Oh! Il libro delle meraviglie – Recensione

FUMETTI

OH! IL LIBRO DELLE MERAVIGLIE: L’ORTOLANI D’ANTAN

Bentornati Gaters appassionati della bande dessinée! Oggi vi raccontiamo dell’ultima fatica di Leo Ortolani per BAO Publishing, una casa editrice che ormai non ha bisogno di presentazioni.
Oh! Il libro delle meraviglie viene pubblicato nello stesso formato di CineMAH – Il buio in sala (2016), che raccoglieva le recensioni cinematografiche a fumetti postate dal Venerabile sul suo blog Come Non Detto. L’impaginazione è ancora una volta a cura delle Officine Bolzoni (pseudonimo di Lorenzo Bolzoni): oltre agli standard qualitativi alti, contribuisce a garantire una piacevole familiarità del fumetto BAO.

Guarda anche: la nostra sezione dedicata ai fumetti

Veniamo al libro. Arrivato al 2017, con vent’anni di Rat-Man sulle spalle, Leo Ortolani non ha bisogno di dimostrare nulla al mondo del fumetto. Questa raccolta di meraviglie ci dà l’idea di quello che potrebbe essere uno dei futuri (Rat-Man termina a settembre) narrativi di Leo, non per forza focalizzato su un personaggio principale, ma anche verso raccolte di storie concise con molteplici personaggi che si alternano.
Ed è proprio questo che contiene il libro delle meraviglie. Esso infatti riprende delle storie brevi, quasi degli sketch su carta, iniziate a scrivere dall’autore nel lontano 1993, edite a frequenza discontinua su riviste indipendenti dal 1994 in poi. Accorpate per la prima volta nel 2006 (Le Meraviglie del Mondo, Panini Comics), in Oh! troviamo nuovamente insieme Le Meraviglie della Natura e Le Meraviglie della Tecnica: le prime riguardanti persone o situazioni sociali sconvenevoli; le seconde riferite a oggetti e istituzioni passibili di derisione. L’edizione BAO ha il pregio di contenere quattro storie nuove di zecca: l’anziano, il cristiano tiepido, il pedofilo, l’educazione sessuale.
Sono considerate meraviglie perché, come ci ricorda Ortolani, “se esistessero veramente vorrebbe dire che abbiamo dei problemi”.


L’IRONICO SENSE OF WONDER DERIVANTE DALLA VISIONE DI QUESTE ECCEZIONALI CREATURE E OGGETTI NASCONDE SPESSO L’AMAREZZA DI FONDO DELL’AUTORE.


Amarezza derivante da iniquità e artifici del politically correct, che spesso accettiamo perché tanto “va tutto bene”.
Ogni meraviglia è introdotta da una copertina che canzona le riviste scientifiche, con il classico “lo sapevate che…” a incorniciare delle freddure introduttive. Tra le meraviglie della natura potrete trovare il mafioso, il tifoso, l’omosessuale, passando per il paraplegico e altri ancora. Alcune delle meraviglie della tecnica ci parlano di temi quali i metodi contraccettivi, la pena di morte, il sesso virtuale e il voto.

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La satira dell’autore non risparmia nessuna di queste situazioni. Vengono sottolineati paradossi come l’omosessuale che non deve accettare se stesso, bensì fare accettare la sua situazione agli altri, che lo trattano in maniera ipocrita. O il naziskin che mistifica la realtà e protegge la pochezza dei suoi argomenti razzisti fino al punto di categorizzare Schindler’s List nel genere fantascientifico. Non mancano i riferimenti al contesto storico italiano degli anni novanta. L’autore cita Craxi e il suo invito ad “andare al mare” invece di votare (in occasione del referendum abrogativo del 1991). Berlusconi è presente, in modo velato e non, in più di una storia.

Sebbene alcune situazioni siano purtroppo ancora attuali, in certe vignette, nonostante le doti da Nostradamus dell’autore, il peso degli anni si fa sentire. Pensiamo per esempio al capitolo sulla fototessera, che immagina un futuro in cui inventeranno una cabina in grado di sviluppare tessere di qualunque momento della nostra vita (la recente applicazione FaceApp vi dice nulla?). Oppure quello sul sesso virtuale, che ipotizza un’eccitazione generata da macchinari e dischetti (il sexting era ancora un miraggio). In virtù di queste ragioni, sarebbe bello veder realizzato un volume con le meraviglie aggiornate al mondo attuale.

La copertina del testo, coloratissima per mano di Lorenzo Ortolani, pare un omaggio ai poster dei film horror Hammer anni 50′.

Concludendo, in questo volume possiamo leggere il Leo più dissacrante e pungente di tutta la sua storia editoriale. V.M. in questo caso sta per “vietato ai moralisti”. Se Rat-Man è una lunga e divertentissima barzelletta, qui abbiamo una valanga di freddure. Ma i decibel delle vostre risate si manterranno comunque alti.


  • USCITA: maggio 2017
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Leo Ortolani
  • DISEGNI: Leo Ortolani
  • COPERTINA:Leo e Lorenzo Ortolani
  • CASA EDITRICE: Bao Publishing

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