La Tomba di Batman Volume 1 – Recensione

Una detective story di cui si sentiva la mancanza

Vincenzo Fata 22 Set 2020

Mi preme aprire questa recensione con un DISCLAIMER molto importante: in questo articolo verranno spese parole sul conto di Warren Ellis in quanto sceneggiatore, le varie critiche o lodi relative all’autore riguarderanno esclusivamente il suo lavoro, nulla di tutto ciò sarò riferito a lui in quanto “persona” e soprattutto in merito ai fatti personali che lo hanno convolto negli scorsi mesi , affermo ciò in quanto non mi sembra l’occasione adatta ad affrontare tali questioni e credo fortemente che si possa scindere, in questa sede, tra autore e “persona”. Detto ciò, si entra nel vivo della recensione.

Il volume che mi ritrovo a recensire oggi è La Tomba di Batman Vol.1, che contiene i primi sei capitoli (di dodici) della miniserie sceneggiata da Warren Ellis, disegnata da Bryan Hitch e colorata da Kevin Nowlan. Mi sembra davvero superfluo spendere troppe parole sull’impatto che Ellis ed Hitch hanno avuto sul fumetto americano, soprattutto con The Authority, tramite il quale hanno dettato quello che da 20 anni è l’approccio al genere supereroistico. Tuttavia è importante sottolineare come La Tomba di Batman sia una sorta di “evento” in DC Comics perché, nonostante l’importanza che questi due autori rivestono nel panorama degli eroi in costume, è la prima volta che Ellis ed Hitch si dedicano al Cavaliere Oscuro con un buono spazio di manovra. Certo, entrambi hanno fatto le loro brevi comparsate su testate che riguardavano Batman, direttamente o indirettamente, ma possiamo definire La Tomba di Batman come il primo vero progetto dei due autori britannici sul personaggio più iconico di DC Comics.

La Tomba di Batman 1

Ne La Tomba di Batman, Warren Ellis ci vuole raccontare quella che pressoché è la quotidianità dell’Uomo Pipistrello: il nostro protagonista si ritroverà a dover affrontare un intrigo costruito su una catena di omicidi che lo indirizzeranno verso una grande minaccia per Gotham City. “Banale”, direte, ma in realtà non è poi così scontato leggere, nelle odierne pubblicazioni DC Comics, una nuda e cruda Detective story con protagonista Batman. Infatti, nella testata principale dedicata al Pipistrello, sia Tom King (la cui run è ancora in pubblicazione in Italia), sia James Tynion IV (attuale sceneggiatore della serie Batman) hanno affrontato tematiche molto più legate all’uomo dietro la maschera. Intanto l’attuale run di Detective Comics, con Peter Tomasi ai testi, è una serie di contorno, che cerca di dare spazio a quei membri della rogue’s gallery di Batman che, per diverso tempo, non sono comparsi all’interno della serie principale. Entrambe queste serie, che mensilmente presentano avventure con protagonista Batman, non si dedicano al lato investigativo che il personaggio vanta e che può essere fonte di storie elaborate e intriganti. Proprio qui che entra in gioco La Tomba di Batman, che coglie questa occasione e mette da parte villain in costume e drammi personali.

La Tomba di Batman 6

Ellis ed Hitch ci offrono un interessante puzzle che si prende il giusto tempo per essere completato, ma che non presenta tempi morti, anzi: a momenti prettamente investigativi in cui seguiamo i ragionamenti del protagonista, si alternano scene d’azione egregiamente costruite. Warren Ellis ci mostra quello che è l’iter che Batman segue quando deve affrontare un omicidio: il Cavaliere Oscuro studia nel dettaglio personalità, comportamenti  ed informazioni personali delle vittime di turno, per poi mettersi nei panni di queste ultime e ricostruire il crimine. Bryan Hitch aiuta lo sceneggiatore in questo processo investigativo, mostrandoci Batman che si alterna fisicamente alla vittima, sottolineando questa forte immedesimazione tra i due individui. Assieme a questi momenti, i due autori dedicano pagine e pagine a scene di combattimento spettacolari e splendidamente coreografate, d’altronde Hitch ed Ellis ci hanno abituato a questo tipo di qualità nelle fight scene, anche nei progetti ai quali non hanno collaborato, come ad esempio la breve run sul personaggio di Moon Knight che Warren Ellis ha firmato assieme a Declan Shalvey. 

