BETTER CALL SAUL

Manuel Enrico 22 Gen 2016

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BETTER CALL SAUL: LA NASCITA DI SAUL GOODMAN

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Una delle migliori serie degli ultimi anni è stata sicuramente The Breaking Bad, è innegabile; le avventure del professor White (un magistrale Brian Cranston) e di Jesse Pinkman (Aaron Paul) sono state una vera rivelazione, hanno colpito il pubblico in modo profondamente al punto che il serial creato di Vince Gilligan è diventato un vero fenomeno di costume.

Ma oltre ai due protagonisti, a fare la fortuna dello show è stato anche un personaggio secondario che in breve è diventato uno dei simboli di Breaking Bad: Saul Goodman!

L’entrata in scena di Saul è stato un vero tocco di genio da parte di Vince Gillian, che ha arricchito un già nutrito cast di ottimi personaggi (dico, vogliamo parlare di Gustavo Fring?) con l’uomo di legge meno rispettoso della giurisprudenza che si sia mai visto.

Con la fine di Breaking Bad erano subito iniziate a circolare le voci di corridoio su una serie spin-off, lasciando ai fan la curiosità su chi sarebbe stato il protagonista. Quando ho saputo che Gillian avrebbe riportato Bob Odenkirk ad indossare gli improbabili completi di Saul, non stavo più nella pelle!

Pochi giorni fa Netflix ha portato anche in Italia la prima stagione di Better Call Saul, la serie che racconta il passato del nostro avvocato preferito, ed ovviamente mi sono sparato una full immersion di Saul, con una sorpresa: non c’è Saul Goodman!

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VINCE GILLIGAN CI RIPORTA AD ALBUQUERQUE PER ASSISTERE ALLA NASCITA DI SAUL GOODMAN

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La serie porta il nome di Saul Goodman, ma come sa chi ha visto il serial originario, il vero nome del protagonista è un altro. In questo show Gillian ha deciso di mostrare agli spettatori l’origine del personaggio di Odenkirk, e quindi ci troviamo qualche anno prima degli eventi narrati in Breaking Bad.

Nel primo episodio, ad onor del vero, troviamo un Saul diverso, con baffi ed occhiali che lavora in un anonimo fast food in un centro commerciale di Omaha, in Nebraska; una vita piatta ed ordinaria, con il continuo incubo di essere riconosciuto da qualche oscuro figuro arrivato dal passato. Le uniche soddisfazioni per questo uomo qualunque sono i film e le videocassette su cui sono registrati gli spot della sua precedente vita come Saul Goodman.

Dopo questo breve inciso in bianco e nero, la vicenda ci porta nella ben nota Albuquerque, in New Mexico, nel 2002; Saul Goodman risponde ancora al nome legale di James “Jim” McGill, un piccolo avvocato che sta faticosamente cercando di farsi largo nella feroce selva di avvocati della zona. Nonostante si riconosca il volto di Saul, è curioso vedere questo Jim faticare a convincere una giuria, come se non avesse ancora il giusto mordente per essere quel geniale affabulatore che abbiamo conosciuto; per sbarcare il lunario, il nostro James accetta di fare l’avvocato d’ufficio, guadagnando poco, vivendo nel retrobottega di un centro estetico cinese.

Nella sua vita non ci sono amicizie, i suoi unici rapporti sono con Kim, ex-collega dello studio legale HMM,e con il fratello Chuck, famoso e rispettato avvocato fondatore dello studio legale HMM, ed attualmente malato di intolleranza ai campi magnetici. James cerca in ogni modo di prendersi cura del fratello, che cerca di mantenerlo sulla strada giusta come avvocato, spingendolo a dare sempre il meglio di sé; confesso che mi sembrava impossibile che lo spregiudicato Saul potesse essere davvero questo James, così morigerato, anche se con una piccola propensione all’inganno.

[/vc_column_text][vc_custom_heading text=”L’avvocato James McGill non vi ricorda qualcuno?” font_container=”tag:p|font_size:14|text_align:center|color:%23dd3333″ google_fonts=”font_family:Roboto%20Slab%3A100%2C300%2Cregular%2C700|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal”][vc_single_image image=”13791″ img_size=”full” alignment=”center”][vc_column_text]

Nel corso della stagione si vede come in realtà James abbia un passato da piccolo truffatore, una vita al limite della legalità che ha concluso con un arresto, momento in cui il fratello Chuck arriva a salvarlo dalla sicura detenzione che lo attende; è il momento catartico di una vita, il turning point di fronte a cui Sleeping Jimmy il truffatore deve diventare James McGills, l’uomo per bene.

