THE DIVISION – Recensione

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THE DIVISION: QUANDO LA SOCIETÀ CROLLA INTERVENIAMO NOI!

A quasi una settimana dall’uscita di The Division possiamo finalmente darvi un parere più preciso del nuovo prodotto di Ubisoft; nel nostro precedente articolo abbiamo avuto modo di raccontarvi le nostre prime impressioni, frutto particolarmente dell’hype che il titolo aveva generato. Con qualche ora di gioco sulle spalle possiamo ora analizzare con maggior precisione i meriti e i difetti di questo gioco.

ABBIAMO GIRATO PER NEW YORK PER SALVARE LA CITTADINANZA DA PREDONI E SCIACALLI E SIAMO PRONTI A DARVI IL NOSTRO PARERE DEFINITIVO SU THE DIVISION!

Iniziamo col dire che il punto forte che avevamo segnalato, ovvero quel Tom Clancy’s nel titolo ha avuto modo di far sentire il suo peso. Nello svolgersi delle missioni e nella loro costruzione si vede come l’idea organica di una trama complessa e ben strutturata sia stata ideata per questo gioco; le idee e i temi cari allo scrittore americano ritornano prepotenti in The Division. La teoria del complotto, l’uso della tecnologia e il muoversi dietro la cortina della visibilità pubblica sono alla base dell’anima della Divisione per cui operiamo. Per tenere fede a questa anima da spy story, The Division ha sicuramente giovato di menti brillanti alla sceneggiatura; non solo i filmati di gioco hanno un taglio cinematografico e musiche sempre intense e all’altezza, ma anche il parlato, il gergo e la caratterizzazione verbale dei personaggi (tranne il nostro protagonista, un vero musone!) sono dettagli che aiutano il giocatore a calarsi nella New York post-catastrofe.

the division ubisoft

Ed è proprio New York la protagonista silenziosa di The Division. La Grande Mela è il teatro del gioco, quindi doveva essere realizzata quanto più fedelmente possibile; alla Massive Entertainment hanno capito quanto l’ambientazione newyorkese avrebbe emozionato i giocatori e hanno quindi puntato ad un realismo pressochè totale! La toponomastica della città viene ricreata con cura (non aderisce al 100%, ma poco ci manca) e correndo per le vie della città sembrerà di essere proprio nella città americana; per riuscire in questo scopo, The Divion può contare su un graphic engine all’altezza delle richieste. Anche nelle fasi più concitate non si perde fluidità e non si assistono a fenomeni sgradevoli; considerando che la fazione dei Purificatori ha come arma preferita il lanciafiamme, potete immaginare come la gestione del fuoco e dei suoi effetti sia fondamentale per gli scontri. Ebbene, posso dirvi che The Division offre fiamme dinamiche e credibili, in grado di generare ombre proprie e dare un senso di realismo incredibile; questa aderenza alla realtà si riflette anche nella gestione di fenomeni atmosferici (nevica spesso ed è un vero spettacolo!) e in quella del fumo, realizzato veramente bene!

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L’anima di The Division è, come ben sappiamo, un ibrido fra FPS e MMO, ed è in questo equilibrio che si annida il gran lavoro fatto da Massive Entertainment. Da appassionato di FPS realistici, inizialmente ho fatto fatica ad accettare l’assenza degli headshot come colpo mortale; i nostri nemici sono animati da Punti Ferita che verranno scalati man mano che li colpiremo, ma un colpo alla testa non genera maggior danno, visto che ogni colpo viene considerato come un valore da sottrarre ai punti ferita. In alcuni casi i nostri colpi avranno però dei vantaggi; i famosi Purificatori girano con delle taniche di propellente sulla schiena, e se miriamo a questi serbatoi portatili possiamo trasformare il nostro nemico in una vera e propria bomba! Dopo qualche ora passata a salvare cittadini, compiere missioni di sabotaggio o di assassinio, devo ammettere che la dinamica dei combattimenti si fa intrigante e coinvolgente, sempre più vicina all’anima MMO ma non per questo disdegnando alcuni aspetti degli FPS.

I comandi sono quelli degli FPS più gettonati, anche se il nostro personaggio (sempre in nome di un approccio più friendly) non potrà abbassarsi o saltare a suo piacimento, ma avrà a disposizione un comando che, in determinate situazioni, adatterà le nostre azioni alla bisogna; questo è una mancanza trascurabile ma che in certi frangenti si rivela controproducente, e che, specie nelle prime partite, ci porta a perdere momenti preziosi nei combattimenti a causa di comandi un po’ imprecisi e inizialmente confusionari. Va detto che una volta preso confidenza con i controlli, il gioco diventa uno spasso, le dita vanno automaticamente sul tasto necessario e la nostra esperienza di gioco diventa totale.

