WARHAMMER 40K: DAWN OF WAR 2

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WARHAMMER 40K: DAWN OF WAR 2: LA GUERRA COME NON LA AVETE MAI VISTA!

Immaginate un futuro remoto, proiettatevi a migliaia di anni dal nostro presente, e pensate ad una umanità sparsa per tutta la galassia. In questa sua conquista del cosmo, la nostra razza incontra nuove forme di vita e arriva là dove nessuno è mai giunto prima; se adesso pensate a nuove amicizie, e a una società in cui convivono diverse specie, allora andate a vedervi Star Trek e levatevi di torno! Perchè? Perchè siamo nell’universo di Warhammer 40.000, e se non lo sapeste, nel futuro del 41esimo millennio c’è solo guerra e Dawn of war 2 non fa prigionieri!

Già nell'intro si capisce che con Dawn of war 2 si fa sul serio!

Per quei pochi che non conoscono l’universo di Warhammer 40.000 faremo un piccolo ripasso di storia (futura, ma sempre storia è!).
La razza umana si è spinta un po’ ovunque nell’universo, decisa a conquistare ogni pianeta abitabile e a eliminare tutto ciò che non è umano; l’Impero è una società fortemente autoritaria, guerrafondaia e con una spiccata tendenza a tenere tutto sotto stretto controllo, al punto da limitare fortemente anche le libertà dei propri cittadini. In teoria al vertice dell’Impero ci sarebbe l’Imperatore, una semi-divinità costretta a vivere in una macchina che la tiene in vita, il Trono Dorato; visto l’apparente incapacità del governante a controllare il proprio impero, l’amministrazione imperiale è nelle mani di una burocrazia lenta e macchinosa, che ha un solo fine: espandersi.

Per questa ragione l’impero è in costante stato di guerra, con altri imperi di razze aliene, alimentando un’imponente macchina bellica; il grosso del lavoro tocca alla Guardia Imperiale, la carne da cannone impiegata come forza d’attrito contro i nemici, in attesa dell’intervento dei migliori guerrieri dell’impero: gli Adeptus Astartes, meglio noti come Space Marines! (standing ovation, prego!)
Gli Space Marines sono soldati geneticamente migliorati, tremendamente potenti, sovraumani e armati fino ai denti, pronti a combattere dentro le loro tute potenziate; questi eroici combattenti sono il simbolo stesso dell’Impero, hanno una fede cieca nella Verità Imperiale e hanno un solo scopo: combattere e vincere! Per darvi un’idea, immaginatevi dei monaci combattenti, fanatici e pronti a tutto per raggiungere il proprio obiettivo.
In Dawn of war 2 noi saremo proprio degli Space Marines con annesso arsenale letale!


COMANDARE UN ESERCITO DI SPACE MARINES E’ DAVVERO EPICO E DIVERTENTE!


Nella stupenda introduzione, scopriremo che la nostra squadra di Corvi Sanguinari è stata inviata sul pianeta Calderis, uno dei punti di reclutamento del nostro Capitolo (ovvero l’esercito cui apparteniamo); a quanto pare, il nostro avamposto è stato preso di mira da un’ondata di Orki, costringendo il Capitano Davian Thule e le reclute sotto il suo comando a resistere fino al nostro arrivo. Giunti su Calderis, dovremo innanzitutto salvare Thule e poi ricostruire il nostro esercito, cosa che faremo nelle prime missioni, una sorta di tutorial ma molto più coinvolgente; inizialmente avremo a disposizione, nel primo ingaggio, solo il nostro comandante (il nostro vero alter ego) e una Squadra tattica, un team di tre Space Marines sotto il comando del Sergente Tarkus.
Una volta salvato Thule verremo inviati a recuperare altre due squadre di Corvi Sanguinari, da inglobare nelle nostre forze; il primo è Cyrus, il sergente addestratore delle reclute scout, che ci aiuterà a salvare il Sergente Avitus, che comanda la squadra di fuoco pesante. L’ultima squadra che si unirà a noi verrà recuperata durante la terza missione, quando faremo la conoscenza del Sergente Thaddeus e dei suoi Space Marine d’Assalto, soldati da melee dotati di un comodissino jetpack.
Una volta raggruppato il nostro esercito potremo iniziare a indagare cosa stia capitando su Calderis, stupiti che gli Orki riescano a organizzare un attacco così chirurgico, visto la loro notoria stupidità; durante le nostre prime missioni scopriremo che i non certo svegli pelleverde sono “pilotati” dai più scaltri Eldar, che si sono rifugiati sul vicino pianeta di Typhon.


