TRILOGIA DELLA FRONTIERA

LIBRI

TRILOGIA DELLA FRONTIERA: di CORMAC McCARTHY

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La Trilogia della frontiera, tre storie ambientate nei pressi del confine fra Messico e Stati Uniti di America. I protagonisti sono sempre cowboys statunitensi che sconfinano in una terra vicina ma figlia di una diversa cultura.

Il primo s’intitola Cavalli selvaggi ed è la storia di due amici che vanno in cerca di avventura in Messico a cavallo. Il protagonista è John Grady, ragazzo minorenne che dovrà affrontare oltre confine molte e violente vicissitudini. Il secondo s’intitola Oltre il confine e racconta la storia di due fratelli che vanno in Messico probabilmente per cercare di ritrovare i cavalli rubati alla propria famiglia, che è stata sterminata in seguito al ratto. Il protagonista è Billy Parham che è appena tornato dal Messico da un’avventura spericolata con a guinzaglio una lupa, anche lui è molto giovane e minorenne. Il terzo Città della Pianura è all’inizio più pacifico e tranquillo: un ranch e diversi cowboys che lavorano insieme, fra praterie, whisky e qualche partita a scacchi. Fra loro i giovanissimi Billy Parham e John Grady che sono cugini, amici e entrambi appassionati di cavalli. L’ultimo romanzo procede a raccontare la storia dei due protagonisti delle storie precedenti; e benché l’inizio sia più light, il finale sarà forte e sensazionale come le storie precedenti. Ovviamente tutto oltre il confine. Billy s’innamorerà di una prostituta epilettica e cercherà di sposarla, ma dovrà fare i conti con il suo protettore messicano.

Sono raccolti in un volume unico edito da Einaudi e leggerli in sequenza è un piacere ed una goduria per chi ama leggere e quindi non può non amare il maestro McCarthy, uno, se non il migliore scrittore contemporaneo. Il genere è sicuramente western, ed è un genere che io non avrei mai pensato di leggere. Dopo Trilogia Della Frontiera ho capito che potrei divorare libri di qualsiasi argomento o genere basta che siano scritti con tale maestria. Le storie sono avvincenti, lente e fortemente coinvolgenti. Le descrizioni avvolgenti e poetiche, i dialoghi asciutti fra personaggi silenziosi o di poche parole. T’immagini così: facce cotte dal sole, speroni e stivali e cavalli di ogni colore e razza, cavalli che galoppano, che mangiano, che nitriscono, che si alzano sulle zampe davanti, sì perché il rapporto essere umano e cavallo è molto evidenziato e ruba parecchie pagine agli episodi e alle avventure, dando un senso forte di dialogo fra uomo e natura. Siamo così nel west, al confine con il Messico, in praterie desolate, montagne coperte da boschi e picchi avvolti dalla neve.


I NOSTRI EROI SOLCANO CAVALCANDO SENTIERI E TRACCE ALLA RICERCA DI QUALCOSA CHE POTREBBE ESSERE AMORE A VOLTE, A VOLTE VENDETTA, A VOLTE UN SIGNIFICATO, TUTTO SEMPRE DIPINTO DALLE PAROLE PRECISE E MAI SUPERFLUE DI MCCARTHY.


Il linguaggio dello scrittore americano è sempre poetico e capace di descrivere paesaggi, stati d’animo e argomentazioni filosofiche e metafisiche con maestria unica e totalmente seducente. Mai lezioso e paragonabile per tale dono alla liricità del nostro italianisssimo Biamonti. Che dire adoro McCarthy e la Trilogia della Frontiera è un libro da leggere. La sua capacità nella storia e nelle storie di introdurre personaggi di scienza o conoscenza che possano così esprimere concetti profondi e ragionamenti di spessore sulla vita, sono utili a dare voce ai pensieri dello scrittore stesso. E allora massime: “Una volta mio padre mi disse che alcune delle persone più infelici che avesse mai conosciuto erano quelle che, alla fine, erano riuscite ad avere ciò che avevano sempre desiderato.” Billy dice così a John nel terzo romanzo. E poi ancora concetti sottili e penetranti: “Perché il mondo possa sopravvivere, deve venire riempito quotidianamente.”, questo dopo una pagina in cui si parla di orrore e male, pagina 584 e inizio 585 dell’edizione Einaudi. Avrei tante altre citazioni da fare, perché McCarthy è così! I suoi libri non sono solo storie, ma contengono la missione primaria che deve avere un romanzo per essere tale: cambiare la vita a chi lo legge!!


CORMAC MCCARTHY È IL PIÙ GRANDE SCRITTORE VIVENTE.


E allora prima di chiudere questa recensione, farò un piccolo sforzo per copiare dal testo un brano selezionato da me personalmente di Trilogia Della Frontiera; è un regalo, sono le parole che dice il magnaccio messicano a John mentre combattono con un coltello, ed è una riflessione sul Messico e sugli USA: “Questo è ciò che ti ha portato qui, ciò che vi porterà sempre qui tutti. Quelli come te non tollerano l’idea che il mondo sia piatto. Che non contenga niente all’infuori di ciò che si vedono davanti. Eppure il mondo messicano è un mondo di pura esteriorità, e sotto i suoi ornamenti è davvero banale. Mentre il vostro mondo, il vostro mondo vacilla su un muto labirinto di domande. E noi vi divoreremo, amico mio. Voi e tutto il pallido impero.”.

Leggete McCarthy e convertitivi alle sacre letture che vi cambiano la vita: Steinbeck, McCarthy, Dostoevskij, Pirandello, Melville, etc…

P.S. chi volesse i miei personalissimi brani selezionati non esiti a contattarmi

SCHEDA LIBRO

  • USCITA: 28,09,1999
  • GENERE: Western
  • AUTORE: Cormac McCarthy
  • TRADUTTORE: I. Legati, R. Bernascone, A. Carosso, R. Montanari
  • EDITORE ITALIANO: Einaudi
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Ottimo

Scrittore mancato, uomo della notte, esperto di cinema e letteratura. Nasce nel 1975 in una mattina uggiosa di un piccolo ospedale di provincia. Vive ancora in un piccola città dove i pensieri possono superare più facilmente i confini. Il suo super potere è il super studio, capacità naturale di immergersi nella lettura in qualsiasi ambiente: un concerto rock, dentro un frigorifero, all’Autogrill di Pavia, sotto la doccia, in cima al faro di capo Horn. Oggi ha 42 anni scritti sulla carta d’identità, tutti i capelli in testa anche se qualcuno grigio. A breve diventerà famoso
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