La Furia di Eternal Warrior: Labirinto – Recensione

FUMETTI

LA FURIA DI ETERNAL WARRIOR: LABIRINTO – NON ESISTE PRIGIONE PER GILAD

Come avete potuto modo di leggere dai nostri ultimi articoli, noi di Nerdgate abbiamo intenzione di focalizzarci anche sulle produzioni Valiant Comics. Questo universo fumettistico, edito in Italia da Star Comics, offre delle testate molto variegate, scritte e disegnate da team creativi eccezionali  e soprattutto interconnesse far loro come accade negli universi supereroistici di Marvel e DC Comics. Oggi parliamo del secondo volume di La Furia di Eternal Warrior: Il Labirinto, secondo volume della serie dedicata al guerriero eterno, scritta da Robert Venditti (Lanterne Verdi, X-O Manowar) e disegnata principalmente da Raul Allen e altri artisti.

Leggi anche la nostra recensione di La Furia di Eternal Warrior: Dalle Ceneri

 

Dopo un primo volume breve (ma intenso) dedicato alla spiegazione del processo tramite il quale Gilad, il Guerriero Eterno, torna in vita ogni qualvolta desideri, questo secondo volume è composto da ben due archi narrativi, uno breve composto da due albi ed uno più lungo di quattro albi. Nel primo story-arc avevamo modo di leggere le sofferenze senza fine che Gilad è costretto ad affrontare per continuare ad adempiere il suo compito da protettore dei Geomanti, ma niente riesce a fermare il Guerriero Eterno, temprato da millenni di dolore.

La Furia di Eternal Warrior 1

Nella prima parte di La Furia di Eternal Warrior: Il Labirinto però, vediamo come Gilad non sempre è riuscita a resistere alle sofferenze, in particolare Venditti ci mostra come il Guerriero Eterno ha affrontato il rapimento del suo primogenito. Mentre Gilad è impegnato nella caccia, durante il periodo dell’Antica mesopotamia, un gruppo di guerrieri a cavallo rade al suolo l’intero villaggio dove il protagonista si era stabilito, uccidendo brutalmente tutti i suoi abitanti, tranne il piccolo Kalam, figlio di Gilad, che viene portato al mandante di questo orrore. Diversamente dal primo volume, in cui ci venivano mostrate le abilità combattive di Gilad, Venditti ci mostra le doti “investigative” di Gilad. Il guerriero eterno, attraverso una serie di tracce, riesce a rintracciare la provenienza degli assassini del suo villaggio, la caccia è silente, le uniche parole che leggiamo provengono da dei flashback di Gilad che discute con la sua amata sulla possibilità di avere un figlio. Arrivato nella città in cui gli assassini risiedono, il Guerriero Eterno è completamente sopraffatto dall’ira, la sua reazione a questo grande dolore lo porta ad uno spargimento di sangue senza eguali.

La Furia di Eternal Warrior 2

Nella seconda parte del volume facciamo subito la conoscenza di un misterioso villain, non siamo a conoscenza del suo nome, ma il suo servitore lo definisce “Sovrano”. Ma torniamo a Gilad, che è bloccato nello stesso luogo in cui si concludeva il primo volume, ovvero in una struttura high-tech, una specie di prigione. Il Sovrano si presenta al Guerriero Eterno e ci viene spiegato che il luogo in cui è intrappolato è un labirinto, una struttura costruita negli anni per testare le abilità rigenerative di Gilad. Quello che si pone davanti al protagonista è una situazione alla Edge of Tomorrow: live, die and repeat. Gilad continua ad affrontare il labirinto ma muore decine e decine di volte in modi sempre diversi, per far sì che il Sovrano possa studiare questo processo rigenerativo e replicarlo su se stesso. Ma nulla può contenere troppo a lungo la furia del guerriero eterno e appena questa si scatenerà, il sangue sarà l’unica cosa che vedrete.

La Furia di Eternal Warrior 3

Lo stile grafico di Raul Allen su La Furia di Eternal Warrior è davvero eccezionale e in questo volume, a differenza del primo, ci sono delle trovate grafiche che rendono la narrazione molto più scorrevole e consequenziale, con una composizione della tavola sì classica, ma serrata. La palette cromatica utilizzata da Borja Pindado è molto particolare, colori freddi e caldi si alternano da un panel all’altro, verde, porpora e nero regnano nella veste grafica del volume e quando la furia di Gilad si scatena il rosso inizia a prendere il posto dei colori precedentemente elencati.

La Furia di Eternal Warrior 4

In conclusione cosa ne pensiamo de La Furia di Eternal Warrior: Labirinto?

La Furia di Eternal Warrior: Il Labirinto è un secondo volume che prova come la serie migliori di story-arc in story-arc. Ci viene mostrato come il dolore sia un sentimento che ferisce chiunque, persino un essere immortale come Gilad, ma che non riesce a contenere la sua furia. Il Guerriero Eterno dimostra di potersi liberare da qualsiasi prigione, figurata o reale, come il labirinto high tech del Sovrano, una trappola di morte che però nulla può rispetto all’esperienza di Gilad. Graficamente La Furia di Eternal Warrior: Il Labirinto si dimostra molto più brillante e con espedienti che rendono la lettura molto più fluida e consequenziale, il tutto accompagnato da una palette cromatica, sì sempre uguale, ma di impatto.

La Furia di Eternal Warrior 5

La Furia di Eternal Warrior: Il Labirinto è il secondo volume (di tre) dedicati alle avventure di Gilad, attendiamo con ansia il terzo volume che concluderà le vicende narrate da Venditti su questo affascinante personaggio del Valiant Universe.


SCHEDA FUMETTO


  • USCITA IN VOLUME: 20/09/2017
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Robert Venditti
  • DISEGNI: Raúl Allén, Juan José Ryp
  • COLORI: Borja Pindado
  • CASA EDITRICE: Valiant / Edizioni Star Comics
pagina Nerdgate il portale nerd

TOP 10 FUMETTI

SEGUICI SU FEEDLY

follow us in feedly
8.2

Ottimo

Studente di Giurisprudenza dell’Università Aldo Moro di Bari, classe 97. Sono da sempre un appassionato di videogiochi, animazione, cinema e fumetti, prediligendo però quest’ultima passione. Preferisco il fumetto americano, ma non faccio distinzioni se si parla di una buona storia. Tra le mie letture preferite? Be’ ve ne sono parecchie, tra tutte posso dire: “Sandman” di Neil Gaiman, “Fables” di Bill Willingham e Mark Buckingam, “Hawkeye” di Matt Fraction e David Aja, “Essex County” di Jeff Lemire, “Pompeo” di Andrea Pazienza, “Devilman” di Go Nagai. Il mio film preferito è sicuramente “The Blues Brothers” di John Landis, mentre il mio film animato preferito è Toy Story… facciamo tutta la trilogia. La passione per il fumetto mi ha anche portato a scoprire i Gorillaz, virtual band britannica creata da Damon Albarn e Jamie Hawlett, creatore del fumetto “Tank Girl”. Per quanto concerne i videogiochi ho sempre prediletto le esclusive Sony e Nintendo, queste ultime hanno un ruolo principale nel mio cuore, in particolare la saga di The Legend of Zelda.

Lost Password