SHADOWRUN: HONG KONG

PC VIDEOGAMES

RILASCIATO: 20.08.2015 -- GENERE: GDR -- SVILUPPATORE: HAREBRAINED SCHEMES -- PUBLISHER: HAREBRAINED HOLDINGS

PROVATO SU: i7 4770 haswell 3.9GHZ, gtx 970, RAM 8gb, windows 10

SHADOWRUN: HONG KONG: ANCHE IN ASIA LA VITA DELLO SHADOWRUNNER NON E’ SEMPLICE!

Sono pochi i giochi che riescono a farmi trepidare per l’attesa, ormai l’hype è come un compagno fedele che si trasferisce a casa mia dopo ogni fiera o manifestazione a sfondo videoludico; è come quell’amico che ti si infila in casa in continuazione, al punto che ormai lo consideri parte della famiglia e non ci badi nemmeno più. Capita però che a volte arrivi l’Hype, quello vero e puro, che ti porta concentrare tutta la tua attenzione su un titolo in arrivo, che ti spinge a vivere di notizie e trailer, anche leaked e in qualità scarsissima, solo per averne un assaggio, un’anticipazione…
Ultimamente sono titoli particolari a darmi questa sensazione, non quelle produzioni tripla A come Call of duty o Assassin’s Creed (prodotti ormai schiavi della loro scadenza annuale, precisi come la noia che ormai li contraddistingue), ma quelle piccole perle che nascono dalla miniera digitale di Kickstarter; ormai lo sapete tutti, io sono un ferreo sostenitore del crowfunding, e pare che questa mia passione sia ampiamente ricambiata.
Da questa nuova frontiera dell’industria videoludica è appena arrivato Shadowrun: Hong Kong, terzo capitolo della meravigliosa saga di Shadowrun, orgoglioso prodotto della software house Harebrained Studios.
Dopo averci portato nelle profonde oscurità dello Sprawl di Seattle con Shadowrun: Returns, mostrato il futuro agglomerato urbano di Berlino in Shadowrun: Dragonfall, i ragazzi di Harebrained hanno deciso di ambientare Shadowrun: Hong Kong nella omonima megalopoli asiatica, alzando ulteriormente la qualità rispetto a quanto proposto nell’agglomerato urbano statunitense.


IL TERZO CAPITOLO DI SHADOWRUN E’ FINALMENTE ARRIVATO, PORTANDOCI NELL’AFFOLLATA MEGALOPOLI DI HONG KONG!


Gli artwork di presentazione lasciano già presagire un'atmosfera strepitosa!

Shadowrun: Hong Kong si apre con uno stupendo filmato introduttivo, una sorta di fumetto animato, in cui una voce narrante ci introduce alla storia principale attorno alla quale ruoterà la nostra esperienza di gioco. Un anziano uomo d’affari cinese torna in Hong Kong dopo molti anni passati a Seattle, deciso a rimediare ad alcuni suoi errori del passato e risolvere un decennale mistero che colpisce la zona più povera della città, un quartiere chiamato Walled City; per farlo, ha però bisogno di due persone, i suoi due figli adottivi, uno dei quali sarà il nostro personaggio. Il filmato si conclude con una sparatoria che coinvolge il misterioso anziano e uno strano individuo dal volto coperto da un’inquietante maschera di porcellana.
Il filmato d’introduzione è una piacevole novità, segno che la serie di Shadowrun si sta spostando verso una maggiore profondità sia narrativa sia di coinvolgimento del giocatore; considerando che la quasi totalità della storia viene narrata tramite lunghi dialoghi e schermate di testo, un bel filmato serve sia a dare un maggior coinvolgimento dello spettatore/giocatore sia a snellire un po’ la narrazione stessa.

