La Furia di Eternal Warrior: Patto col Diavolo – Recensione

FUMETTI

LA FURIA DI ETERNAL WARRIOR: PATTO COL DIAVOLO – OLTRE L’ETERNITA’

Nel corso di quest’anno ho cercato, tramite varie recensioni, di introdurvi alle letture Valiant Entertainment, casa editrice che magari non tutti conoscono e direi anche purtroppo, poiché sotto questo editore vengono pubblicate serie a fumetti molto valide e soprattutto che si distaccano da quello che è il classico filone supereroistico. Una delle run che più ci ha soddisfatto, nei mesi precedenti, è La Furia di Eternal Warrior scritta da Robert Venditti. Dopo avervi recensito i primi 2 volumi, ecco che arriviamo a concludere questa serie con il volume 3: La Furia di Eternal Warrior: Patto col Diavolo, pubblicato questo dicembre da Edizioni Star Comics.

La nostra recensione di La Furia di Eternal Warrior: Labirinto

 

Nello scorso volume abbiamo avuto modo di vedere Gilad affrontare il mortale labirinto creato dal Morente, un entità eterna quasi quanto il nostro protagonista, ma solo nello spirito, non nel corpo. Gilad si ritrova a morire svariate volte per via delle numerose prove che offre il labirinto, è ciò perché il Morente è intento a studiare Gilad e la sua morfologia per capire cosa si nasconde dietro il segreto della sua continua resurrezione, in modo da poterlo replicare e sfruttare. Dopo aver superato il labirinto e sventrato il Morente, il Guerriero Eterno si reca da un suo millenario alleato: Aric di Dacia a.k.a. X-O Manowar, e la richiesta che Gilad gli pone è alquanto bizzarra: “Aric, ho bisogno che tu mi uccida.”.

Eternal Warrior 1

Durante l’intero arco di questa serie abbiamo avuto modo di conoscere Gilad in maniera più personale, incontrando i suoi affetti, in particolare, nel precedente volume, scopriamo parecchie cose sulla backstory di Kalam, primo genito del Eternal Warrior. Il neonato venne rapito proprio dal Morente pensando che la progenie di Gilad fosse la chiave per carpire il suo segreto, ma così non fu e Kalam venne ucciso in giovane età. Come tutti gli affetti del Guerriero Eterno, anche il ragazzo si ritrova oltre il velo della vita, oltre il tempo, pur non avendo mai conosciuto suo padre. Gilad e Kalam sono sempre rimasti degli estranei fra loro, almeno fino a questo punto.

Eternal Warrior 2

Venendo a conoscenza di cosa successe al suo primo genito e tornando dai suoi cari grazie al gesto di Aric, Gilad decide finalmente di discutere con suo figlio. Ma nulla è semplice per il Guerriero Eterno e non appena incontra la sua amata, scopre che Kalam aveva deciso di seguire il padre l’ultima volta che ha eseguito il sanguinolento rito per tornare in vita. Gilad entra in crisi, un uomo che ha affrontato la morte centinaia di volte si sente improvvisamente perso, l’idea che Kalam possa essere prigioniero dei demoni lo lascia inerme a terra. Ma la sua amata lo convince a non lasciarsi sopraffare dalla disperazione e di utilizzare la spietata furia che lo contraddistingue per cercare il suo primo genito.

Eternal Warrior 3

Arrivato dinanzi all’armata dell’Imponente, Gilad viene a scoprire che Kalam non è nelle grinfie demoniache del suo millenario avversario, bensì è nelle Dune di Sale, terre estranee alle lande demoniache e abitate dal Pallido Pastore, un demone reietto. Nonostante il suo lontano esilio dai suoi simili, il Pallido Pastore è riuscito a creare un seguito di dannati che formano la sua schiera, il cui obiettivo è di attaccare le lande demoniache e spodestare l’Imponente dal suo ruolo. Kalam è la chiave di questo “colpo di stato”, essendo la progenie del Eternal Warrior è un trofeo molto importante, capace di dimostrare la supremazia del reietto verso il regnante dei demoni. E’ così che l’Imponente e Gilad stringono un patto: il demone permetterà al Guerriero Eterno di poter tornare nel regno dei vivi senza alcun ostacolo da fronteggiare, ma solo se egli gli porterà la testa del Pallido Pastore.

Venditti ci mostra come l’eternità, nonostante sia un concetto spaventosamente gigantesco, non riesce ad interferire con quelli che sono i valori fondamentali dell’esistenza: l’affetto verso il proprio figlio raffredda la furia di Gilad, tanto da farlo giungere in ginocchio verso l’Imponente pur di ricevere informazioni utili; persino la rivalità millenaria tra il re dei demoni e l’Eternal Warrior si ferma per una questione di onore che l’Imponente deve rispettare per via della suo “codice”.

Eternal Warrior 4

Personalmente, mi è dispiaciuta molto l’assenza di Raul Allen alle matite di questo terzo volume. Robert Gill, artista di La Furia di Eternal Warrior: Patto col Diavolo, nonostante offra un’ottima costruzione delle tavole con una buona consequenzialità narrativa (in particolare nell’ultimo capitolo di questa serie), non si presta a pieno al tono che Allen aveva contribuito a regalare a questa serie. Di ciò ne risente anche la palette cromatica, che diventa più classica e meno espressiva nel suo complesso. Sarebbe stato molto più gradita una continuità artistica, dato il breve corso della serie.


La Furia di Eternal Warrior: Patto col Diavolo è una buona conclusione per quella che è stata una delle migliori serie del panorama Valiant del 2016. Nonostante un finale alla “vissero tutti felici e contenti”, che poco si presta al personaggio di Gilad, Venditti chiude le trame strettamente personali che aveva iniziato a sfilacciare col primo volume della serie. Patto col Diavolo è lo story-arc più intimo di questa breve serie, il comparto action viene messo in secondo piano, ma rimane altrettanto valido. Volume e serie consigliata a chi cerca una storia d’azione ben costruita.

SCHEDA FUMETTO

  • USCITA IN VOLUME: 06/12/2017
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Robert Venditti
  • DISEGNI: Robert Gill
  • COLORI: Mike Spicer
  • CASA EDITRICE: Valiant Comics / Edizioni Star Comics
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Buono

Studente di Giurisprudenza dell’Università Aldo Moro di Bari, classe 97. Sono da sempre un appassionato di videogiochi, animazione, cinema e fumetti, prediligendo però quest’ultima passione. Preferisco il fumetto americano, ma non faccio distinzioni se si parla di una buona storia. Tra le mie letture preferite? Be’ ve ne sono parecchie, tra tutte posso dire: “Sandman” di Neil Gaiman, “Fables” di Bill Willingham e Mark Buckingam, “Hawkeye” di Matt Fraction e David Aja, “Essex County” di Jeff Lemire, “Pompeo” di Andrea Pazienza, “Devilman” di Go Nagai. Il mio film preferito è sicuramente “The Blues Brothers” di John Landis, mentre il mio film animato preferito è Toy Story… facciamo tutta la trilogia. La passione per il fumetto mi ha anche portato a scoprire i Gorillaz, virtual band britannica creata da Damon Albarn e Jamie Hawlett, creatore del fumetto “Tank Girl”. Per quanto concerne i videogiochi ho sempre prediletto le esclusive Sony e Nintendo, queste ultime hanno un ruolo principale nel mio cuore, in particolare la saga di The Legend of Zelda.

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