RARAMENTE SI TROVA IN UN RTS UNA STORIA TANTO CURATA E DETTAGLIATA COME QUELLA CHE RELIC HA CREATO PER IL SUO STRATEGICO!


Senza indugio ci imbarchiamo su un’astronave diretti proprio alla base Eldar, per eliminare la minaccia principale al nostro dominio del settore; trovato il capo degli Eldar, un Ragno del Warp, verremo a conoscenza di un piano che vede gli Eldar utilizzare gli Orki per eliminare una minaccia ancora più grande, ma il Ragno muore prima di svelarci tutto il complesso inganno. Mentre siamo ancora impegnati a darci pacche sulle spalle e a far gli eroi di guerra, il Capitano Thule ci richiama con urgenza su Calderis, dove gli orki capeggiati da un feroce capoguerra stanno assediando l’avamposto dei Corvi Sanguinari; partiamo in fretta e furia per salvare nuovamente il nostro capitano e, giunti nel vivo del combattimento, come sempre salviamo tutti (questo Capitolo sarebbe perso senza di noi!!). Ma, nel momento del giubilo finale, arriva in scena un nuovo nemico, implacabile, l’unico che possa davvero crearci problemi in questo universo: i Tiranidi, esseri che migrano per la galassia consumando interi pianeti per poi spostarsi altrove, nella loro continua smania di riprodursi e divorare l’universo. Nel nostro primo scontro ci salveremo a malapena , assistendo impotenti al ferimento del Capitano Thule, vittima del veleno dei Tiranidi; da vittoria contro i pelleverde la missione diventa una ritirata di fronte al nuovo nemico, dando la svolta alla trama del gioco.
Tornati a bordo della nostra astronave, la Armageddon, scopriremo che Calderis e il suo sistema planetario sono le nuove vittime della migrazione Tiranide; il nostro obiettivo è fermarli e per farlo dovremo compiere tre missioni cruciali: difendere il Dispositivo Astronomico su Typhon, raccogliere un campione di bio-tossina tiranide per salvare Thule su Calderis e prendere possesso della Forgia degli Angeli sul vicino pianeta di Meridian.
Alla nostra nave viene inviata una comunicazione da parte del Capitano Gabriel Angelos (il protagonista del primo Dawn of War), che ci comunica che la sua nave, la Litania della Furia, sta arrivando per aiutarci; rinfrancati da questa buona notizia, ci tuffiamo a capofitto nelle nostre missioni! Durante queste però perderemo il valido supporto del Tecmarine Martellus, che cadrà nella difesa del Dispositivo Astronomico, ma, grazie alla tossina recuperata, riusciremo a curare Thule, che, restando comunque menomato, verrà salvato inserendo il suo corpo in un Dreadnought, una sorta di robot da battaglia che diventerà l’ultimo anello del nostro esercito! Da questo punto in poi, Dawn of War 2 ha una sola missione: sterminare gli odiati xenos!!!!

Durante le missioni i nostri fratelli Space Marines non esiteranno a proporci delle strategie

Come avrete capito, Relic ha dato nuovamente prova di sapere come si programma un buon gioco strategico. Nonostante l’ottimo lavoro con il precedente capitolo, in questo secondo episodio della serie l’impostazione di gioco viene radicalmente modificata, creando un qualcosa di mai visto prima!
Nel primo Dawn of war, Relic aveva mantenuto la classica impostazione da RTS: crea una base, raccogli risorse, crea nuove strutture per addestrare truppe migliori e poi si parte per massacrare tutti; in pratica il classico gameplay da RTS come lo vediamo ancora oggi su capolavori come Starcraft 2. Con Dawn of War 2 invece Relic sceglie di dare una nuova visione di gioco al genere; a rendere possibile la nuova rotta è anche il tipo di lore su cui si basa il titolo, visto che spesso nell’universo di Warhammer 40.000 gli Space Marines si muovono in piccoli gruppi (con tutta sta cattiveria che si portano dietro già in pochi fanno macello!). Sfruttando questa capacità dei protagonisti, alla Relic hanno pensato di togliere la limitante (e fastidiosa, ammettiamolo gente!) abitudine di ricondurre tutto a base-raccolta-produzione, togliendo la parte di gestione economica (è un gioco di guerra, non di contabilità, diamine!!).