Gran parte della trama ci verrà presentata da queste schermate, presenti durante le fasi di caricamento

Dopo questo primo impatto col gioco arriva la prima vera interazione del giocatore con Shadorwun: Hong Kong, ovvero la tanto amata creazione del personaggio.
Come nei capitoli precedenti, dovremo scegliere razza e sesso del nostro alter ego, e anche in questo nuovo capitolo Harebrained ha deciso che sono due parametri che non hanno alcuna influenza sul nostro personaggio (almeno razza potrebbe influire, ma tant’è!); le classi disponibili sono sempre le stesse, varie e ben diversificate, le quali, una volta scelte, ci guideranno verso una precisa distribuzione dei successivi punti abilità. Anche le classi hanno mantenuto la stessa impostazione già vista in Shadowrun: Returns e Dragonfall; come nei precedenti capitoli, trovo abbastanza strana la gestione delle classi e dei rispettivi punti abilità.
Già ai tempi della recensione di Shadowrun: Returns avevo sollevato dei dubbi sul fatto che scegliendo una determinata classe non sarebbe stato poi del tutto vincolante; solitamente creo un samurai di strada, lo plasmo per essere un combattente a distanza e cerco di spendere i miei sudati punti abilità (o karma) in quella direzione. Nulla mi vieterebbe però di scegliere, magari a metà gioco, di iniziare a investire nel ramo intelligenza, magari per prendere delle abilità da decker (il mago dei computer, per intendersi) e creare un multiclasse; se da un lato questa libertà da la sicurezza di non essere penalizzati in caso di creazione di un pg noioso o ripetitivo, dall’altro snatura il concetto stesso di personaggio ad hoc, visto che spendere punti in un ramo non di classe non comporta alcuna penalità. Per chi come me è cresciuto con un’impostazione da rpg classica è come vedere una versione elementare di gestione del personaggio, ma posso anche comprendere e lodare lo sforzo degli sviluppatori che hanno voluto creare un nuovo modo di gestire un pg, offrendo anche ai neofiti del genere un’esperienza gradevole senza essere troppo impegnativa.
Nell’attribuire i punti abilità si nota subito che qualcosa è cambiato rispetto ai primi due capitoli; l’occhio nota subita una nuova grafica, più colorata e semplice, ma il giocatore esperto si accorgerà subito un nuovo ramo di abilità, legato alla caratteristica della stamina, qui definita come body (corpo). Fedeli all’ambientazione cyberpunk, i programmatori hanno inserito la possibilità di dotare i nostri personaggi di potenziamenti cibernetici per il combattimento corpo a corpo (se avete presente il nuovo Deus Ex e il suo protagonista Adam Jenen sapete bene di cosa si tratta); spendendo punti in questo ramo, potremo sbloccare delle abilità di combattimento che ci consento di poter usare artigli o altri armi da taglio che spunteranno da appositi nascondigli nei nostri arti al momento giusto. Questa prima novità di Shadowrun: Hong Kong è una vera impronta di stile, omaggia i dettami del cyberpunk e contemporaneamente offre al giocatore un qualcosa di nuovo con cui cimentarsi.
Ovviamente queste nuove abilità potranno esser usate solo se decideremo di dotare il nostro alter ego delle necessarie migliorie cibernetiche richieste, scelta che faremo avanzando nella nostra avventura.
E a proposito di avventura, vogliamo parlare un po’ della storia?

La nuova gestione dei punti karma mantiene comunque una certa familiarità coi precedenti capitoli


LA GESTIONE DEL PERSONAGGIO MANTIENE L’IMPOSTAZIONE DEI PRECEDENTI CAPITOLI, AGGIUNGENDO PERO’ UN NUOVO RAMO DI ABILITA’


In qualsiasi momento del gioco potremo avere sotto controllo le nostre statistiche e i punti karma ancora da spendere