Tutta la prima stagione mostra il percorso personale di James, intenzionato in ogni modo a diventare una persona per bene, uno stimato avvocato come il fratello; Odenkirk da nuovamente vita ad un personaggio strepitoso, che di Saul ha il volto e qualche breve accenno, ma che cerca di fare sempre “la cosa giusta”. La tentazione di James di ricascare nella vecchia vita di mezzucoli e piccoli raggiri per tirare su qualche causa si scontra con la morale amorevole del fratello, che influenza pesantemente il suo comportamento; nonostante spesso i suoi trucchetti potrebbero aiutarlo a far fortuna, alla fine la voce della coscienza lo riporta sulla retta via, soprattutto per non deludere il fratello Chuck che sembra finalmente fiero di lui.

Nei continui flashback della serie, assistiamo alla caduta di Sleeping Jimmy e alla nascita di James McGill, dapprima addetto alla corrispondenza dell’ufficio del fratello, e poi avvocato, dopo un duro percorso di studio per corrispondenza; la scena in cui James comunica al fratello di essere avvocato è toccante, mostra il desiderio, la necessità di un riscatto personale che passa per l’approvazione di Chuck, l’esempio a cui James si ispira.

Ma la vita deve andare secondo un preciso disegno, e nemmeno la volontà di James può resistere a questo richiamo. Devo ammettere che vedere James cercare sempre di adempiere al suo dovere, nonostante qualche scivolone, è divertente e al contempo malinconico, come se l’universo giocasse con al vita di James. Nel corso delle sue peripezie, l’apprendista avvocato incontrerà delle (future) vecchie conoscenze, ma soprattutto quello che per noi fan di Breaking Bad è stato il suo compagno in parecchi “casi”: Mike Ehrmantraut. Il risolutore di problemi in Breaking Bad qui è il custode del parcheggio del tribunale, occupazione grazie alla quale conosce James, con un’iniziale antipatia reciproca. È curioso ed intrigante seguire la nascita e crescita del loro rapporto, grazie al quale si scopre di più anche sul passato del personaggio interpretato da Jonathan Banks.

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FARE LA COSA GIUSTA NON SEMPRE SIGNIFICA OTTENERE IL MEGLIO PER SÈ, MA JAMES MCGILLS È INTENZIONATO A PROVARCI AD OGNI COSTO

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La forza di Better Call Saul è quella di presentare un personaggio amato dai fan sotto una luce diversa, spiazzando lo spettatore che si ostina a cercare un dettaglio che mostri un piccolo segno della presenza di Saul in questo James McGill; un’intera stagione (10 episodi) scorre nel mostrarci come James lentamente, fatalmente inizi ad assumere il ruolo di Saul, con un solo accenno a quel nome in tutta la prima stagione, un eco che però ci incolla allo schermo, pronti ad assistere alla nascita di Goodman (ricordato sempre nelle brevi sigle iniziale tramite degli oggetti del personaggio). Eppure James non cede, incassa delusioni e bordate stoicamente, vuole a tutti i costi mantenersi il più pulito possibile, inizia a crearsi dei piccoli alibi mentali per non scivolare nell’illegalità, mantenendosi in una zona grigia. Il suo punto di forza è Chuck, il fratello che non può deludere e a cui deve la sua nuova vita; il rapporto tra i due McGill è fondamentale, nella tenerezza con cui James cura Chuck e nel modo sempre protettivo e stimolante con cui a sua volta Chuck incoraggia James a non mollare, a tenere duro.

[/vc_column_text][vc_custom_heading text=”L’espressione delusa sarà una compagna fedele per il povero James” font_container=”tag:p|font_size:14|text_align:center|color:%23dd3333″ google_fonts=”font_family:Roboto%20Slab%3A100%2C300%2Cregular%2C700|font_style:400%20regular%3A400%3Anormal”][vc_single_image image=”13792″ img_size=”full” alignment=”center”][vc_column_text]

Ma anche se non viene nominato Saul lotta per emergere, e come un buon sceneggiatore sa all’ultimo deve arrivare l’evento scatenante, quel fattore che fa scattare la molla per cui tutto cambia, o , nel nostro caso, inizia; non vi dirò nulla, solo gustatevi con molta attenzione gli ultimi momenti dell’episodio finale, perché personalmente in qui brevi istanti, in una battuta secca e tagliente io ho visto Saul.

Posso sbagliarmi, ma la risposta non tarderà ad arrivare, visto che a febbraio Netflix manderà in onda, con cadenza settimanale, la seconda stagione di Better Call Saul, ed io sono pronto a scommettere che ne vedremo delle belle!!!

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  • GENERE: Legal Drama
  • CREATORE: Vince Gilligan
  • NETWORK: Netflix

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