YOUTH: LA GIOVINEZZA – Recensione

FILM

YOUTH: LA GIOVINEZZA – STILE SORRENTINO

Quant’è bella giovinezza…” diceva il Magnifico, ma non c’entra nulla con il film di Sorrentino e di gioventù se ne vede poca. Un lussuoso albergo in Svizzera con centro benessere e cure termali è il luogo d’incontro e soggiorno per alcuni personaggi famosi attori, sportivi, musicisti, scrittori e altre persone per la maggiore anziane e benestanti. La storia ruota intorno ai molti dialoghi fra due amici: un direttore d’orchestra (leggenda vivente)( Michael Caine) e uno sceneggiatore anziano (Harvey Keitel) che sta dipanando la sua ultima storia e altri personaggi minori benché famosi fra cui anche un Maradona obeso e macilento. Arriverà anche a metà film a deliziare il pubblico a casa e il pubblico nel film con un nudo miss Universo (wow un nudo mondiale. Il resto sono ricordi e ricordi e qualche rimpianto e poi ancora ricordi.


POCA GIOVINEZZA IN YOUTH


Il film è lento e piacevole, ma nulla più. Una bellissima fotografia anche se collocata in pochi ambienti. Ottimi ma veramente ottimi attori come Caine e Ketel che si portano sulla schiena l’andamento totale della storia e dello spettacolo. Caine è bravissimo, uno stile english inconfondibile e una recitazione disillusa e angelica degna di un vecchio felice e grandi capacità espressiva tanto che mentre guardavo Youth ho pensato fra me e me: “Perché Caine non ha mai interpretato 007? E’ veramente affascinante e inglese come mi sono sempre immaginato io Bond.” E poi Keitel: nel film di Sorrentino brilla meno, ma la sua recitazione è calma e serena come chi sa che non deve ormai dimostrare più nulla; in effetti dopo il Cattivo Tenente può vivere di rendita.

Youth-la-giovinezza

Va beh torniamo al film: piacevole ma non a livello della Grande Bellezza. Youth ha dei buoni attori e un grandissimo regista, il soggetto è molto vicino alla morte, alla fine e al termine, la fotografia è perfetta, quindi cosa manca? Mancano i contenuti! I dialoghi sono ben costruiti e sfiorano temi profondi e esistenziali, stuzzicando concetti importanti in pochi e poveri accenni. Manca quindi profondità e un pensiero strutturato in grado di rovistare nel torbido dell’esistenza. Insomma il film pecca un po’ di presunzione forse nell’affrontare tematiche filosofiche senza un reale costrutto filosofico.

Chiudendo non posso non sottolineare il fatto che il soggetto, l’ambientazione, alcuni punti di vista sono molti simili alla Montagna di T. Mann, sicuramente Mann in maniera estremamente lenta ed estenuante centrava l’esistenzialità dei contenuti e della vita senza lasciare nulla di intentato. Mann era un genio. Sorrentino sei Ok, non a livello della Grande Bellezza ma comunque un bel racconto e la fortuna di poter dirigere il meglio degli attori di tutto il mondo. Diana Ghenea in Miss Universo è mondiale: bellezza e sensualità, vale il prezzo del biglietto.

Paolo Sorrentino con Youth non riesce ad arrivare ai livelli della Grande Bellezza ma comunque si tratta di un bel racconto recitato da grandi attori.

SCHEDA FILM


  • RILASCIATO: 2015
  • GENERE: drammatico
  • DURATA: 118 minuti
  • REGIA: Paolo Sorrentino
  • SCENEGGIATURA: Paolo Sorrentino
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6.5

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