Shadowrun: Hong Kong continua a seguire la tradizione della serie ad offrire una trama degna di un libro di William Gibson (e se non sapete di cosa parlo, sappiate che è il padre del Cyberpunk e di un certo Johnny Mnemonic!). Dopo la creazione del personaggio, scopriamo che uno dei due figli adottivi del misterioso anziano (che scopriamo ora chiamarsi Raymond) del filmato introduttivo è il nostro personaggio, che troviamo mentre sbarca sui uno dei moli di Hong Kong. Ad accoglierci troviamo nostro fratello, membro di un corpo di polizia privato, accompagnato dalla sua collega; non aspettatevi una riunione di famiglia fatta di lacrime ed abbracci, al momento tra noi e nostro fratello c’è parecchio astio e sfiducia, per motivi che scopriremo durante i primi atti dell’avventura. Dopo un primo di scambio di battute e una condivisa ansia per la convocazione da parte di nostro padre, decidiamo di recarci al luogo dell’appuntamento, salvo scoprire che ad attenderci troviamo un gruppo di shadowrunners, inviati da Raymond per scortarci da lui; improvvisamente scoppia una sparatoria, in cui dovremo collaborare con la scorta per portare a casa la pelle!

In Shadowrun: Hong Kong i dialoghi sono una parte fondamentale, seguirli attentamente amplifica l'esperienza di gioco

Questo primo quarto d’ora di gioco presenta fin da subito l’anima di Shadowrun: Hong Kong al giocatore; se da un lato abbiamo una forte componente testuale nei dialoghi, per animare il nostro spirito action avremo molti combattimenti da affrontare.
Durante i dialoghi, che precedono sempre i combattimenti, avremo modo di poter sfruttare con astuzia le nostre abilità; investendo molto sul carisma sbloccheremo diversi tratti sociali (dal gangster al diplomatico), che si traducono in molteplici opzioni di risposta duranti i dialoghi. Può aiutare avere anche un altro punteggio di body, che ci consentirà di minacciare fisicamente un npc codardo; l’utilizzio delle opzioni di dialogo è l’aspetto più interessante di Shadowrun: Hong Kong, perchè consente al giocatore di poter decidere se e quando affrontare dei combattimenti.
Parlando di combattimenti, gli sviluppatori hanno mantenuto il sistema rigorosamente a turni, sistema provato e apprezzato nei precedenti capitoli; su questo aspetto nulla da dire, il combattimento è gestibile alla perfezione, e anche la possibilità di avvicinarsi in maniera discreta ai nemici (in pratica l’attacco a sorpresa) è una gran bella comodità, ci permette di esser noi a decidere quando e come cominciare lo scontro!

Come da tradizione, completare missioni e sconfiggere nemici ci darà esperienza che viene tramutata in punti karma da spendere. Per il nostro personaggio sappiamo già come fare, ma la novità è che ogni tanto ci verrà consentito di poter dare nuove abilità anche ai nostri compagni di avventure, il che ci consente di poter creare un gruppo di avventurieri ben bilanciato e adatto ad ogni situazione. Le abilità disponibili andranno dal combattimento ranged all’evocazione di spiriti, rendendo il tutto molto divertente e spettacolare; il trucco sta nell’avere con noi un gruppo di supporto vario e in grado di fronteggiare ogni eventualità, quindi sarebbe consigliabile avere sempre con noi un decker, in modo da poter avere sempre la possibilità di potersi interfacciare nella Matrice. Non avete idea di come sia spettacolare poter entrare nell’immenso universo della Rete, vedendo tutto in tonalità di blu e azzurro; i combattimenti all’interno della Rete rispetteranno le stesse dinamiche del mondo reale, ma tutto il contorno grafico è improntato alle più ferree tradizioni del genere cyberpunk.

Nelle fasi di combattimento avremo parecchi dati con cui poter decidere le nostre mosse

Meritevole l’impegno di Harebrained nell’offrire dei personaggi di contorno al nostro protagonisti davvero notevoli. In Shadowrun: Hong Kong le dinamiche interpersonali fra i personaggi sono curate alla perfezione, riescono a dare alla trama una profondità incredibile; interessante seguire lo sviluppo del rapporto fra il nostro alter ego e il fratello Duncan, che ci porterà anche a scoprire dei retroscena sul nostro passato.
Uno dei personaggi più interessanti è Gaiju, un samurai ghoul che è stato creato come premio per uno dei traguardi della campagna di Kickstarter; la sua presenza è testimonianza di una più massiccia presenza degli elementi più spiccatamente magici nel gioco, come la comparsa di alcuni nemici vampiri che richiamano maggiormente alla componente fantasy dell’universo di Shadowrun, offrendo anche delle soluzioni di gioco davvero interessanti ed innovative.