In questa ottica, noi avremo in gioco al massimo quattro squadre, che dovranno bastarci per completare le nostre missioni; ovviamente potremo subire delle perdite, e per poter reclutare nuovi combattenti dovremo prendere possesso di punti di controllo, da cui potremo richiedere l’invio di rinforzi. Oltre a farci da punti di rinforzo potremo usare questi radiofari come safe point in cui rifugiarci durante le ritirate; questa concessione alla conquista è il solo richiamo alla vecchia corsa alle risorse, cosa che rende effettivamente il gioco più veloce e guerrafondaio

In termini di potenza del nostro esercito, durante le missioni potremo conquistare due tipi di strutture, ma solo una per missione; se sceglieremo di prendere possesso di una cappella, aumentaremo la nostra influenza nel sistema e ottenendo dei bonus in termini di combattimento, mentre un manifactorum ci consentirà un maggior numero di rifornimenti. La scelta sembra ininfluente all’inizio, ma andando avanti nel gioco sarà di fondamentale importanza, condizionando non poco la nostra guerra.


DAWN OF WAR 2 OFFRE UN NUOVO MODO DI GESTIRE LA PARTE ECONOMICA DEGLI RTS, PREFERENDO CONCENTRARSI SULL’ASPETTO TATTICO E STRATEGICO


Ma la vera forza motrice della guerra sono i nostri soldati! Con l’avanzare delle missioni ogni squadra acquisterà dei punti esperienza che consentiranno di sbloccare delle abilità, raggiungibili investendo un certo quantitativo di punti nei quattro rami di specializzazione (stamina, attacco ravvicinato, attacco a distanza e energia); in base all’utilizzo che vogliamo fare di ogni squadra dovremo spendere sapientemente i nostri punti abilità, in modo da ottenere il massimo dai nostri soldati.

Questo richiamo al mondo degli RPG è una gradita novità, ci consente di dare alle nostre truppe un’impronta personale, permettendoci anche di rigiocare più volte Dawn of War 2 per provare nuovi approcci; per non farsi mancare nulla, durante le missioni uccidendo i nemici potremo entrare in possesso di nuove armi e armature, che entreranno nel nostro arsenale e che potremo equipaggiare sui nostri soldati, rendendoli ulteriormente letali. Non solo cambieranno le loro statistiche, ma anche l’aspetto subirà dei cambiamenti netti, dando un’aria sempre più letale ai nostri soldati; alcune armature particolari ci daranno anche delle abilità particolari che potremmo sfoderare in battaglia nei momenti più disperati, cambiando radicalmente l’andamento dello scontro.

Per gestire tutto questo gigantesco arsenale, avremo un’apposita schermata, in cui potremo avere comodamente sott’occhio le statistiche del personaggio, le armi in dotazione e quelle disponibili (in rosso appariranno quelle specifiche per altre truppe e non utilizzabili da tutti); ogni personaggio avrà anche uno slot equipaggiamento speciale, in cui troveranno spazio dei particolari oggetti da utilizzare negli scontri (equipaggiamenti attivi, come granate e torrette) o che renderanno ancora più potenti il personaggio e la sua squadra (equipaggiamenti passivi, che non richiedono attivazioni, come i sigilli imperiali di purezza, che aumentano resistenza e precisione di tiro).

Su questa schermata dovremo passare parecchio tempo, cercando di ottenere un equilibrio perfetto nelle squadre che schiereremo; tenete presente che nelle missioni generalmente ogni squadra potrà dare il suo apporto, ma in alcuni ingaggi avremo a che fare con particolari nemici che richiedono l’utilizzo di un’arma apposita per essere sconfitti. Questa necessità e la pianificazione delle missioni devono essere il nostro metro di giudizio per assemblare il giusto gruppo di battaglia per ogni scontro, in modo da poter arrivare a fine missione con il più alto punteggio possibile di Xp da poter investire sulle nostre truppe.


