosfere richiamano molto Syndicate, ma lo farà anche il gameplay?

Avvio del gioco, artwork molto evocativo, che identifica subito un ambientazione di stampo cyberpunk, tempo di caricamento da far temere il crash, ed eccoci finalmente nella prima schermata, che richiama volutamente quella del primo Syndicate, da cui si puo’ scegliere il simbolo di fazione, nome, colore. Semplice e chiara. Diamo conferma ed ecco si avvia un filmato, non immersivo e d’effetto come quelli dei primi due giochi, ma sufficiente a ragguagliarci sulla situazione generale, che ci catapulta nella nostra prima missione-tutorial, dove siamo guidati click dopo click nelle azioni di base. A mio avviso un tutorial separato sarebbe stato piu opportuno, ma è un’opinione strettamente personale, in quanto a livello di gameplay tale scelta agevola la transizione dal tutorial alla missione vera e propria senza alcuno “stacco”, a quanto pare cosa molto amata dalle giovani leve del videogamers, che odiano perdere tempo nei menu’. E qui si nota la prima sottile linea di distacco con il passato, comunque niente di preoccupante… almeno per ora!

Da qui gestiamo i potenziamenti , in una delle prime versioni dell'Early Access

Abituato ai classici targati Bullfrog, la prima cosa che cerco di fare è ruotare di 360 gradi la telecamera, cosi’ da familiarizzare meglio con l’ambiente circostante….DRAMMA! La telecamera ruota solo di pochi gradi (70 circa), rimenendo di fatto piu’ simile ad una visuale isometrica fissa. Ma non è tutto…chiedendo spiegazioni a Mike Diskett, boss di 5lives, mi viene detto che ruotare la visuale “confondeva” i giocatori di Satellite Reign, per cui è stata abolita! Secondo campanello di allarme! Un giocatore di RTS che si “confonde” se ruota la visuale? Mah! All’obiezione che si potrebbe semplicemente lasciare la visuale di default e non ruotarla, Mike mi spiega che il retro degli edifici non ha geometria ne’ textures, quindi non si fa marcia indietro anche volendo… Bel modo di ragionare!
Proseguiamo…la grafica è fantastica, piena di luci al neon, di pioggia e di riflessi nelle pozzanghere, e cio’ nonostante non accenna mai ad un rallentamento, neanche durante esplosioni multiple e sparatorie. La varietà dei civili è impressionante, e non pesa molto alla scheda video grazie ad una composizione random di “pezzi prefabbricati” come gambe, torso, braccia, testa e gadgets vari.
I nemici sono generalmente umanoidi o robot, e da soli non sono quasi mai una minaccia, in gruppo certo il discorso cambia, ma neanché più di tanto, grazie a coperture disponibili ovunque, vita che si rigenera al volo, possibilità di “resuscitare” un agente caduto con un altro agente ancora operativo, e infine la moltitudine di respawn (e fast travel) che il giocatore stesso attiverà in giro per la città.


LA SENSAZIONE E’ CHE IL GIOCO SIA LA VERSIONE SEMPLIFICATA DEL SYNDICATE DEL 1993, SU BINARI E CON GRAFICA POMPATA AL MASSIMO 


Il level design di Satellite Reign soffre decisamente la scelta di una telecamera fissa, che forza lo sviluppo della città sempre nella direzione visibile, spesso claustrofobica in quanto fatta di vicoli chiusi continuamente da porte, e spazi insensati (continui corridoi e sali-scendi, labirintici magazzini ed aree che se hai un minimo di senso di praticità ti vien da chiederti perche’ abbiano usato il prezioso spazio di una metropoli del futuro in questo modo inefficiente). Comunque nel complesso la città risulta decentemente varia e a livello di gameplay gli “insensati muretti” offrono proprio la copertura su misura durante le sparatorie. Il tutto contribuisce a perdere il senso di immersione a favore di un gameplay piu votato all’azione improvvisata.

Terzo campanello di allarme… stiamo quindi davvero strizzando l’occhio al casual gamer, rinnegando le origini da RTS di un certo livello, dove la difficoltà era elevatissima e la soddisfazione per l’eventuale successo anche? Senza spoilerare nulla sulla trama di Satellite Reign (si c’e’ una trama in teoria…) diciamo solo che l’intero gioco è ambientato in una sola città, in mano ad una grande corporazione, e che sebbene vi siano vari quartieri, ognuno con specifiche caratteristiche, alla fine si è sempre li’, la sensazione che ne risulta è di partecipare a niente più che una piccola guerra di quartiere, un bel passo indietro rispetto alla sensazione di “guerra globale per il controllo del pianeta” che hanno brillantemente contraddistinto i primi due Syndicate.