In questo artwork compare il nostro iniziale gruppo di aiutanti

Shadowrun: Hong Kong continua la tradizione della serie per quanto riguarda le ambientazioni da oscar. Hong Kong e le zone limitrofe in cui ci muoveremo sono realizzate come vere e proprie scenografie, più simili a degli artwork artistici che dei fondali da gioco. Gli effetti di luce delle strade, le illuminazioni al neon creano una giungla luminosa che ricalcano fedelmente le atmosfere di fantascienza; se nei capitoli precedenti si aveva la sensazione di camminare nelle strade di Blade Runner, in questa nuova incarnazione Shadowrun ricorda fortemente le atmosfere di un capolavoro dell’animazione come Ghost in the Shell.
Di pari passo alla qualità estrema della grafica va il comparto audio, sempre all’altezza e con sonorità tipiche della musica asiatica; camminare per le strade della Walled City accompagnati da musiche d’atmosfera, godendo del panorama dei mercati itineranti o avventurandoci nel sottobosco criminale di Whampoa con musiche tecno è un’esperienza davvero emozionante e coinvolgente.

La cura di Harebrained nel realizzare la futura Hong Kong è sempre di altissimo livello

Shadowrun: Hong Kong è l’ennesimo ottimo lavoro di questi sviluppatori, professionisti del settore videoludico in grado di poter offrire un prodotto ottimo a un prezzo più che ragionevole, sfruttando come proprio finanziamento l’entusiasmo dei fan. Le campagne Kickstarter di questa software house sono tra le più redditizie, e il loro impegno è innegabile, offrendo non solo giochi di alto livello ma anche mantenendo ogni promessa fatta durante la campagna di crowfunding.
In un periodo in cui le grandi produzioni riescono a vivere grazie a massicce campagne promozionali, offrendo però solo continue copie dello stesso gioco senza mai variare nulla, vedere piccole realtà come Harebrained sfornare dei capolavori che hanno un ottimo impatto sulla community dei giocatori basando tutto suall qualità del porprio lavoro è un segnale importante per tutta l’industria del videogioco, una lezione che dovrebbe insegnare a tutti che non contano solo grafica e copertura pubblicitaria, ma che l’unico vero valore deve essere il rispetto del giocatore, offrendo sempre qualcosa di più rispetto al passato. In questo Harebrained e Shadowrun sono indiscutibilmente dei maestri.

Shadowrun: Hong Kong continua la tradizione della saga, mantenendo alcune delle caratteristiche e presentandone di nuove, conservando l'identità della serie e al contempo offrendo qualcosa di nuovo. L'impegno di Harebrained è sempre di massimo livello, una riconferma che si possa offrire dei prodotti ottimi concentrandosi solo sulla soddisfazione dei propri fan. CONFERMA

Good

  • Trama stupenda
  • Atmosfere perfette
  • Interazione fra i personaggi molto curata
  • Facile gestione del personaggio
  • Prezzo più che invitante

Bad

  • Non tradotto in italiano
9

Grande

Inviato Speciale e Nerd di alto lignaggio, le sue prime parole sono state “spazio, ultima frontiera”; ha indagato nei misteri della galassia con R. Daneel Oliwav e cavalcato vermi delle sabbie su Dune, salvo poi venire arruolato nella Flotta Stellare e arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. Esperto di Warhammer 40k, Star Trek e Star Wars,appassionato di rpg, rts e fps, vi mostrerà cose che voi nerd non potreste immaginare.

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