LA COMPONENTE DA RPG ARRICCHISCE LA NOSTRA ESPERIENZA DI GIOCO IN MODO CONVINCENTE 


Il vero pericolo, però, di un RTS è la ripetitività, il rischio di forzare il giocatore a ripetere continuamente le stesse azioni senza introdurre mai nuovi elementi; Relic ha una certa esperienza con questo genere di giochi (avete presente la serie Company of Heroes? Sempre di Relic, e scusate se è poco!) e anche in questo frangete ha messo in campo la sua genialità. Il primo pilastro a sostegno della giocabilità è la trama, ricca e dettagliata, che ci mette spesso in condizione di dover affrontare obiettivi secondari, prolungando le nostre missioni anche in aspetti non previsti dal nostro ingaggio; ad allontanare definitivamente la noia ci pensa la varietà di missioni, che passano dalla scorta di personaggi all’eliminazione di determinati capi nemici, senza dimenticare la difesa di obiettivi già conquistati ma che i nemici intendono riprendersi. Come se non bastasse, alcune missioni hanno un limitato arco temporale per esser svolte, e spostarsi tra i tre pianeti ci costa un giorno a viaggio; spesso capiterà di dover scegliere tra due o più missioni, sapendo che non potremo svolgerle entrambe, e forzando la nostra decisione in termini di equipaggiamento premio o di valore del punto strategico a rischio. Questo gameplay tattico è una vera perla, un sistema dinamico e reattivo che si adatta alle nostre scelte e che, a sua volta, forza le nostre decisioni, portandoci comunque a seguire una strategia che abbia un respiro molto ampio e non si limiti al completamento della singola missione scelta.
I briefing e debriefing delle missioni saranno presentati come delle comunicazioni tra noi e i nostri fratelli Space Marine, sottoforma di video che verranno proiettati in piccoli schermi nella videata delle mappe planetarie. Anche durante le missioni capiterà di vedere dei simili filmati, solitamente come complemento ai divertenti scambi verbali fra i nostri soldati; anche questa cura al contesto in cui si snodano le nostre missioni, l’approfondimento delle dinamiche sociali del nostro piccolo esercito aiuta a rompere la potenziale monotonia del gioco e a coinvolgere ulteriormente il giocatore.

La mappa planetaria ci mostrerà tutte le missioni disponibili e le relative info

Dawn of war 2, come abbiamo detto, deve anche rispettare un rigido contesto, con un’esperienza ventennale di miniature e letteratura che ne delinea con precisione i dettami stilistici, specialmente dal punto di vista grafico. Anche in questo caso, Relic si conferma leader nel settore RTS; i modelli degli Space Marines e dei loro nemici sono riprodotti fedelmente, con una realizzazione delle armature e delle armi perfetta. Anche durante i momenti più frenetici della battaglia la sensazione di realismo è impressionante, le animazioni di ogni modello sono fluide e personali; mi è capitato spesso di zoomare sulle battaglie per godere di ottime scene, notando anche le espressioni facciali dei personaggi, soprattutto quando attivavo delle particolari abilità e stupendomi come si sia stata investita così tanta cura nei dettagli per un gioco che, in fondo, si affronta con una visuale quanto più lontana possibile, in modo da poter gestire efficacemente il proprio esercito.
Tra una missione e l’altra le schermate di caricamento sono sfruttate per darci ulteriori dettagli sulla storia dei nostri Sergenti, ottimizzando il tempo solitamente sprecato nei caricamenti (comunque rapidissimi in Dawn of War 2) per tenere il giocatore con la soglia d’attenzione alta, e soprattutto facendolo ulteriormente appassionare ai suoi soldati; non mancheranno, poi, numerosi filmati di introduzione a particolari missioni, realizzati in CGI come la presentazione, e magistralmente realizzati, al punto che guardandoli come fossero un tutt’uno sembrano un film d’animazione. Da appassionato del mondo di Warhammer 40.000 posso solo che applaudire lo stupendo lavoro degli sviluppatori, che con Dawn o f war 2, è riuscita a creare la migliore trasposizione videoludica dell’universo degli Space Marine.

Il profondo rispetto di Relic per il lore della creatura di Games Workshop appare evidente sotto l’aspetto più importante: la fedeltà dei personaggi. Se gli Space Marine sono resi con una fedeltà totale alla loro anima guerrafondaia, anche grazie a un vasto campionario di frasi tipiche, non da meno sono i nemici; ogni razza viene presentata con coerenza non solo dal punto di vista grafico (forse la parte più facile) ma anche l’approccio agli scontri, la propria strategia e le tipiche esclamazioni (in certi momenti le battute degli Orki fanno davvero sganasciare!) sono un monumeto a Warhammer 40.000. Mentre avremo Orki violenti e propensi allo scontro senza curare il minimo approccio tattico, i subdoli Eldar faranno dello stealth e della toccata e fuga la loro arma principale, lasciando ai Tiranidi la strategia della guerra di logoramento e guerra lampo, grazie alla quantità spropositata di truppe che possono inviare sul campo; è una varietà di strategie che non solo omaggia il canone del mondo cui si ispira, ma torna a beneficio anche della varietà del gioco.


