THE WHISPERS MID SEASON

SERIE TV E TELEFILM

THE WHISPERS: CONFERMA O PROMESSA MANCATA?

Henry e Minx, i piccoli amici del pericoloso Drill

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Ci siamo, finalmente è arrivato il momento di poter fare una più precisa analisi della nuova serie della stagione televisiva, il tanto atteso The Whispers.

Nella nostra prima incursione in questo serial abbiamo potuto scorgere solo qualche piccolo indizio di ciò che il telefilm prodotto da Steven Spielberg avrebbe potuto offrire; giunti alla metà della prima stagione tutto quello che abbiamo percepito, ma soprattutto ciò che abbiamo sperato di vedere, dovrebbe esser emerso.

Cominciamo col dire che la trama, il fulcro di ogni serial che si rispetti, ha il merito di essersi ben sviluppata, inserendo continuamente nuovi spunti e dando allo spettatore degli input che hanno mantenuto l’attenzione sempre all’erta; la relazione tra i bambini e il misterioso Drill si è arricchita, con interazioni maggiori e spostando l’occhio della telecamera (e la nostra curiosità) proprio sui piccoli protagonisti. Nonostante il cast di giovanissimi attori sia ben nutrito, il ruolo principale spetta, ovviamente, ai figli di Claire e di Wes, gli agenti impegnati a investigare su questa curiosa e inquietante serie di eventi.

È interessante vedere come i due bambini si relazionino in maniera diametralmente opposta nel proprio rapporto con il misterioso amico immaginario.

Henry, il figlio di Claire, vede nell’amicizia con l’invisibile presenza una sorta di male necessario per rivedere il padre disperso; il bambino inizialmente ci viene presentato come afflitto dalla scomparsa del padre e colpito da una malattia che lo ha privato dell’udito. Nella prima parte della stagione vedremo come i suoi problemi siano risolti in ogni aspetto dall’intervento stile deus ex machina di Drill, che però non causa la felicità di Henry ma anzi inizia a pesare sulla personalità del giovane; questa sua parziale presa di coscienza, la volontà di far di tutto per aiutare la madre nell’indagine su Drill ci fa simpatizzare per il ragazzino, intenzionato a fare la cosa giusta, anche se spesso nella sua innocenza tende a scegliere dei compromessi, cercando di convincersi che Drill non sia il cattivo di turno, come invece reputa la madre.

È su Minx, la figlia di Wes Lawrence, che l’influenza di Drill sembra sortire l’effetto peggiore. Se Henry mantiene comunque un atteggiamento più cauto, la ragazzina si lascia coinvolgere totalmente dal gioco di Drill, senza farsi troppi problemi e anzi arrivando al punto di trarne un malsano divertimento; solo nell’occasione del furto dei dati dal pc del padre pare spaventarsi e pentirsi, salvo poi decidere di voler indulgere nel gioco di Drill, coinvolgendo nuove amiche e anche la madre, facendo leva sulla preoccupazione della donna per lei.

IL RAPPORTO TRA DRILL E I SUOI PICCOLI COMPLICI INIZIA A PERDERE DI VALORE, NON VENENDO SPIEGATO IN ALCUN MODO MA TRATTATO COME UN ASSIOMA DA ACCETTARE SENZA REMORE

Il controllo di Drill sui bambini è inizialmente inquietante, fa leva sull’innato senso di protezione che abbiamo per i nostri figli (avete presente l’urlo “Loro no!” di Ripley in Aliens?); sfortunatamente questo non basta per farci accettare passivamente il rapporto  fra Drill e i piccoli. Per tutta la prima parte della stagione mi sono aspettato un minimo di approfondimento, un piccolo indizio che mi aiutasse a capire perchè questa entità ha scelto di interagire solo con bambini, nonostante il continuo tentativo di dialogo da parte di adulti; il mistero si è fatto pressante (e a tratti anche un po’ noioso) almeno fino alla metà della stagione, ovvero la sesta e la settima puntata.

In queste due puntate vengono sfoderati una serie di momenti ad alto tasso di adrenalina che hanno anche il merito di dare una bella svolta alla storia.

Se finalmente vediamo entrare in scena Sean, il marito smemorato di Claire, e iniziamo a capire che il suo ruolo non è marginale, abbiamo anche modo di scoprire qualcosa di più sul misterioso Drill, quantomeno ci viene dato qualche indizio sulla sua natura; il punto di massimo pathos avviene durante un mancato disastro nucleare, in cui la fusione di un nocciolo viene impedita da un incredibile intervento quasi divino, incarnato da una nuvola di denso fumo nero che risucchia (letteralmente!) le radiazioni.

Da questo momento tutti sono consci della presenza di Drill, rendendo The Whispers più intenso e soprattutto cominciando a darci delle risposte.