La Tomba di Batman 2

Proprio in riferimento a Moon Knight mi sembra doveroso fare un paragone, tra quest’ultima serie e La Tomba di Batman, in merito all’approccio narrativo di Ellis. In Moon Knight è l’azione a farla da padrone, lo sceneggiatore inglese non imbastisce una trama complessa e mette le sue doti narrative a servizio, quasi totalmente, della matita di Shalvey, che si diverte a trasportarci da una storia all’altra con un ritmo e una regia pressoché impeccabile. Con La Tomba di Batman, Ellis lascia comunque a Hitch il giusto spazio per poter creare dell’azione coinvolgente e ben ritmata, ma lo scrittore è cosciente del fatto che Batman è un personaggio che può dare ben di più e quindi permette a tutta quest’azione di convivere con un trama articolata. Insomma, se siete stati avidi lettori della breve intemerata di Ellis su Moon Knight, ma anche del secondo volume di Injection, difficilmente potrete rimanere delusi da La Tomba di Batman.

La Tomba di Batman 3

Veniamo ora ad un elemento di questa serie che ha completamente diviso il pubblico. Nei vari gruppi dedicati al fumetto che popolano Facebook, sia esteri, sia nostrani, molti lettori si sono espressi in maniera discordante in merito alla caratterizzazione che Warren Ellis ha voluto dare ai personaggi di Batman, Alfred e Gordon. C’è chi ha apprezzato questa piega, come il sottoscritto,  ma c’è anche chi non è riuscito a conviverci. Lo ammetto, all’inizio è strano leggere certi dialoghi  sferzanti uscir fuori da tre personaggi che, bene o male, hanno una caratterizzazione di fondo abbastanza nota ai lettori. Certo, ogni scrittore cerca di portare una propria impronta sul cast classico di Batman, quando ha la possibilità di metterci mano per un po’ di tempo, ma il tenore dei rapporti tra i vari personaggi rimane pressoché invariato. Invece Ellis decide di dare un taglio più personale alle relazioni che intercorrono tra il predetto trio e ne ha tutte le ragioni. 

The Batman's Grave 4

Non è che lo sceneggiatore non conosca ciò di cui sta scrivendo, semplicemente decide di rendere più “reali” questi rapporti: Alfred e Gordon che puntualmente prendono in giro Batman rappresenta il comportamento più normale che possa esistere tra persone che si conoscono da anni, tra amici, se vogliamo. Allo stesso modo gli strani sorrisetti di Bruce Wayne evidenziano il personaggio per quello che realmente è: una persona psicologicamente instabile che ogni notte si veste da pipistrello, un uomo la cui routine è indagare su reati efferati e avere a che fare con altrettanti individui affetti da patologie psichiche. Non è un modo diverso di concepire queste relazioni, ma semplicemente un lato delle stesse, un’angolazione ovvia, ma invisibile al più degli autori che si sono affacciati su questi personaggi.

The Batman's Grave 5

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CONCLUSIONI: The Batman’s Grave Vol.1 non rappresenta una rivoluzione per le storie dedicate al Cavaliere Oscuro, piuttosto quello che dovrebbe essere lo standard, anche qualitativo, che il personaggio merita nei periodici a lui dedicati. Warren Ellis dà forma ad una detective story ben costruita, mostrandoci un lato investigativo di Batman che molto spesso viene dimenticato o messo in secondo piano. Bryan Hitch accompagna la sceneggiatura con espedienti grafici che danno una forma più completa alle idee di Ellis e ruba la scena con dell’azione ottimamente coreografata, mantenendo sempre alto il ritmo della storia. I presupposti per un’ottima conclusione ci sono tutti, non resta quindi che aspettare il secondo e ultimo volume della serie.

VOTO FINALE: 8.5

SCHEDA FUMETTO

  • DATA RILASCIO: 20/08/2020
  • SOGGETTO: Warren Ellis
  • SCENEGGIATURA: Warren Ellis
  • DISEGNI: Bryan Hitch, Kevin Nowlan
  • COLORI: Alex Sinclair
  • CASA EDITRICE: DC Comics/Panini Comics
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