IL MULTIPLAYER DI DAWN OF WAR 2 E’ INDUBBIAMENTE UNO DEI MIGLIORI DEL MONDO RTS


Naturalmente un gioco come Dawn of war 2 non può non avere un comparto multiplayer di primissimo livello. Onestamente in Italia si sono avuti alcuni problemi, ai tempi in cui il gioco girava sul maledetto Games for Windows; gli utenti di alcuni gestori internet nostrani erano bloccati nel multiplayer per un mai risolto problema fra il codice del gioco e alcuni limitazioni dei router, impedendo quindi ai giocatori di potersi affrontare on line; il problema è stato risolto solamente con l’uscita della seconda espansione del gioco, Retribution, che ha offerto finalmente anche agli Space Marine tricolore la possibilità di guerreggiare degnamente in Rete.
Nei match online l’impostazione riprende però un approccio classico; avremo nuovamente una base principale, da cui usciranno tutte le nostre truppe, e una minima economia, divisa tra requisizione ed energia. Queste due risorse saranno fondamentali sia per la creazione di truppe che per il migliorare la nostra base; quest’ultima avrà tre tier di produzione, avanzando nei quali si sbloccheranno nuove truppe, sempre più forti e adatte all’avanzare della battaglia. Bisogna stare attenti, perchè anche nell’on line non potremo creare eserciti imponenti, ma avremo un limite di popolazione con cui gestire le nostre truppe, all’interno del quale vengono annoverate anche torrette e macchine da guerra; questo ci costringe a stare attenti anche ai potenziamenti che daremo alle nostre truppe, visto che anche aggiungere un commissario ad una squadra di Guardia Imperiale o costruire una torretta con il Techmarine ci porterà via prezioso spazio nel nostro esercito! Gli scontri in rete permettono battaglie fino 3vs3, in cui il coordinamento con altri giocatori sarà decisivo; anche se i nostri eserciti conquisteranno esperienza combattendo on line, questa Xp serve solo a due cose: migliorare graficamente i nostri soldati e gonfiare il nostro ego (e si gonfia, ah come si gonfia!).
Personalmente ho provato il comparto on line solamente di Retribution, per i problemi di cui sopra; se nel single player potevo tenere la grafica a livelli massimi godendomi di dettagli spettacolari, nell’online ho dovuto rinunciare a qualche chicca visiva per ottenere una maggior fluidità nell’invio dei pacchetti dati. Devo confessare che nella frenesia della battaglia non si nota nemmeno, rendendo questo sacrificio indolore, visto che il non perdere omini ci assorbirà a tal punto che non noteremo nemmeno l’assenza di ombre o qualche faccia un po’ più squadrata.