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Per godersi appieno The Division dobbiamo però sfruttare la sua componente sociale, che spinge il senso del multiplayer cooperativo un gradino oltre. In qualunque momento potremo scegliere di prendere parte a missioni di una certa importanza, che spesso saranno centrali nella nostra storia e per la crescita del nostro personaggio; per farlo non dovremo impazzire a cerca gruppi, ma semplicemente selezionando la missione che ci interessa potremo optare per aderire ad un gruppo di agenti intenzionati a unire le forze. Per raggiungere la zona della missione non saremo costretti a percorrere chilometri ma con la semplice pressione di un tasto verremo portati direttamente nel vivo dell’azione! Giocare in gruppo, lasciatamelo dire, è uno spettacolo; anche compiendo missioni con sconosciuti, The Division ci mette in condizione di interagire al meglio, con approcci spesso tattici e vincenti, grazie anche alle diverse abilità che potremo sfruttare durante i combattimenti!

Il nostro agente, infatti, avrà modo di sbloccare nuove abilità e vantaggi (dei tratti specifici che danno dei bonus), a patto di aver prima compiuto delle particolari missioni che sblocchino le tre aree di sviluppo del nostro campo base, ovvero l’ospedale, l’area tecnica e il dipartimento di sicurezza. Questa suddivisione in tre aree consente a The Division di godere di un minimo aspetto gestionale, visto che svolgendo specifici incarichi guadagneremo dei punti ad hoc, che vanno usati per potenziare questi tre dipartimenti. Oltre ad una modifica grafica che mostra le migliore apportate, questi potenziamenti si rispecchiano in nuove abilità e caratteristiche che potremo schierare nella nostra marcia per la liberazione di New York. È sicuramente una peculiarità mutuata dal mondo degli MMO (anche se già vista in alcuni titolo FPS, come in Crysis) che rende The Division un prodotto interessante e da tenere sotto attento controllo.

THE DIVISION MOSTRA MOLTE POTENZIALITÀ, MA IL VERO ESAME SARÀ MANTENERE ALTA LA PASSIONE DEI GIOCATORI CON NUOVI CONTENUTI

Ma veniamo a quei pochi dubbi che ancora rimangono sul titolo di Ubisoft.

Come ogni gioco con una componente multiplayer, che sia competitivo o cooperativo, bisogna sempre tenere conto della longevità di questo comparto; come ha recentemente dimostrato la fuga di utenti da Star Wars Battlefront, la varietà di mappe, missioni e contenuti è il nuovo ago della bilancia per i titoli che vogliono competere sul lungo periodo. The Division al momento può far valere il suo esordio come un valore aggiunto, ma la sua freschezza si riduce esponenzialmente con il tempo passato nella New York disastrata; alcune missioni secondarie, per quanto necessarie, sono un po’ ripetitive, e il dover camminare per parecchio tempo per la città per spostarsi da una missione all’altra può annoiare alla lunga un giocatore. La presenza di spostamenti rapidi tra le diverse basi è già una bella comodità, ma il rischio è che la ripetitività di gameplay possa placare l’entusiasmo dei giocatori; nonostante la presenza di un Season Pass (caro per esser un rilascio di contenuti extra) lascia presagire che verranno implementati nuovi contenuti, ma il lasso di tempo fra un pacchetto e l’altro può essere il vero punto di forza per mantenere vivo l’interesse per The Division anche nei mesi futuri.

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Rimane comunque innegabile che Tom Clancy’s The Division sia un ottimo titolo, ricco di enormi potenzialità e che è frutto di un attento lavoro da parte di Ubisoft e Massive Entertainment. Una storia coinvolgente e inquietantemente realistica, un gameplay intenso e votato alla cooperazione spingono The Division ad essere il primo vero titolo di massimo interesse del 2016.

Tom Clancy’s The Division offre tutte le componenti che ci si immagina da un titolo tripla A: storia, gameplay e godimento per gli occchi. La scelta di ibridare FPS e MMO sembra dare i suoi frutti, anche se bisogna sperare che Ubisoft continui ad arricchire il suo gioiello con nuovi contenuti per allungarne la longevità. Al momento ci sono tutte le potenzialità perchè The Division diventi il prodotto più riuscito di questo 2016. MAGNETICO

SCHEDA GIOCO


  • RILASCIATO: 08.03.2016
  • GENERE: FPS/MMO
  • SVILUPPATORE: Massive Entertainment
  • PUBLISHER: UBISOFT
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GALLERIA IMMAGINI GIOCO

TOP 10 VIDEOGAMES

Good

  • Grafica strepitosa
  • New York è ricreata benissimo
  • Gameplay cooperativo coinvolgente
  • Crescita del personaggio varia
  • Tante missioni secondarie

Bad

  • Missioni secondarie a volte ripetitive
  • Season Pass davvero troppo caro
  • In coop la IA non è sempre all'altezza
8.5

Ottimo

Inviato Speciale e Nerd di alto lignaggio, le sue prime parole sono state “spazio, ultima frontiera”; ha indagato nei misteri della galassia con R. Daneel Oliwav e cavalcato vermi delle sabbie su Dune, salvo poi venire arruolato nella Flotta Stellare e arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. Esperto di Warhammer 40k, Star Trek e Star Wars,appassionato di rpg, rts e fps, vi mostrerà cose che voi nerd non potreste immaginare.

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