Senza entrare troppo nel plot e togliervi il gusto di seguire le restanti puntate (siamo o no un sito Spoiler Free?), vi posso svelare che la famosa pietra di folgorite comparsa nelle prime puntate e dei nuovi personaggi ci guideranno alla scoperta di qualcosa di inatteso.

SE THE WHISPERS VACILLA NON E’ SOLO COLPA DELLA TRAMA, IN LENTA RIPRESA DOPO UN PICCOLO CALO DI RITMO, MA LA RESPONSABILITA’ VA DATA AD ALCUNE RECITAZIONI NON PROPRIO DA PREMIO OSCAR!

Devo ammettere che The Whispers stava andando verso una situazione di stallo, un momento in cui la trama sembrava concentrarsi un po’ troppo sulle vicende familiari di Claire e Wes, quasi che da The Whispers fossimo finiti in Desperate Housewives; fortunatamente gli sceneggiatori hanno interrotto questa indagine familiare all’ultimo secondo utile, lasciando che questo aspetto servisse solo a trama di sottofondo per la vicenda principale.

Il nodo focale di tutto è come gli attori riescano a rendere tutto questo baillame credibile, e qui iniziano le note dolenti; se da un lato i giovani protagonisti riescono a dare una prova convincente, sono alcuni attori più adulti a peccare di credibilità.

Lily Rabe non riesce a dare sempre a Claire una sostanza che la renda godibile, come se in certe scene dovesse essere li per forza; è un vero peccato, visto che è idealmente la protagonista di tutta la vicenda, essendo il perno su cui ruotano tutte le vicende che legano tra loro i vari personaggi.

Quando inizia a indagare affiancata da Sean (interpretato da un Milo Ventimiglia davvero ispirato) la sua impalpabilità diventa totale, come se finisse in secondo piano rispetto al resto del cast, un vero peccato.

Barry Sloane cerca di interpretare un Wes Lawrence diviso tra famiglia e lavoro, cercando di giostrarsi in quello che forse è il ruolo più scomodo della vicenda; la missione è compiuta con sufficienza, senza particolari esploit ma evitando pecche che ne rovinerebbero la perfomance.

Kristen Connolly conferma di essere un’attrice promettente, dopo aver brillato in House of Cards riesce a riproporre il ruolo di una donna insicura e spaventata, ma capace di diventare una leonessa quando necessario; per assurdo sarebbe stato meglio affidare a lei il ruolo di Claire, ne avrebbe giovato l’intero show!

Restano ancora da valutare alcuni personaggi che si muovono al fianco dei protagonisti, che non riescono ad emergere, non si capisce se per incapacità degli attori o se per esigenze di sceneggiatura.

Lily Rabe (Claire Bennigan) svanisce quando recita accanto a Milo Ventimiglia (John Doe/ Sean Bennigan)

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Come giudicare quindi The Whispers? Onestamente sono indeciso.

All’inizio della stagione le idee e la trama erano intriganti, mantengono ancora un certo fascino ma la recitazione di alcuni degli attori impegnati nei ruoli chiave lasciano un po’ a desiderare, difetto che si ripercuote inevitabilmente si tutto il serial. Va però riconosciuto il merito agli sceneggiatori di aver strutturato la trama in modo che a metà stagione si innesti un bel cambio di marcia, aumentando il ritmo e rivitalizzando l’interesse degli spettatori.

Complessivamente, mettendo su una bilancia pregi e difetti di The Whispers mi sento di considerarlo un buon serial, magari di primissima fascia, ma meritevole ancora di esser seguito; credo che la scelta dell’emittente satellitare di programmare la sua trasmissione prima dell’uscita delle nuove stagioni di serial più “cazzuti” (da ottobre tornano The Walking Dead e Agents of S.H.I.E.L.D., giusto per citarne due a caso)  sia stata una buona mossa, in modo da non far patire a The Whispers dei paragoni difficili da vincere.

Per il parere definitivo ci rivediamo presto, quando la prima stagione sarà terminata e sapremo se The Whispers avrà una seconda stagione (per ora non ci sono nemmeno rumours su una conferma) o entrerà nel novero delle serie meteore.

Giunti a metà stagione di The Whispers dobbiamo ammettere che alcune delle ottime premesse si son perse strada facendo, affidando il salvataggio della serie ad una serie di colpi di scena azzeccati e concentrati nelle due puntate centrali. La sola speranza è che andando verso il finale la serie riesca a risollevarsi, magari ottenendo una riconferma per una seconda stagione. A RISCHIO!

6.5

Discreto

Inviato Speciale e Nerd di alto lignaggio, le sue prime parole sono state “spazio, ultima frontiera”; ha indagato nei misteri della galassia con R. Daneel Oliwav e cavalcato vermi delle sabbie su Dune, salvo poi venire arruolato nella Flotta Stellare e arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. Esperto di Warhammer 40k, Star Trek e Star Wars,appassionato di rpg, rts e fps, vi mostrerà cose che voi nerd non potreste immaginare.

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