Prima ho accennato alla presenza di due espansioni per Dawn Of war 2.
La prima è Chaos Rising. L’espansione riprende la storia esattamente da dove si interrompe nel gioco principale, introducendo la nuova razza del Chaos, una versione malvagia e corrotta dell’Impero dell’Umanità; grazie all’arrivo di questo Lato Oscuro, il nostro personaggio potrà anche scegliere di passare da campione dell’Impero a eroe decaduto, seguendo un percorso che lo porterà più vicino al Chaos, tramite scelte in gioco e l’equipaggiare degli item macchiati da un potere corrotto. Durante la storia (piuttosto lunga per essere una semplice espansione) incontreremo vecchi amici creduti dispersi, fronteggeremo nuove minacce e avremo modo di combattere su nuovi terreni di scontro (come in uno Space Hulk, un immenso ammasso di relitti stellari che vaga senza meta nella galassia); nemmeno da dire, Relic confeziona nuovamente un ottimo prodotto in piena linea con la tradizione di Warhammer 40.000!
Più difficile è analizzare Retribution, la seconda espansione stand alone di Dawn of war 2. è sempre un prodotto ottimo, credetemi, ma sembra sia stato pensando solo per l’online; la trama, di per sè originale e in linea con la precedente narrazione, è corta, e viene ripresentata nella stessa sostanza e con la stessa catena di eventi per tutte le razze presenti; non crea un contesto organico, presentando i diversi punti di vista, è proprio la stessa, in ogni aspetto, con la sola differenza che la si gioca con una razza diversa. È forse l’unico difetto dell’intera serie, una sorta di lavoro fatto sbrigativamente per dare anche al single player un altro po’ di vita; personalmente avrei saltato questo aspetto, preferendo tralasciarlo volutamente piuttosto che dare un qualcosa di così scarno in pasto ai giocatori. Sull’aspetto on line solo elogi, invece. Viene riproposto l’ottimo lavoro, con l’aggiunta di tutte le razze giocabili già viste con l’aggiunta della Guardia Imperiale (a mio parere i migliori, la spina dorsale delle armate dell’Impero); se negli altri titoli era già presenta un modalità di coop, in questa espansione viene introdotta la modalità Last Stand, un scontro in cui tre giocatori, ognuno col proprio eroe preferito, deve resistere a venti ondate di nemici all’interno di particolari arene. Questa modalità ha avuto un tale successo che gli sviluppatori hanno deciso di mettere in commercio il Last Stand come gioco stand alone, per poter accontentare anche chi cercava un arena game dedicato a Warhammer 40.000.
Schiavi della mania del momento, anche in Relic hanno deciso di introdurre i DLC, spesso dei semplici cambi di livree per gli eserciti dedicati ai fanatici del mondo di Warhammer 40.000 (che carini, mi hanno pensato!), ma a volte dei pacchetti di equipment davvero tosti che potevano cambiare l’andamento degli scontri, anche se quasi sempre mirati al Last Stand (come il Comandante Tau); nulla di così massiccio da cambiare gli equilibri di una battaglia in un multiplayer, ma ormai sapete come odio i DLC!

Nel multiplayer torna una minima componente di accumulo risorse

Direi che abbiamo visto ogni aspetto di Dawn of war 2, quindi posso dirvi che siamo di fronte a un signor RTS, il primo che ha avuto il coraggio di mostrare qualcosa di nuovo sotto l’aspetto più importante, quello del gameplay; se siete affezioanti all’impronta economica degli strategici e adorate le basi affollate di edifici, forse non è il gioco che fa per voi (e sarebbe meglio deste un’occhiata al comunque spettacolare Starcraft 2 o al primo Dawn of war). Per chi cerca un RTS che premi la tattica e la strategia, allora Dawn of war 2 è la giusta risposta alla vostra richiesta; se poi aggiungiamo il fascino di un mondo profondo e così ben caratterizzato come quello di Warhammer 40.000 direi che abbiamo trovato pane per i nostri denti!
Quindi caricate i bolter, indossate la vostra armatura e ricordate il motto della Guardia Imperiale : solo nella morte finisce il dovere!

Dawn of war 2 è un vero gioiello del panorama RTS. Nuove dinamiche di gioco danno nuova linfa al genere, da parecchio fossilizzato su un gameply ripetitivo; un'ambientazione strepitosa e una grafica di primissimo livello aggiungono valore ad un prodotto di per sè già ottimo. LEGGENDARIO

SCHEDA DEL GIOCO

  • RILASCIATO: 20 Febbraio 2009
  • GENERE: Strategico in tempo reale
  • SVILUPPATORE: Relic Entertainment
  • PUBLISHER: THQ
pagina Nerdgate il portale nerd

GALLERIA IMMAGINI

TRAILER DEL GIOCO

TOP 10 DEL MESE

Good

  • Ambientazione ideale per un RTS
  • Massimo rispetto per il lore di Warhammer 40k
  • Missioni varie e ben costruite
  • Personalizzazione delle proprie truppe
  • Multiplayer ottimo
  • Grafica eccezionale

Bad

  • Qualche problema di multiplayer nel gioco principale
  • In Retribution la campagna in singolo è poco curata
8.5

Ottimo

Inviato Speciale e Nerd di alto lignaggio, le sue prime parole sono state “spazio, ultima frontiera”; ha indagato nei misteri della galassia con R. Daneel Oliwav e cavalcato vermi delle sabbie su Dune, salvo poi venire arruolato nella Flotta Stellare e arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. Esperto di Warhammer 40k, Star Trek e Star Wars,appassionato di rpg, rts e fps, vi mostrerà cose che voi nerd non potreste immaginare.
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