Sottotono anche le armi, vere protagoniste di Syndicate Wars: in Satellite Reign sono parecchie ma spesso ripetitive, non danno mai la sensazione di maneggiare qualcosa di potente, sopratutto perche’ mentre nel secondo capitolo di Syndicate (ricordiamo ancora una volta che si tratta di un gioco del 1996) distruggevano pressoche’ ogni elemento della mappa, tra cui ponti, palazzi, cancelli di accesso alle aree riservate eccetera… qui in Satellite Reign non scalfiscono nessun edificio, ma solo i pochi oggetti resi volutamente vulnerabili, come generatori (lasciati ovviamente in bella mostra alle intemperie) e telecamere. Il gameplay e la possibilità di scegliere un approccio violento o comunque creativo (nel senso di aprirsi nuove strade a suon di granate), ne soffrono molto.
Ho lasciato volutamente per ultima una delle questioni piu’ spinose di Satellite Reign…. e cioè i nostri agenti!
Vera icona di entrambi i giochi originali, sono loro che davano “carisma” a tutta la trama, con il loro cappotto lungo e i loro potenziamenti cibernetici, che li rendevano piu’ simili a dai terminators T800 che a degli esseri umani, pur essendo senza un vero e proprio volto ci si affezzionava in qualche modo ai loro nomi, e sopratutto ai loro potenziamenti, che scelti da noi in base alle esigenze di missione, li rendevano pezzi “custom” insostituibili e di grande valore (anche monetario, se venivano uccisi).
In Satellite Reign i 4 agenti disponibili sono ognuno di una classe specifica (soldato, hacker, supporto e infiltratore), con specifiche abilità. Si è quindi obbligati a usarli come gli sviluppatori hanno previsto, non si puo’ uscire dal “binario”, non si puo’ ad esempio optare per un set di agenti solo stealth o alla rambo. Quarto campanello di allarme… ma ormai che ve lo dico a fare? Non siete ancora diventati sordi a forza di campanelli trillanti?


IL GAMEPLAY SEMBRA UN DOWNGRADE DI SYNDICATE, NIENTE EDIFICI DISTRUTTIBILI, NIENTE CUSTOMIZZAZIONE DEGLI AGENTI, NIENTE VEICOLI UTILIZZABILI E PERFINO LA TELECAMERA E’ FISSA!!


Ed eccoci al gameplay, vero fulcro di un gioco.
Purtroppo in buona sostanza possiamo ridurre tutto  Satellite Reign al semplice infiltrarsi in qualche area super sorvegliata, ammazzare tutti, e fare hacking di qualche terminale, ripetuto per un numero X di volte.
Ora immagino vi stiate chiedendo se almeno ogni missione è variegata, se offre approcci differenti, o se in ogni missione c’e’ qualcosa di particolare che la renda distinguibile dalle altre.
Beh… no, non c’e’! Ogni missione è ambientata in un particolare compound, che però offre ben poco di diverso dagli altri, così come gli obiettivi (dei grossi portoni in cui entrare, dopo aver hackerato sempre gli stessi teminali), stesso discorso per quanto riguarda i nemici. Le dinamiche di gioco rimangono le stesse, se spari alla telecamera esce un nemico (scelto a random, almeno questo), se ti scoprono e danno l’allarme ne escono di piu’ (sai che grande variazione). L’approccio stealth è quasi inesistente, un agente (l’infiltratore) ha un abilità di rendersi invisibile, ma dura poco e comunque ce l’ha solo lui… quindi niente supporto dagli altri 3 agenti…e le vie di accesso sono limitatissime e comunque sorvegliate.
Non puoi “pensare fuori dagli schemi” e aprirti nuove vie di accesso, o usare in modo creativo qualche gadget o arma. È tutto estremamente statico e quasi soporifero. Specialmente riguardo al gameplay, non c’e’ paragone con i due Syndicate, che anche oggi, fatti girare su dosbox, risultano anni luce avanti sotto ogni aspetto rispetto a questo amorfo Satellite Reign.

Per quanto bella e curata, la grafica da sola non può dare senso a un gioco piatto e senza attrattive

Potrei parlarvi per ore delle tipologie dei nemici, delle statistiche delle armi o di altri dettagli del gioco, ma non lo faro’. Preferisco dirvi un’altra cosa. Satellite Reign non c’entra nulla con Syndicate, non ne ha gli spunti, il carisma, la difficoltà, il gameplay, l’interattività o la strategia e tattica tipica di un buon RTS d’annata, e non trasmette assolutamente quelle sensazioni che gli originali regalavano.
Non la tiro per le lunghe, se siete dei fan dei Syndicate, statene alla larga! Quasi certamente saranno solo amare delusioni, specialmente per un occasione sprecata davvero malamente.
Invece come gioco a sè stante lo definirei un mediocre passatempo, ho visto di peggio, ma certamente c’e’ di molto meglio in giro. La sensazione dominante è che il gioco sia stato progettato e realizzato su misura per un target costituito da casual console gamer kid, bello da vedersi, facile da giocare, e senza grande profondità. Alcuni potrebbero perfino trovarlo un gioco gradevole!

Satellite Reign lascia il gusto della classica occasione mancata. I fan della serie troveranno molta piu' grafica ma molto, molto e molto meno gameplay, tattiche basilari e la strategia quasi sempre suggerita o comunque su binari ben evidenti e prestabiliti, e non troveranno le sensazioni ne' lo spessore degli originali. Per gli altri, è solo un gioco tra tanti, che non si distingue positivamente dalla massa per alcuna particolare qualità. INSULTO

Good

  • Grafica di buon livello
  • Prestazioni ottime
  • Sonoro convincente

Bad

  • Meccaniche ripetitive e guidate
  • Level design poco sensato e generico
  • Telecamera fissa
  • No multiplayer
  • Manca di carattere
  • Era più divertente Syndicate nel 1993!
5.5

Mediocre

Videogiocatore già dalla tenera età di 5 anni (ricorda ancora quando accompagnava suo nonno a giocare a carte al bar nel pomeriggio e si spendeva le 1000 lire che gli regalava al videogioco di turno.) dopo anni di sacrifici e sogni infranti riuscì ad avere la sua prima macchina da gioco casalinga, aveva 11 anni ed era un bellissimo Commodore 128. Amante del fantasy in tutte le sue sfumature, tanto da sognare di vivere un giorno nella terra di mezzo oppure di studiare a Hogwarts, terribilmente malato di MMORPG, una piaga che lo colpì quando iniziò a giocare a Dark Age of Camelot nelle fantastiche foreste di Hibernia.

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