The Turning – La casa del male: buone le premesse ma scarsa la realizzazione (Recensione)

The Turning - La casa del male: Floria Sigismondi dirige un horror pieno di cliché e privo di carattere.

Nicola Gargiulo 25 Ott 2020

The Turning – La casa del male uscirà nelle sale italiane il 29 ottobre giusto in tempo per Halloween, visto e considerato che per la mancanza di materiale al cinema quest’ultimo potrà incassare più del dovuto.

Basato sullo storico ed acclamato romanzo del 1898 Il giro di vite di Henry James, il film tenta quello che nel corso degli anni hanno tentato tanti altri registi ovvero rielaborare ed a tratti richiamare in chiave moderna il messaggio, le atmosfere e le sensazione presenti nell’opera originale, che come dimostra anche The Turning sono complesse da portare a schermo, specie se non ci si mette anima ed impegno nel farlo.

Come già accennato prima di Floria Sigismondi, anche altri registi hanno tenatato nell’impresa, a volte fallendo ed a volte creando qualcosa di abbastanza simile nelle atmosfere e nelle sensazioni. Nel 1961 è arrivato Suspense di Jack Clayton, pellicola che riscosse ottime recensioni da parte di pubblico e critica anche per l’ottimo inserimento degli effetti sonori elettronici che a quei tempi erano veramente rari. Il racconto di James ebbe altre due trasposizioni cinematografiche: Improvvisamente, un uomo nella notte (1972) e Presenze (1992).

In a Dark Place diretto da Donato Rotunno, invece merita solo una piccola menzione, dato che del romanzo non ha praticamente nulla ed anche come film in se di certo non brilla.

La trama di The Turning

Miss Jessel, governante presso la Fairchild Estate, fugge dalla casa in preda al panico. Raggiunto il cancello, scende dall’auto per aprirlo ma viene aggredita da un uomo misterioso di cui non sappiamo nulla, e sapremo comunque ben poco andando avanti nel film.

Qualche tempo dopo, Kate Mandell lascia il suo lavoro come insegnante per diventare la nuova governante della piccola Flora Fairchild dopo la scomparsa di Miss Jessel. Prima di partire fa visita alla madre che vive in un istituto psichiatrico. Giunta alla Fairchild Estate, Kate viene informata dalla custode Mrs. Grose che Flora ha visto morire i suoi genitori in un incidente d’auto avvenuto fuori dal cancello della casa e che è un “caso speciale”. Kate incontra Flora, la quale le fa fare un giro dei terreni e le confessa di aver timore che Kate la lascerà senza salutarla come ha fatto Miss Jessel. Kate le promette di non farlo.

Questa è una piccola infarinatura della storia che mette al centro di tutto le atmosfere gotiche di fine 800, e le rimescola e abbraccia nei tempi moderni, più precisemente negli anni Novanta (visto che nelle prime scene assistiamo alla morte di Kurt Cobaine) ma proseguendo con la visione ci accorgiamo che anche la locazione, insieme alla sceneggiature e le musiche fanno solo da sfondo abbozzato ad un risultato finale altrettanto abbozzato. Ma procediamo con ordine.

Scrittura, musiche, personaggi e rivisitazione nei tempi moderni

The Turning – La casa del male ha anche dei lati positivi in realtà, ma sono davvero pochissimi se li mettiamo a confronto con i difetti visto e considerato che li troviamo distribuiti praticamente ovunque: scrittura, personaggi e finale. Infatti quello che ha di buono tecnicamente questo prodotto sono sicuramente la fotografia, le atmosfere, le musiche ed un pizzico di regia che accompagna le vicende in maniera comunque incisiva e diretta anche se Sigismondi non brilla questa volta, abbiamo comunque qualcosa di buono se guardiamo il tutto in prospettiva e facciamo una somma con il risultato finale.

La missione era davvero complessa questo lo dobbiamo ammettere, ma sappiamo anche che adattare forzatamente un racconto del 1898 nel 2020 è un pochino un autosabotaggio, visto che quello che funziona su carta non è detto che funzioni anche sullo schermo, e che quello che ha coinvolto il pubblico nell’Ottocento lo coinvolga nei tempi moderni. O almeno, in questo caso si cambia modo di raccontare la vicenda e si coglie l’opportunità di dare una propria impronta alla storia, cosa che qui non c’è di sicuro.

I problemi non stanno solo nella parte visiva della storia, ma le lacune sono presenti anche nella scrittura di dialoghi e personaggi, dato che dei talenti come Finn Wolfhard e Brooklynn Prince non possono essere sprecati in questa maniera; non hanno carattere, non sono sviluppati e non sono figure che ci rimarranno impresse, visto e considerato che non impattano il pubblico e non danno tono al film (o almeno incidono solo con il loro carisma) ma d’altro canto lo sappiamo che un buon attore può anche fare la sua parte ma se non esiste una scrittura solida c’è veramente ben poco da fare. Fortunatamente il film però è scorrevole, e il tutto sarà accompagnato da una buona componente musicale, una buona regia (come già ribatito) e sarete spinti dalla curiosità di sapere cosa succederà e come sarà “smistato” il tutto.

Ecco un altro problema: il finale. Non abbiamo un finale vero e proprio; ed anche se simbolico e nascosto oppure da interpretare, come The Turning conduce lo spettatore al finale non è di certo una manovra alla David Lynch (ci scusiamo con il maestro per averlo citato) dato che qualsiasi tassello si voglia recuperare o analizzare non ci si riesce, perchè tutto è confuso e non si ha modo di collegare in maniera sensata gli avvenimenti a cui assistiamo; tanto per capirci ancora una volta la carenza stilistica e forzata dello script la fa da padrone, e quindi non eccelle e non regala la forza neanche di realizzare il solito finale banale dei film con gli Jumpscare, la totale assenza di razionalità dei personaggi e qualsiasi altro cliché che vi venga in mente.

The Turning – La casa del male uscirà in Italia il 29 ottobre, e se siete in compagnia e volete comunque un film che vi intrattenga e volete spegnere il cervello, vi invitiamo a vederlo con tutto il consiglio spassionato di questo mondo.

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CONCLUSIONI: The Turning - La casa del male non incide e non colpisce. La scarsa caratterizzazione dei personaggi e la forzatura di ricalcare l'opera originale da cui il film è tratto gli nega di avere un'impronta propria, e quindi di certo non parliamo di un film d'autore: anche se è targato da Floria Sigismondi. Un prodotto con delle premesse del genere che alla fine risulta essere il solito film per ragazzi con Jumpscare, suoni fastidiosi ecc. di certo disurba la visione, visto che con un'altro approccio ora staremo parlando sicuramente di altro, peccato.

VOTO FINALE: 5,5

SCHEDA FILM

  • USCITA: 29 ottobre 2020
  • GENERE: Thriller/Horror psicologico
  • REGIA: Floria Sigismondi
  • DURATA: 94 minuti
  • SCENEGGIATURA: Carey W. Hayes, Chad Hayes
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