Call of Duty Black Ops 4: la rivoluzione del brand inizia da qui

Call of Duty Black Ops 4: la rivoluzione del brand inizia da qui

Call of Duty Black Ops 4 è il nuovo capitolo della famosissima serie che durante gli ultimi anni ha riscosso un notevole successo con il terzo capitolo e la penultima uscita “WW II”.
Questa volta però Activision cambia le carte in tavola dopo molti anni e lo fa con il team di Treyarch che come ben sappiamo guida il progetto “Black Ops” sin dalla prima uscita, il primo passo è stato quello di eliminare la modalità campagna (scelta molto discussa tra i giocatori) visto che il punto di forza del titolo, e la modalità più giocata, è stato sempre il multiplayer online e così facendo il team si è potuto concentrare al 100 % su di esso, tirando fuori una modalità davvero eccellente mantenendo la struttura di sempre con qualche miglioria ben accetta. Le modalità di gioco sono sostanzialmente tre: Multiplayer, Blackout e Zombie. Come ho detto in precedenza il multiplayer è stato mantenuto lo stesso di sempre ma con delle aggiunte davvero niente male, a partire dalla salute del giocatore che per la prima volta sarà manuale e quindi per curarsi si dovrà premere un tasto con un cooldown di circa tre secondi. Le mappe di gioco sono 14 e nel multiplayer ci saranno 8 modalità giocabili, le mappe sono tutte nuove tranne qualche ritorno (ben apprezzato) e hanno una grandezza media. Il giocatore potrà scegliere il suo specialista prima di iniziare la partita e come successe col predecessore ciascuno ha abilità uniche, che potranno davvero cambiare le sorti della partita. Una parola va detta anche sullo sbilanciamento di questi personaggi, perché purtroppo ci sono alcuni specialisti che hanno abilità più potenziate rispetto ad altri come per esempio Nomad che libera un cane da guerra che correrà per tutta la mappa in cerca di giocatori da uccidere e uccidere l’animale non è per niente facile per via della sua velocità. Oppure Prophet che lancia delle scariche elettriche dal suo fucile che immobilizzano il giocatore per alcuni secondi, e purtroppo online questo sbilanciamento si sente abbastanza. Tutto questo però non compromette l’esperienza di gioco che resta comunque molto divertente e competitiva come non mai. Le modalità del multiplayer sono le classiche tranne per qualche aggiunta come la modalità controllo che strizza l’occhio ai titoli competitivi come Rainbow Six Siege.

 

la modalità più attesa sin dall’annuncio è senza ombra di dubbio Blackout, la primissima Battle Royale di Call of Duty. Ci sono tra gli 88 e i 100 partecipanti ( a seconda della modalità) e per vincere bisognerà arrivare sani e salvi fino alla fine dove ne rimarrà soltanto uno (o una squadra). la mappa di gioco si restringerà man mano che passeranno i minuti fino a diventare piccolissima. Le partite durano circa una ventina di minuti, l’area di gioco sarà sempre la stessa (per ora almeno) e l’obiettivo quindi è solo questo: sopravvivere. Questa Battle Royale non si discosta molto dalle altre, non brilla di luce propria però avendo un feeling diverso da un PUBG o da Fortnite riesce ad essere più accessibile. Ha un ritmo di gioco ovviamente meno veloce della modalità multiplayer che permette ai giocatori di giocare una modalità più seria e competitiva, restando sempre il caro e vecchio COD.

L’ultima modalità è Zombi, il gioco cambia quasi completamente dedicandosi ad una componente cooperativa e narrativa. Sono presenti tre campagne Zombi e due filoni principali: Caos e Etere. Strutturalmente le campagne sono uno spettacolo per gli occhi, visto che la prima è ambientata in un anfiteatro romano con una arena di gladiatori dove il pubblico assiste al virus degli zombi, la seconda vede il Titanic come protagonista e la terza è un remake della storica “Mob of the Dead” di Black Ops II. Ogni campagna è diversa, ci sono molte divisioni delle specialità che vengono gestite con gli altari di Zeus e Odino oppure con i classici distributori di bevande. Una modalità quindi ben sviluppata e sopratutto in continua evoluzione, ottima da giocare come al solito in singolo, online oppure anche in multiplayer locale con schermo condiviso. In conclusione Call of Duty Black Ops 4 è un titolo ben riuscito, divertente e ricco di contenuti originali. Segna un ottimo punto di partenza per questo brand che con l’avanzare degli anni non invecchia mai.

Un ragazzo, classe 96, cresciuto con una grande passione per i videogiochi e il cinema, con in sottofondo “American Idiot” dei Green Day.

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