Black Hammer Vol.3: l’Era del Terrore (1ª parte) – Recensione

FUMETTI

BLACK HAMMER: L’ERA DEL TERRORE (1ª PARTE) – NON SI TORNA INDIETRO

Ormai Jeff Lemire non è nuovo ai lidi di Nerdgate, anzi è da diverso tempo che ci dedichiamo all’analisi delle sue produzioni, differenti nel genere, ma unite da un’alta qualità. Nella recensione di Gideon Falls, la nuova serie horror dello sceneggiatore canadese, abbiamo discusso su come Lemire si stia dimostrando una penna più che versatile, spaziando dal sci-fi all’appena citato horror, arrivando persino a creare il proprio universo supereroistico mediante l’ausilio di Dark Horse: parliamo ovviamente di Black Hammer. Non solo questa serie a fumetti ha riscosso diverso successo tra le più prestigiose premiazioni del settore, ma è anche riuscita a giungere all’attenzione di Legendary Entertainment, casa di produzione cinematografica, che produrrà film e serie tv dedicate all’universo di Black Hammer, il tutto con l’ausilio di Lemire stesso. Nell’attesa, BAO Publishing continua a tenere alto l’hype con la pubblicazione dei vari volumi che compongono questa splendida serie. Oggetto di questa recensione è infatti Black Hammer Vol.3: l’Era del Terrore (1ª parte).

Leggi anche la nostra recensione dei primi due volumi di Black Hammer

Se leggete le info presenti nei credits del volume BAO, scoprirete che questo contiene la serie americana Black Hammer: Age of Doom e non semplicemente Black Hammer. Ciò avviene perché Jeff Lemire, non solo ha deciso di creare narrativamente un suo universo supereroistico, ma anche editorialmente. Un assaggio di questo sistema è avvenuto, sempre mediante BAO, tramite la pubblicazione del volume Sherlock Frankenstein e La Legione del Male, storia spin-off che si focalizza su un personaggio del mondo di Black Hammer (e in futuro arriveranno molte altre di questo tipo). Age of Doom, in particolare, segna un rilancio della serie originale da cui tutto è iniziato, lo stesso Lemire ha affermato: “Una delle cose che Black Hammer ha sempre fatto è quella di essere un commento sulla storia dei fumetti supereroistici e attualmente viviamo in un mondo dove questi universi narrativi sono oggetto di reboot, rilanci e rinascite [rebirth] pressoché ogni anno. Era necessario che anche noi giocassimo con questa idea, ma in un modo che solo Black Hammer può permettersi.”. Detto ciò, la numerazione apposta da BAO sul volume non è errata, anzi, facilita l’acquisto ai lettori meno informati.

Black Hammer Vol. 3 1

Infatti Black Hammer Vol.3: l’Era del Terrore (1ª parte), al livello narrativo, è la regolare continuazione dei due volumi usciti precedentemente, ma allo stesso tempo è un punto di svolta, un momento di rivelazione. Dopo due volumi principalmente di world-building, con una narrazione di ampio respiro in modo tale da permettere di affezionarci ai protagonisti, Black Hammer Vol.3 comincia esattamente da dove ci eravamo lasciati. Lucy Weber ha assunto il manto di Black Hammer e riacquista la memoria, ricordando come è giunta alla fattoria, ma mentre la ragazza si appresta a raccontarlo ai suoi compagni di “prigione”, sparisce all’improvviso. Ciò che si ritroverà ad affrontare Lucy è un viaggio in diversi luoghi che rassomigliano alcune famose storie di Sandman di Neil Gaiman come La locanda alla fine dei mondi, ma c’è anche spazio per un piccolo omaggio all’opera Vertigo dello stesso Lemire: Sweet Tooth.

Black Hammer Vol. 3 2

Mentre Lucy vive questa Odissea, Abe, Gale e Barbalien iniziano ad investigare sulla scomparsa della nuova Black Hammer, cercando indizi sulle ricerche che la ragazza aveva svolto sulla cittadina di Rockwood. Jeff Lemire sfrutta queste indagini per lavorare sui rapporti personali che legano i protagonisti, facendo giungere i personaggi alla conclusione che il loro arrivo alla Fattoria forse non è una maledizione, ma un luogo dove possono trovare pace e amore. Basta combattere, gli eroi hanno avuto una seconda chance e devono lavorare su questa occasione, non piangersi addosso. Ma questa situazione di quiete non è altro che una rapida illusione. Lemire prende i suoi personaggi e li mette davanti alla dura realtà che si cela dietro il loro esilio e riserva a noi lettori lo stesso “severo” trattamento. La rivelazione contenuta in Black Hammer Vol.3 è brusca e prende alla sprovvista non solo i protagonisti, ma anche i lettori dall’altra parte del volume ed ora nulla sarà più lo stesso.

Black Hammer Vol. 3 4

Dave Ormston cerca anche di rinnovare le sue matite mediante espedienti grafici che vanno al di là della classica gabbia che compone la tavola, e ciò avviene in maniera molto naturale, di pari passo al ritmo della narrazione, dando luogo ad una coesione e ad un impatto non da poco. Si vede che anche Dave Stewart ha potuto giocare molto con i colori, soprattutto nel viaggio che affronta Lucy, dimostrandosi come sempre un colorista versatile. Da Black Hammer Vol.3 in poi, l’intero team si rimette in gioco per dare una nuova forma a tutto ciò che abbiamo letto fin ora, e se da un lato ciò può spaventare il lettore, dall’altro è più forte la curiosità di vedere come Lemire e Ormston gestiranno questo cambiamento di rotta.

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Black Hammer Vol.3: l’Era del Terrore (parte 1) giunge ad una chiusa di quanto letto fin’ora, ma è anche l’inizio di una nuova vita per la serie. I protagonisti si ritrovano ad affrontare non solo delle situazioni che li metteranno alla prova (sia fisicamente, sia sentimentalmente), ma anche la grande bugia alla quale sono stati soggiogati per tutto questo tempo e dalla quale sarà impossibile tornare indietro, per loro e per noi lettori.

SCHEDA FUMETTO

  • USCITA IN VOLUME: 28/03/2019
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Jeff Lemire
  • DISEGNI: Dean Ormston
  • COLORI: Dave Stewart
  • CASA EDITRICE: Dark Horse/BAO Publishing
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8.5

Ottimo

Studente di Giurisprudenza dell’Università Aldo Moro di Bari, classe 97. Sono da sempre un appassionato di videogiochi, animazione, cinema e fumetti, prediligendo però quest’ultima passione. Preferisco il fumetto americano, ma non faccio distinzioni se si parla di una buona storia. Tra le mie letture preferite? Be’ ve ne sono parecchie, tra tutte posso dire: “Sandman” di Neil Gaiman, “Fables” di Bill Willingham e Mark Buckingam, “Hawkeye” di Matt Fraction e David Aja, “Essex County” di Jeff Lemire, “Pompeo” di Andrea Pazienza, “Devilman” di Go Nagai. Il mio film preferito è sicuramente “The Blues Brothers” di John Landis, mentre il mio film animato preferito è Toy Story… facciamo tutta la trilogia. La passione per il fumetto mi ha anche portato a scoprire i Gorillaz, virtual band britannica creata da Damon Albarn e Jamie Hawlett, creatore del fumetto “Tank Girl”. Per quanto concerne i videogiochi ho sempre prediletto le esclusive Sony e Nintendo, queste ultime hanno un ruolo principale nel mio cuore, in particolare la saga di The Legend of Zelda.

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