Royal City Vol.2 : Sonic Youth – Recensione

FUMETTI

ROYAL CITY VOL.2 – I SEGRETI DI ROYAL CITY

Jeff Lemire è un’autore poliedrico, questo lo si può notare dalle sue pubblicazioni. Se però nel genere supereroistico non ha sempre regalato delle perle, è nelle storie intime e personali che lo scrittore si dimostra un artista davvero eccellente. Essex County e Niente da perdere sono senza dubbio le sue due produzioni preferite dal sottoscritto, ma un posto in questo piccolo podio personale lo sta conquistando anche Royal City, serie Image che mantiene le atmosfere dei due volumi citati poco sopra e anzi, non ha nulla da invidiare ai suoi fratelli maggiori. E’ proprio di questa testata che andremo a parlare, in particolare del secondo volume, edito in Italia da Bao Publishing.

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Royal City è all’apparenza una storia semplicissima che tratta dei Pike, una famiglia disfunzionale alle prese con un doloroso evento del passato che li perseguita da anni: la morte del giovane Tommy. Nel primo volume abbiamo modo di vedere ciò che accade nel presente a tutta la famiglia. Sia i tre fratelli Tara, Richie e Pat sia i loro genitori hanno visioni del giovane Tommy, ognuno a modo suo, come se non fosse mai morto nel 1993. In questo nuovo capitolo, invece, facciamo un tuffo nel passato e viviamo un breve momento della vita di Tommy, andando a scavar sia nel rapporto coi suoi fratelli e i suoi genitori, sino alle relazioni sentimentali e ai suoi malori fisici.

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Oltre a ciò, abbiamo modo di respirare l’aria di Royal City, una cittadina di provincia dove i nostri protagonisti sono cresciuti. Tutta l’atmosfera che pervade le strade, le case e le persone ha un gusto molto Lynchiano. La fabbrica è il fulcro di Royal City, così come lo era in Twin Peaks, ma oltre a ciò tutta la città emana un alone di mistero molto simile a quella della serie tv del 1990. Lemire affronta anche l’aspetto negativo di queste piccoli paesini, che diventano una sorta di carcere per le giovani generazioni, uno stimolo che provoca la frase “un giorno me ne andrò di qui”, ma che rimane solo un pensiero e difficilmente si realizza nella pratica. L’oppressione è una garanzia di queste realtà di provincia, una forza così potente da coinvolgere e imbrigliare anche il più motivato e sognatore, che ne rimane vittima per la vita.

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Anche con Royal City è impossibile non notare “l’amore” di Lemire verso il tema della famiglia disfunzionale, ma allo stesso tempo è incredibile scoprire come ogni volta l’autore riesca ad offrire un’esperienza nuova e fresca, che cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime tavole. Lo stile grafico di Jeff Lemire è parte integrante della narrazione, la serie non avrebbe lo stesso pacing e lo stesso gusto. Oltretutto l’artista canadese si rinnova e sperimenta con gli acquerelli, dando vita a splash page e tavole che raramente abbiamo visto in precedenza in opere com Essex County e Niente da perdere, dove si atteneva a costruzioni e panel molto più basilari.

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Mentre Tommy ci racconta questo slice of life è come se fossimo accanto a lui e magari ci immedesimiamo anche nel ragazzo, grazie alla narrazione coinvolgente di Lemire. Conosciamo meglio tutta la famiglia e abbiamo modo di riscontrare il loro carattere grazie ad eventi che li hanno segnati e formati: gli incerti sentimenti della signora Pike, il carattere confuso di Pat, ecc. . Tutti questi elementi formano il quadro di una famiglia tutt’altro che perfetta, sin da prima della morte del giovane Tommy. Semplicemente il triste evento ha portato alla luce queste problematiche, che hanno radici ben più profonde. Un plauso va fatto al lettering di Sara Bottaini, che è riuscita a riprodurre perfettamente quelle pagine di diario “mai scritto” che inframezzano i vari eventi del volume.

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Royal City Vol.2 non fa che confermare l’alta qualità della storia tessuta da Jeff Lemire, sia dalla narrazione intima che dal tratto nostalgico, legato ad un acquerello semplice ma che rende il tutto molto più emotivo. Dalle atmosfere ai personaggi, è difficile non farsi coinvolgere da questa storia, di cui attendiamo con ansia la conclusione con il prossimo volume.

SCHEDA FUMETTO

  • USCITA IN VOLUME: 30/08/2018
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Jeff Lemire
  • DISEGNI: Jeff Lemire
  • COLORI: Jeff Lemire
  • CASA EDITRICE: Image Comics / Bao Publishing
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Grande

Studente di Giurisprudenza dell’Università Aldo Moro di Bari, classe 97. Sono da sempre un appassionato di videogiochi, animazione, cinema e fumetti, prediligendo però quest’ultima passione. Preferisco il fumetto americano, ma non faccio distinzioni se si parla di una buona storia. Tra le mie letture preferite? Be’ ve ne sono parecchie, tra tutte posso dire: “Sandman” di Neil Gaiman, “Fables” di Bill Willingham e Mark Buckingam, “Hawkeye” di Matt Fraction e David Aja, “Essex County” di Jeff Lemire, “Pompeo” di Andrea Pazienza, “Devilman” di Go Nagai. Il mio film preferito è sicuramente “The Blues Brothers” di John Landis, mentre il mio film animato preferito è Toy Story… facciamo tutta la trilogia. La passione per il fumetto mi ha anche portato a scoprire i Gorillaz, virtual band britannica creata da Damon Albarn e Jamie Hawlett, creatore del fumetto “Tank Girl”. Per quanto concerne i videogiochi ho sempre prediletto le esclusive Sony e Nintendo, queste ultime hanno un ruolo principale nel mio cuore, in particolare la saga di The Legend of Zelda.

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