ORFANI JURIC “LA REGINA È MORTA, VIVA LA REGINA” – Recensione

FUMETTI

 ORFANI JURIC: LA REGINA È MORTA, VIVA LA REGINA

Capitolo finale della trilogia dedicato a Jsana Juric, il controverso personaggio che ha fatto da collante alle serie dell’epopea futura creata da Roberto Recchioni. Come detto in precedenza, Juric ha voluto sondare nel passato della donna, mettendo a nudo il vero animo della salvatrice della razza umana, mostrando le contraddizioni di un animale politico che sembra l’incarnazione estrema del detto machiavellico “il fine giustifica i mezzi“. In questi tre numeri abbiamo visto come la Juric non si sia mai arrestata di fronte a nulla, come ogni arma fosse lecita, dal sesso al ricatto, pur di ottenere il raggiungimento dei propri obiettivi.


L’ULTIMO NUMERO DELLA MINISERIE DI ORFANI DEDICATA A JSAN JURIC


JURIC: LA REGINA È MORTA, VIVA LA REGINALa regina è morta, viva la regina è la degna conclusione di questa rivelazione. Il passo finale verso la consacrazione di Jsana Juric come personaggio politico globale, la salvatrice per l’opinione pubblica, ignara del potere di manipolazione della donna. Ma soprattutto è il suo spirito indomito e privo di remore, la sua perfidia usata come arma anche su persone ormai inerti (come la invalida Asoko), come se la tortura psicologica fosse una seconda natura imprescindibile, necessaria per lei come respirare. Jsana non può far a meno di manipolare, di dominare e schiavizzare mentalmente tutto e tutti; perfino nell’adottare una sfortunata ragazza africana, per cui sembra provare un’affinità simile ad un senso materno, non può fare a meno di pilotare le scelte della giovane, plasmarla per renderla un proprio strumento, dovendo poi patire le conseguenze.

Per quanto io pensassi di esser abituato all’animo nero della Juric, Paola Barbato è riuscita a scavare ancora più a fondo nel nero pozzo della sua anima; leggendo La regina è morta, viva la regina sono rimasto ulteriormente sbalordito dal comportamento della donna, ma non riesco a provare odio o altro per lei. Certo, non è un personaggio positivo, ma il suo lato oscuro era necessario per guidare l’umanità secondo un suo piano mirante al salvarla ; Jsana in certi punti sembra arrogarsi il ruolo della predestinata, ha la consapevolezza di essere l’unica in grado di guidare una razza intera oltre i propri limiti, forzando la mano e andando oltre le convenzioni di accettabile o altri limiti etici. Oscura ma affascinante, spietata ma anche debole, una donna contraddittoria che viene rappresentata perfettamente, che stupisce perchè siamo ancora abituati a non accettare donne di potere così energiche e orrendamente maschili nella loro cattiveria; Orfani non ha questi limiti, lo abbiamo visto anche Rosa, la forza delle donne esplode liberamente, viene mostrata nella pienezza della loro potenza.JURIC: LA REGINA È MORTA, VIVA LA REGINA

Altrettanto forte il personaggio di Bogdan, il designato biografo della defunta presidente. Lo abbiamo visto sprofondare in un abisso, attratto dalla morbosa curiosità di scoprire la verità dietro la despota, venire soffocato dalla verità. All’inizio dell’albo il riferimento al mito nordico di Odino è una quasi una minaccia: il padre degli dei norreno aveva sacrificato un occhio per la conoscenza, convinto fosse un bene. Ma certe conoscenze possono corrompere l’animo; come Jsana con la perdita di un occhio acquisì una maggior consapevolezza e determinazione (accade nel secondo numero, Storia di una principessa), Bogdan apprende la verità e ne rimane però schiacciato. Lo scrittore lentamente comprende come tutto sia uno strumento, come la verità possa esser piegata e asservita in funzione di un bene più grande, la grande menzogna che per quanto temuta non viene mai scalfita. E un uomo debole, un idealista disilluso, riuscirà a sostenere il peso che porta sulle spalle?

Come sempre, ritorna l’icona dell’albero, ormai un marchio di fabbrica!JURIC: LA REGINA È MORTA, VIVA LA REGINA

In questo albo i disegni di Luca Casalanguida sono estremamente empatici, non si trattengono e trasmettono in pieno tutta la gamma di sensazioni dei personaggi. Scene di violenza, che sia fisica o morale, vengono mostrate in tutta la loro potenza, con la perfetta tensione accompagnata da oculate scelte del punto di vista. Andres Mossa mette la firma con i suoi colori, che esaltano ulteriormente le tavole; spettacolare il momento dell’esplosione del reattore EMR, il punto di partenza della grande menzogna, ineccepibile sotto ogni aspetto, la nuova alba dell’impero di Jsana.

Questa miniserie è stata un necessario tributo ad una figura chiave della macro-trama di Orfani, e la scelta di affidarne la sceneggiatura a Paola Barbato è stata fondamentale. Ora però dobbiamo prepararci a Terra, la nuova miniserie che dal 14 gennaio arriva in edicola con il primo numero, Dalle cenere, e le cui copertine, dopo le meravigliose opere di Nicola Mari per Juric, saranno affidate ad un altro grande talento: Gipi.

SCHEDA FUMETTO


  • USCITA: 16,12,2016
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Roberto Recchioni, Paola Barbato
  • DISEGNI: Luca Casalanguida
  • COLORI: Andres Mossa
  • COPERTINA: Nicola Mari
  • LETTERING: Luca Corda
  • CASA EDITRICE: Sergio Bonelli Editore
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Buono

Inviato Speciale e Nerd di alto lignaggio, le sue prime parole sono state “spazio, ultima frontiera”; ha indagato nei misteri della galassia con R. Daneel Oliwav e cavalcato vermi delle sabbie su Dune, salvo poi venire arruolato nella Flotta Stellare e arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. Esperto di Warhammer 40k, Star Trek e Star Wars,appassionato di rpg, rts e fps, vi mostrerà cose che voi nerd non potreste immaginare.

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